(Foto di Matias Cruz da Pixabay)
Apple e l’App Store: la Corte UE conferma la competenza dei tribunali locali
Due fondazioni olandesi hanno avviato un’azione rappresentativa contro Apple per presunte commissioni eccessive sull’App Store NL. La Corte di giustizia Ue stabilisce che il tribunale dei Paesi Bassi è competente, anche se gli utenti si trovavano all’estero.
Due fondazioni olandesi, Stichting Right to Consumer Justice e Stichting App Stores, hanno denunciato Apple per presunta condotta anticoncorrenziale sul suo App Store destinato al mercato dei Paesi Bassi.
Secondo le organizzazioni, le commissioni applicate da Apple sulle applicazioni di terzi, fino al 30%, sarebbero eccessive, arrecando un danno economico agli utenti, siano essi consumatori o professionisti.
Le fondazioni hanno quindi avviato due azioni rappresentative dinanzi al Tribunale di Amsterdam, chiedendo il risarcimento per un gruppo definito di utenti, non identificati ma identificabili, che hanno acquistato app attraverso l’App Store NL.
La contestazione di Apple sulla competenza giurisdizionale
Apple ha contestato la competenza dei tribunali olandesi, sostenendo che il presunto danno non si sarebbe verificato nei Paesi Bassi e, in particolare, ad Amsterdam. L’azienda ha aggiunto che, in subordine, solo gli acquisti effettuati fisicamente ad Amsterdam dovrebbero rientrare nella giurisdizione del tribunale locale.
Di fronte a tali contestazioni, il tribunale olandese ha sottoposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea questioni interpretative relative al regolamento sulla competenza giurisdizionale.
La decisione della Corte di giustizia
La Corte di giustizia ha confermato che l’App Store NL è specificamente concepito per il mercato dei Paesi Bassi. Il negozio online utilizza la lingua neerlandese, propone applicazioni mirate al mercato locale e reindirizza automaticamente gli utenti con un Apple ID associato ai Paesi Bassi.
Pertanto, il danno subito dagli utenti in occasione degli acquisti può considerarsi concretizzato nei Paesi Bassi, indipendentemente dal luogo in cui si trovavano fisicamente gli utenti al momento dell’acquisto.
La Corte ha sottolineato che questa interpretazione risponde agli obiettivi di prossimità, prevedibilità e buona amministrazione della giustizia, consentendo alle autorità giurisdizionali locali di conoscere azioni collettive relative all’App Store NL.
L’App Store e il modello di business di Apple
Gli iPhone e gli iPad funzionano con il sistema operativo iOS, che include l’App Store come piattaforma preinstallata. Gli sviluppatori di applicazioni devono aderire a un accordo con Apple e rispettare un tariffario stabilito dalla società. La commissione trattenuta da Apple varia tra il 15 e il 30% del prezzo di vendita, sia per applicazioni gratuite che a pagamento.
Per accedere all’App Store NL, gli utenti devono creare un Apple ID e indicare i Paesi Bassi come paese o regione. Pur potendo modificare il paese associato, è necessario accettare nuove condizioni e disporre di un metodo di pagamento valido nel paese selezionato, consolidando così la specificità territoriale della piattaforma.
Implicazioni della sentenza
La decisione della Corte rafforza la possibilità per le autorità giurisdizionali dei singoli Stati membri di trattare azioni collettive contro grandi piattaforme digitali, anche quando gli utenti coinvolti si trovano fisicamente altrove.
In questo caso, la Corte conferma che la territorialità di un danno può essere definita in base allo spazio virtuale in cui avviene la transazione, un principio destinato a incidere sul modo in cui le piattaforme digitali globali gestiscono i mercati locali e la propria responsabilità verso i consumatori.

