Fondo Morgan Stanley, Banco BPM condannato a restituire 9.900 euro ad una coppia veronese

Fondo Morgan Stanley, Banco BPM condannato a restituire 9.900 euro ad una coppia veronese

Con decisione del 22 agosto 2022 l’Arbitro per le Controversie Finanziarie ha dato ragione a due soci di Adiconsum Verona che avevano subito una forte perdita con il Fondo Morgan Stanley AlphaPlus.

Nel marzo 2015 i due risparmiatori avevano acquistato quote del Fondo per un controvalore di euro 50.000,00 su consulenza della filiale del Banco BPM. Il titolo aveva poi subito importanti perdite, causando un danno di euro 8.800,00 sull’investimento. Banco BPM è stato condannato, quindi, a restituire 9.900 euro alla coppia.

Morgan Stanley, la vicenda dei risparmiatori di Verona

Secondo quanto comunicato da Adiconsum Verona – “Dopo aver presentato un reclamo, cui la Banca aveva riscontrato negando la propria responsabilità, la coppia si è rivolta all’Arbitro per le Controversie Finanziarie tramite l’associazione Adiconsum. I ricorrenti hanno rilevato che la Banca non aveva effettuato la profilatura per entrambi gli investitori e non aveva consegnato il documento KIID contenente le informazioni sul Fondo”.

L’Arbitro ha osservato che “il fatto che si trattasse di un investimento pacificamente cointestato, comportava per l’intermediario, non solo l’obbligo di svolgere la valutazione di adeguatezza con riferimento ad entrambi gli investitori, ma anche di doverla condurre avendo particolare attenzione rispetto al profilo dell’investitore meno evoluto”. Inoltre, ha rilevato che “non può considerarsi raggiunta la prova della consegna del KIID, dal momento che la dichiarazione che dovrebbe attestare tale adempimento, è priva della sottoscrizione dei ricorrenti”.

Per questi motivi l’Arbitro per le controversie finanziarie, in accoglimento del ricorso, ha dichiarato l’intermediario tenuto a corrispondere la somma di € 9.914,00 comprensiva di interessi.

L’avvocato Silvia Caucchioli, legale di Adiconsum Verona, osserva che “in molti casi il Fondo è stato venduto in modo scorretto. L’intermediario ha consigliato il titolo senza attenersi al principio di adeguatezza con il profilo finanziario degli investitori, né con gli investimenti in precedenza effettuati. Alcuni risparmiatori sono stati indotti a sottoscrivere investimenti inadeguati, senza che l’Intermediario abbia adempiuto gli obblighi informativi previsti dalla normativa di riferimento”.


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