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Federconsumatori stima i costi del "caro bebè"

Ci sono numeri che i futuri genitori non dovrebbero guardare. Ci sono conti che è bene non fare. Perché alcuni conti continuano a dire che crescere un figlio, in Italia, nell’Anno Domini 2019, può avere (ancora e per molto tempo: la tendenza è ben radicata) costi proibitivi. Mantenere un bambino nel primo anno di vita può costare da 7 mila a oltre 15 mila euro, in leggero aumento rispetto al 2018.

Il tradizionale monitoraggio di Federconsumatori sui costi per crescere un bimbo da zero a 12 mesi evidenzia che il budget da mettere in conto è molto alto. Si dirà: ci sono mille modi per risparmiare. Si può evitare il passeggino griffato e la marca per il primo abitino, si può utilizzare la culla del cuginetto, si può far leva sulle generose donazioni che arriveranno dai nonni. Rimane però il dato di fondo: l’arrivo del bebè si accompagna a grandi spese e una parte di queste sono comprimibili ma non evitabili. E se la spesa massima (è intuibile) potrebbe lievitare all’infinito, non si può certo pensare di tagliare sul numero di pannolini da usare ogni giorno o sulla qualità degli alimenti.

 

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Il caro bebè in cifre

E dunque, quali sono queste cifre? Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori «mantenere un bambino nei primi 12 mesi ha un costo che varia da un minimo di 7.063,04 euro ad un massimo di 15.537,02 euro, con un aumento medio del +0,2% rispetto al 2018. Nel dettaglio, mentre diminuisce la spesa minima del -0,8%, la spesa massima aumenta invece del +1,2% rispetto allo scorso anno».

L’andamento dei prezzi dei diversi prodotti dice che aumenta, rispetto al 2018, il costo del seggiolino auto, del marsupio e della sdraietta, diminuiscono, invece, i costi della culla e del lettino.

Si prenda l’andamento di alcune spese. Alla voce pannolini, Federconsumatori stima una spesa che va da un minimo di 726 euro a un massimo di 1138 euro, e con oscillazioni di prezzo sul 2018 che vanno da meno 0,3% sul prezzo minimo a più 3,3% su quello massimo. I prezzi (variabili sempre da un minimo a un massimo) vanno da 145 euro a 480 euro per un passeggino; da 255 euro a 740 euro per un lettino (con prezzi in calo rispetto al 2018); da 84 euro a 429 per il fasciatoio.

Abbigliamento, vestitini e calzature richiedono una spesa che va da mille a quasi tremila euro; da 169 euro a 289 euro la spesa da mettere in conto per il seggiolino auto. Federconsumatori stima per i farmaci una spesa che va da 443 a 883 euro e per le visite mediche una cifra che oscilla da 800 a 1840 euro. Latte e pappe possono richiedere un budget che va da 1700 a 3740 euro. E i giocattoli? Da 370 a 800 euro. Il totale di tutte le voci prese in considerazione fa una spesa che oscilla appunto fra 7 mila e 15.500 euro.

 

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Caro bimbo, costi a confronto 2018-2019. Fonte: Federconsumatori 2019

Online e usato per risparmiare

Con lo shopping online o ricorrendo all’usato si può risparmiare. Quanto? Dal 39% al 68% su una serie di articoli comprati usati (passeggino, lettino e quant’altro) e dal 12% al 52% se gli stessi prodotti vengono acquistati online.

«Per risparmiare, visti i costi proibitivi, è in crescita il numero di famiglie che sceglie di acquistare i prodotti necessari alle esigenze del proprio bambino su negozi online o ricorrendo al canale dell’usato: in questo modo – spiega Federconsumatori – si può risparmiare mediamente il 31% online e il 54% acquistando prodotti usati».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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