Un anno di Antitrust, le analisi delle associazioni fra luci e ombre per la tutela dei consumatori
Un anno di Antitrust, le analisi delle associazioni fra luci e ombre per la tutela dei consumatori
Per il Codacons non bastano le sanzioni perché in alcuni settori “i consumatori continuano ad essere perseguitati”. UNC apprezza le parole sul trasporto pubblico non di linea. Le prime reazioni delle associazioni davanti alla relazione annuale dell’attività svolta dall’Antitrust
Servono misure efficaci contro algoritmi, prezzi dinamici e telemarketing selvaggio, perché in alcuni settori “i consumatori continuano ad essere perseguitati”. Fra i servizi che hanno un impatto considerevole c’è ad esempio il trasporto pubblico non di linea. Le analisi delle associazioni dei consumatori davanti all’azione dell’Antitrust e all’attività a tutela dei consumatori svolta dall’Autorità evidenziano i punti di forza e le criticità che si riversano sui cittadini, dai comportamenti delle imprese alla regolamentazione di alcuni settori. Oggi l’Antitrust ha presentato la sua relazione annuale. E a stretto giro, Codacons e Unione Nazionale Consumatori sono intervenute per commentare quello che funziona e quello che potrebbe meglio funzionare.
Codacons: le sanzioni non bastano più
Per il Codacons, ad esempio, le parole di apprezzamento per l’attività a tutela dei consumatori svolta dall’Antitrust si accompagnano al fatto che “persistono settori in cui gli utenti sono ancora in balia dello strapotere di aziende e operatori economici”.
“È oramai evidente – afferma il Codacons – che le sanzioni inflitte alle aziende dei più disparati settori, dalle tlc all’energia, per pratiche scorrette o pubblicità ingannevoli, non bastano più. I grandi player economici inseriscono infatti le multe dell’Antitrust a bilancio, come rischio di impresa, consapevoli che i proventi derivanti da pratiche lesive dei diritti dei consumatori sono superiori al valore delle sanzioni elevate dall’Autorità. Non a caso i comportamenti scorretti a danno degli utenti proseguono senza sosta, e ci sono settori dove i consumatori continuano ad essere perseguitati, dai contratti di luce e gas al telemarketing aggressivo, passando per le tariffe aeree stellari e le speculazioni sui prezzi”.
Per l’associazione servono misure specifiche per “garantire meglio i diritti dei consumatori, intervenendo su aspetti critici come algoritmi e prezzi dinamici che sfruttano lo stato di necessità dei cittadini per rincarare listini e tariffe, teleselling implacabile, greenwashing”.
Trasporto pubblico non di linea, UNC: “Salvini ascolti Antitrust e non lobby tassisti”
L’Unione Nazionale Consumatori si sofferma sulle parole che l’Antitrust ha dedicato al servizio di trasporto pubblico non di linea.
L’Autorità si è soffermata su questo settore “in considerazione del rilievo che tale servizio riveste per la capacità delle economie locali di attrarre investimenti e flussi turistici, nonché in termini di garanzia del grado di effettività della libertà di circolazione”.
Rustichelli ha ricordato che “diverse segnalazioni, di cui una congiunta con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, hanno altresì evidenziato l’esigenza di una revisione della disciplina vigente che tenga conto dell’evoluzione del settore e della fungibilità dei servizi taxi e NCC, prevedendo una rimozione delle barriere all’entrata e dei vincoli non giustificati all’attività degli operatori”.
“Giusta osservazione – commenta il presidente UNC Massimiliano Dona – Il ministro Salvini farebbe bene ad ascoltare l’appello del presidente Antitrust invece di continuare a compiacere la lobby dei tassisti, danneggiando e ostacolando la professione degli Ncc con vincoli assurdi e non giustificati, già sospesi dal Tar, condannati dalla Consulta e contrari alla libertà di iniziativa economica”
“Come detto oggi dal presidente Rustichelli – prosegue Dona – c’è una insufficiente qualità delle prestazioni erogate agli utenti per un servizio che invece riveste importanza per la capacità delle economie locali di attrarre investimenti e flussi turistici. Insomma, sarebbe ora che il Governo si preoccupasse di avere un trasporto pubblico non di linea all’altezza di un Paese moderno invece di cercare di mantenere privilegi di casta anacronistici”.

