Decreto bollette, la valutazione dei Consumatori (Foto Pixabay)

Il Governo lavora al decreto bollette che dovrebbe approdare (ma c’è il condizionale) al Consiglio dei Ministri di domani, 18 febbraio. Fra le misure, spiega il Fatto Quotidiano, “è prevista un’estensione del bonus sociale per disagio economico che spetta in caso di Isee inferiore a 9.796 euro. Le famiglie che già lo percepiscono otterrebbero 90 euro in più sotto forma di contributo straordinario: sarà una delibera Arera a definire l’intervento, coperto con 315 milioni di euro”. I clienti che non hanno il bonus, ma con Isee inferiore a 25 mila euro annui, avrebbero poi “a discrezione del venditore di energia, stando alle bozze, e a patto che i loro consumi siano sotto determinate soglie, un contributo simile sotto forma di sconto sull’acquisto di energia elettrica”.

Ipotesi contributi e sconti

Come spiega Altroconsumo, il contributo di 90 euro annui viene riconosciuto a famiglie con Isee fino a 9.796 euro, un intervento per le famiglie che il Governo definisce “vulnerabili” e che di conseguenza esclude la possibilità di ottenere il bonus per eventuali seconde case. Per chi ha almeno quattro figli la soglia Isee sale a 20 mila euro.

Il secondo strumento prevede che i fornitori di energia elettrica abbiano la facoltà, non l’obbligo, di riconoscere uno sconto aggiuntivo ai propri clienti con Isee fino a 25.000 euro, nel rispetto delle linee guida che saranno definite dalla delibera di Arera. Lo sconto in bolletta andrebbe solo a chi non percepisce bonus sociali. In questo caso, se il provider decide di non aderire, non ci sono strumenti per poter contestare.

“Chiedere alle banche”

Nell’attesa del provvedimento, il vicepremier Matteo Salvini ha chiamato in causa il contributo delle banche.

“Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro – ha detto Salvini – Penso che sarà doveroso chiedere alle banche che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo perché no, anche per le bollette”.

Sono provvedimenti e parole che suscitano l’immediata reazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ad esempio è favorevole alla proposta di chiedere alle banche un contributo per abbattere le bollette energetiche in Italia ma sollecita un’analoga richiesta anche a compagnie assicurative e altri big player.

“Le risorse necessarie a contrastare il caro-energia possono essere trovate intervenendo sui maxi-profitti registrati dai big player economici che operano in Italia, perché oltre alle banche anche assicurazioni, aziende farmaceutiche e società di e-commerce e logistica registrano utili record in costante crescita – afferma il Codacons – Chiediamo però che qualsiasi intervento in tal senso sia destinato non a finanziare bonus e incentivi una tantum, ma a ridurre l’abnorme tassazione che vige sulle bollette italiane, e a realizzare misure in grado di far scendere in modo strutturale i prezzi di luce e gas a beneficio di consumatori e imprese”.

“Indispensabile la revisione degli oneri di sistema”

Anche Assoutenti accoglie con favore l’idea di chiedere un contributo una tantum alle banche, sottolineando che “in una fase di emergenza sociale ed economica, chi ha realizzato utili record è giusto che partecipi a uno sforzo collettivo per alleggerire il peso che grava su famiglie e imprese”. L’associazione chiede però di intervenire sulle anomalie strutturali delle bollette e di coinvolgere nella richiesta anche le compagnie assicurative per i “profitti eccezionali” registrati negli ultimi anni.

È indispensabile una revisione complessiva degli oneri di sistema, valutandone una progressiva riduzione o una diversa fiscalizzazione, per restituire equità e sostenibilità alla bolletta – afferma il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Un ulteriore intervento indispensabile riguarda inoltre il principio del disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica dal gas, facendo in modo che chi consuma energia rinnovabile paghi un prezzo coerente con il suo reale costo di produzione. A ciò si aggiunge un evidente profilo di iniquità fiscale: l’Iva viene applicata anche sulle accise, determinando di fatto una “imposta sulla tassa”. Un meccanismo che configura una doppia imposizione e che appare difficilmente giustificabile in un contesto di emergenza economica”.

UNC: decreto bollette deludente

“Il decreto Bollette rimane deludente e sconfortante – commenta invece il vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori Marco Vignola – Nel marasma delle bozze che circolano, anche considerando le migliori, come quelle che prevedono un innalzamento della soglia Isee rispetto ai miseri 9.796 euro attuali, il decreto resta non all’altezza della gravità della situazione, né per le famiglie né per le imprese”.

Altroconsumo: servono attenta attuazione e interventi strutturali

Il decreto bollette in discussione al Governo rappresenta per Altroconsumo “un intervento rilevante volto a contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese, in un contesto ancora caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi”.

Spiega il responsabile relazioni esterne Federico Cavallo che “gli sconti affidati alla libera adesione degli operatori, rischiano di limitare l’effettiva portata delle misure e la loro uniformità applicativa. È inoltre essenziale garantire che gli aiuti siano automatici, trasparenti e facilmente comprensibili, evitando complessità che possano ostacolare l’accesso ai benefici. Inoltre, l’assenza di interventi specifici sul costo del gas rappresenta una criticità, soprattutto per le famiglie più vulnerabili. Nel complesso, il decreto richiede un’attenta attuazione e ulteriori interventi strutturali per assicurare benefici duraturi, rafforzare la concorrenza e ridurre stabilmente il costo dell’energia”.

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