Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, le proposte dell'Agia per minori autori e vittime di reato

Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, le proposte dell'Agia per minori autori e vittime di reato

Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, le proposte dell’Agia per minori autori e vittime di reato

Sanzioni penali a misura di minorenne, giustizia riparativa come principale risposta ai reati, sportelli dedicati alle vittime di minore età e iniziative di prevenzione: sono alcune delle proposte formulate dal Garante Carla Garlatti, volte alla tutela dei minori autori e vittime di reato

“Non trattiamo i minorenni come criminali irrecuperabili”: questo l’appello di Carla Garlatti, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, in occasione del Convegno “Riscoprire il futuro. Diritti, responsabilità e percorsi nel sistema penale minorile”, organizzato per la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che ricorre il 20 novembre.

Sono cinque le proposte del Garante, messe sul tavolo di Governo, Parlamento e istituzioni con l’obiettivo di valorizzare, quale unica finalità del sistema, il recupero del minorenne, la cui personalità è ancora in formazione.

“Non parliamo di giovani irrecuperabili – ha affermato Garlatti – ma di minorenni con diritti da tutelare. Oggi vogliamo provare a comprendere come questi ragazzi possano riscoprire il futuro, un futuro che già esiste ed è compito della società e di tutti noi tracciare i percorsi per ritrovarlo. Però la nostra attenzione deve andare anche alle vittime: dobbiamo farci carico dei loro bisogni e delle loro aspettative, anche ricorrendo agli strumenti della giustizia riparativa”.

Minori autori e vittime di reato, le proposte dell’Autorità garante

Sanzioni penali a misura di minorenne, giustizia riparativa come principale risposta ai reati, sportelli dedicati alle vittime di minore età e iniziative di prevenzione: sono alcune delle proposte formulate dal Garante Carla Garlatti.

L’Autorità propone quindi, in primo luogo, di “Introdurre sanzioni penali a misura di minorenne, diverse da quelle degli adulti, come avviene in alcuni paesi europei. Per esempio, attività a beneficio della collettività o il divieto di uscire nel fine settimana. – In questo modo i giudici avrebbero a disposizione numerose alternative, oltre a quelle introdotte oramai 34 anni fa, come la sospensione del processo con messa alla prova e l’irrilevanza del fatto. Così la detenzione resterebbe ancora di più l’ultimo strumento a cui ricorrere”.

Secondo Garlatti occorre anche “diffondere la cultura della giustizia riparativa e promuovere, oltre alla mediazione, anche altri strumenti come i family group conferences circles: spazi che coinvolgono familiari e altre persone coinvolte nella vicenda”. “Nella giustizia riparativa – spiega – assumono rilievo anche la vittima e i suoi diritti, che invece nel sistema penale non trovano sufficiente spazio. Chi ha subito un reato vede riconosciuti il proprio vissuto e la propria sofferenza e si sente compreso”.

Per sostenere le vittime minorenni, soprattutto quando i fatti avvengono tra coetanei, l’Autorità garante ha proposto, inoltre, di istituire sportelli dedicati che possano offrire supporto psicologico, orientamento e accompagnamento, informazioni sui propri diritti e sul procedimento, incontri di gruppo.

 

Minori autori e vittime di reato: le proposte dell’Autorità garante
Minori autori e vittime di reato: le proposte dell’Autorità garante

 

Carla Garlatti ha annunciato, inoltre, l’avvio di un ciclo di visite tra i 17 istituti penali minorili (IPM) d’Italia, per ascoltare ragazze e ragazzi detenuti. In questo ambito l’Autorità garante ha sollecitato la piena attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario minorile del 2018.

“È necessario adottare un regolamento penitenziario specifico. Sono troppo pochi, ad esempio, gli IPM che ad oggi sono riusciti a consentire le visite prolungate con i familiari in spazi che riproducano l’ambiente quotidiano. Le sezioni a custodia attenuata invece non sono ancora una realtà. Sarebbe importante che nascessero spazi aperti alla comunità esterna, con gestione autonoma e separati dal resto della struttura in tutti gli istituti”.

Prevenzione, più spazi per i giovani ed educazione alla legalità

L’Autorità Carla Garlatti richiama, infine, l’attenzione sul tema della prevenzione. Tre le proposte dell’Autorità garante: “La prima è quella di rendere disponibili e fruibili spazi attrezzati per bambini e ragazzi, in particolare in periferia e in contesti di marginalità. I giovani devono essere coinvolti nel recupero e nelle scelte per la destinazione e la gestione di questi spazi: come ad esempio campi da giocosale di registrazione o spazi per la creatività”.

Un altro ruolo importante è riconosciuto alla scuola, che – spiega l’Autorità – “deve offrire le competenze utili a costruire un percorso di vita e a collocarsi positivamente nella società”. Infine, “occorrerebbe investire ancora di più in educazione alla legalità e al rispetto delle regole attraverso il confronto con i ragazzi”.

 

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