Con 529.398 residenti stranieri Roma batte Milano nella classifica delle città italiane con il maggior numero di cittadini stranieri. Ma c’è di più: rispetto allo scorso anno, il numero di residenti stranieri è aumentato di 82.936 unità, arrivando a coprire il 10,5% del totale nazionale e l’82,1% di quelli residenti nel Lazio.

Ad analizzare la situazione dei migranti residenti nella Capitale e nella regione Lazio è il Centro Studi e Ricerche Idos, nel 12° Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni.

Secondo i dati raccolti, le iscrizioni dall’estero sono state 25.999, il 10,4% di quelle registrate in Italia, e hanno determinato un saldo migratorio estero nettamente positivo (+23.817) che, seppure ridotto rispetto al passato, è stato tra le province il più elevato in Italia. In attivo anche il saldo naturale degli stranieri, ovvero la differenza tra le nascite di cittadini stranieri (6.112) e le morti (565), a differenza di quello degli italiani, nettamente negativo (-11.102). Sale così al 17,0% l’incidenza dei nuovi nati stranieri sul totale dei nati.

Ma il dato più interessante sono le acquisizioni di cittadinanza italiana, cresciute del 24,6%, con Roma che conta 9.017 nuovi italiani residenti.

Quanto alla provenienza dei cittadini stranieri, prevalgono gli europei (55,2%, in Italia 52,1%), in particolare della Romania: è romeno 1 cittadino straniero su 3 (33,8%, media italiana 22,9%). La seconda area d’origine è l’Asia (25,2%: 1 straniero ogni 4), seguita da Africa (10,5%) e America (8,9%).

Nonostante l’incremento delle presenze, però, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), che nel 2016 conta in Italia 26.012 posti, proprio nel Lazio ha subito una riduzione di posti del 7,3% (-4.442). Attualmente, l’incidenza del Lazio sui posti in Italia è del 17,1% (22,4% nel 2015) e lo colloca al secondo posto, dopo la Sicilia. I beneficiari accolti sono 6.439 (+19,3% dal 2014 al 2016), per lo più provenienti da Nigeria (727), Mali (726) e Pakistan (712), ma crescono gli egiziani (203).

L’area romana è anche sede di Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas), con 3.683 posti a fine 2016, di cui 1.782 nella Capitale. Tra le migliori prassi del 2016, c’è l’ospitalità domestica promossa da Refugees Welcome Italia Onlus (Rwi), che a Roma registra più del 13% delle oltre 650 famiglie iscritte al progetto in Italia.

Tra coloro che risiedono da più tempo sul territorio laziale, sono riusciti a trovare un’occupazione 2.308.981 cittadini stranieri, di cui 1.770.509 nella Città Metropolitana di Roma. Gli stranieri occupati nell’area romana sono per l’86,5% lavoratori dipendenti e per il 13,5% autonomi (a fronte del 76,1% e 23,9% tra gli italiani). La maggior parte degli occupati è a tempo pieno, tuttavia tra gli stranieri è più alta la quota di lavoratori part time (37,6%; nel 2008 era appena del 14,7%) rispetto agli italiani (18,1%).

Circa il 61% degli occupati stranieri (tra gli italiani il 18%) svolge professioni a bassa qualificazione (professioni non qualificate e operai), mentre in pochi occupano posizioni più qualificate e da dirigenti o imprenditori. Tutto questo a fronte di un livello di istruzione pari o superiore al diploma. Nell’area romana infatti più di 1 straniero occupato su 2 (56,1%) ha una formazione di livello medio- alto.

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