Essere adolescenti ai tempi del Covid, il nuovo Rapporto dell'Unicef

Essere adolescenti ai tempi del Covid, il nuovo Rapporto dell'Unicef

Gli adolescenti ai tempi del Covid, il nuovo rapporto UNICEF

Gli adolescenti sono mediamente soddisfatti della propria vita. Un terzo ha avuto problemi con la Dad e il 64% ritiene che la casa non sia sempre un luogo sicuro. L’Unicef lancia il nuovo Rapporto in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre

Gli adolescenti e il futuro ai tempi del Covid, è questo il tema del nuovo rapporto “The Future We Want”, che l’Unicef ha lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre.

Un documento volto a indagare la percezione che gli adolescenti hanno in questo momento, rispetto al proprio benessere e alla propria vita, alla luce dei cambiamenti portati dalla pandemia da Covid-19.

Adolescenti, percezioni sulla salute sotto la sufficienza

Secondo i dati del sondaggio, realizzato su oltre 2.000 giovani tra i 15 e i 19 anni, gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano mediamente soddisfatti della propria vita, con un valore di 6,5 su una scala da 1 a 10.

Ma il benessere economico si colloca poco sopra 6/10, mentre la salute si posiziona sotto la sufficienza con 5,9. Nella valutazione – osserva l’Unicef – ha sicuramente pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia.

“Il 20 novembre celebriamo la Giornata mondiale dell’infanzia. Il 2020 è stato caratterizzato a tutti i livelli dal COVID-19, che ha aperto nuove crisi e acuito quelle già esistenti, soprattutto per i bambini e i giovani, i più vulnerabili – ha dichiarato Carmela Pace, Vice Presidente dell’UNICEF Italia. – Povertà, istruzione, accesso a internet, disagio psicologico, assistenza sanitaria, cambiamento climatico: sono queste alcune delle priorità che richiedono a tutti noi uno sforzo congiunto, sostenuto e sostenibile, senza dimenticare o lasciare indietro nessuno”.

Come sono cambiate le relazioni familiari?

L’ambiente in cui gli adolescenti vivono è l’aspetto di cui gli adolescenti si dichiarano più soddisfatti, valutato con un 8,1, con 7,6/10 in riferimento alla famiglia di appartenenza.

Un adolescente su tre afferma che le relazioni con familiari e conviventi durante il lockdown siano migliorate, mentre il 16% dei rispondenti al sondaggio riferisce di un peggioramento dei rapporti familiari.

Emerge però anche un dato allarmante: il 64% degli adolescenti (con una significativa differenza tra il 73% delle ragazze e il 53% dei ragazzi) ritiene che la casa o la struttura in cui vive non sia sempre e comunque un luogo sicuro.

 

Gli adolescenti partecipanti alle consultazioni online insieme agli esperti UNICEF (Fonte: Unicef)
Gli adolescenti partecipanti alle consultazioni online insieme agli esperti UNICEF (Fonte: Unicef)

Salute e ambiente

Dal Rapporto è emersa anche un maggiore interesse dei giovani sui temi riguardanti la salute e l’ambiente. Infatti il 65% dei rispondenti al sondaggio ritiene che un sistema sanitario pubblico, gratuito e accessibile a tutti sia il fattore indispensabile per mantenere un buono stato di salute.

Per quasi il 40% del campione, inoltre, i fattori ambientali che agiscono sulle cause delle epidemie sono da tenere in stretta considerazione per la salute pubblica. E l’87% degli adolescenti propone diminuzione dell’inquinamento e riduzione dei consumi come comportamenti virtuosi da mantenere anche dopo l’emergenza.

Per quanto riguarda i temi relativi alla salute, metà degli adolescenti coinvolti considerano prioritario che la scuola si adoperi per la promozione di una corretta alimentazione e di stili di vita più sani. Inoltre, un terzo dei ragazzi esprime il desiderio di avere una maggiore disponibilità di reti di ascolto e supporto psicologico.

Un terzo degli adolescenti ha avuto problemi con la Dad

Sulla didattica a distanza gli adolescenti si dividono tra coloro che hanno apprezzato questa modalità di “fare scuola” alternativa e coloro che si sono trovati, invece, più in difficoltà.

Quasi il 60% degli studenti non ha riscontrato difficoltà con la digitalizzazione, ma un terzo sì. E solo un adolescente su 4 vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza. Inoltre, al di là della maggiore o minore facilità di gestione, la maggioranza degli studenti (oltre il 60%) dichiara che la DAD ha portato forme di stress nello studio.

Diverse le buone pratiche adottate durante il COVID-19 che ragazze e ragazzi vorrebbero ritrovare a scuola quest’anno: prima fra tutte, una maggiore flessibilità degli orari e la partecipazione alla definizione del calendario scolastico con gli insegnanti (58%), seguita da lezioni di recupero per chi è in difficoltà (37%) e dall’utilizzo di materiale didattico online come integrazione ai libri di testo.

Si segnala anche che, per aiutare gli studenti in difficoltà economica, un terzo degli studenti vorrebbe più borse di studio e l’integrazione del bonus cultura.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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