Trasporto di animali vivi, animalisti: ostruzionismo dell’Italia e degli Stati sul benessere animale (Foto Attività di monitoraggio trasporto ovini Pasqua 2025 © Essere Animali)

Trasporto di animali vivi, animalisti: ostruzionismo dell’Italia e degli Stati sul benessere animale

Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia, Essere Animali, LAV e Eurogroup for Animals firmano una nota congiunta dopo l’ultimo Consiglio Agrifish che ha affrontato il trasporto di animali vivi. Denunciano “ostruzionismo politico da parte dell’Italia e della maggior parte dei paesi membri”

L’Italia sta subordinando gli obiettivi di benessere animale agli interessi economici della zootecnia. È la denuncia contenuta in un comunicato congiunto di Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia, Essere Animali, LAV e Eurogroup for Animals a seguito del Consiglio Agrifish sul trasporto di animali vivi del 26 maggio.

Sul tavolo del Consiglio Agrifish, composto dai Ministri dell’agricoltura e della pesca dei 27 Stati membri dell’Unione europea, c’era anche la revisione della normativa proposta dalla Commissione UE sul trasporto di animali vivi, sulla quale è atteso il voto di Parlamento e Consiglio UE a fine anno. Le associazioni a tutela degli animali descrivono la posizione dell’Italia nel Consiglio come di “ostruzionismo politico” col sostegno della maggior parte degli Stati e con poche eccezioni.

Trasporto di animali vivi, il documento che le associazioni contestano

Il trasporto di animali vivi a lunga distanza si risolve spesso in viaggi di grande sofferenza per gli animali, e molte sono le denunce e le documentazioni disponibili. Ha anche un ruolo nella diffusione di malattie ed epidemie zoonotiche.

La revisione normativa dell’Ue sul trasporto di animali vivi a lunga distanza, spiegano le associazioni, è “necessaria per superare le gravi criticità attuali. Nonostante questo però l’Italia ha presentato in Consiglio un punto di discussione apertamente in polemica con la proposta di regolamento in grado di tutelare maggiormente gli animali durante il trasporto”.

Il punto proposto dall’Italia nel documento è stato condiviso anche da Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Portogallo e Romania.

Nel documento si legge che la produzione zootecnica negli ultimi anni ha subito le conseguenze dell’aumento dei costi dell’agricoltura e dell’energia e dei danni causati da malattie riemergenti e “rimane vulnerabile. Allo stesso tempo, gli agricoltori europei e gli altri operatori della filiera sono tenuti a rispettare standard elevati in materia di benessere degli animali, superiori a quelli applicati dalla maggior parte degli altri concorrenti globali”.

“In questo quadro, il trasporto di animali vivi è essenziale per il buon funzionamento del bestiame e un buon benessere animale è parte integrante di una produzione animale sostenibile”, prosegue il punto.

Il documento sottolinea dunque “l’impatto socioeconomico negativo di alcune delle misure proposte sulle produzioni animali e, come conseguenza, sulla sicurezza e la sovranità alimentare nell’Unione europea”. I rischi di cui parla sono l’equo accesso ai mercati e una situazione di svantaggio per alcuni Stati; il buon funzionamento del mercato zootecnico europeo (si paventano rischi per i costi ed effetti negativi sulle esportazioni e sulla filiera globale); e la proporzionalità con i benefici per il benessere animale.

L’Italia col ministro Lollobrigida, questa la posizione degli animalisti, “ha posto l’accento sulla sostenibilità esclusivamente economica della riforma per il settore zootecnico. La sua posizione si è incentrata sulla necessità di salvaguardare produttività, competitività e redditività, richiedendo alla Commissione europea che ogni misura regolatoria sia proporzionata rispetto ai benefici attesi in termini di benessere animale. Tali benefici, secondo il Ministro, dovrebbero essere basati però unicamente su evidenze scientifiche robuste. Una posizione che solleva interrogativi di rilievo sulla considerazione dei già numerosi pareri scientifici dell’EFSA. Inoltre, ha paventato un aumento dei costi al consumo, senza però fornire fonti o dati a supporto delle sue affermazioni”.

Benessere animale e zootecnia

L’effetto di questa posizione, spiegano ancora le associazioni, è quello di subordinare gli obiettivi di benessere animale agli interessi economici del settore zootecnico, alla fine svuotando di efficacia le misure di tutela animale.

Ma, proseguono gli animalisti, “la proposta formulata dalla Commissione UE, che può e deve essere migliorata, tiene però conto dei pareri scientifici dell’EFSA che raccomandano di ridurre le ore di viaggio, vietare il trasporto di animali vulnerabili (come vacche gravide e vitelli non svezzati), aumentare lo spazio disponibile e favorire il passaggio al trasporto di carne e carcasse, come suggerito anche dalla Corte dei conti europea in un report del 2023. La proposta, inoltre, riconosce esplicitamente la necessità di considerare le differenze geografiche, climatiche e strutturali e per questo è stato inserito un articolo dedicato alla tutela dei singoli mercati, aspetto legato anche al tema delle temperature”.

«Bloccare o ritardare la proposta di revisione e le sue possibili modifiche migliorative  significa agire in contrasto con l’urgente necessità di stabilire nuove regole a maggior tutela degli animali durante il trasporto. La proposta in discussione prevede già periodi di transizione e clausole di flessibilità per favorire un’applicazione adeguata» dichiarano Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia, Essere Animali e LAV. «A questo si aggiunge anche la proposta della Commissione sulla possibilità di transizione al trasporto di carne e carcasse, un cambiamento che, oltre a risparmiare agli animali il trauma e le sofferenze del trasporto, permetterebbe di ridurre il numero di viaggi, di tagliare drasticamente le emissioni e di garantire benefici economici e sanitari a tutti i paesi».

Le associazioni chiedono dunque al Governo italiano di “rivedere la propria posizione e di sostenere una riforma europea che rafforzi le tutele previste per gli animali durante il trasporto, in linea con le ormai numerose e robuste evidenze scientifiche e gli obiettivi dichiarati della proposta della Commissione”.

Parliamone ;-)