Dl Fare, Governo battuto in Senato su tassa cellulari

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Il Governo è stato battuto in Aula al Senato su di un Ordine del giorno al Dl del fare che prevede l’abolizione della tassa sui telefoni cellulari. L’Odg porta la firma della Lega Nord. Il Governo, rappresentato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, ha dato parere contrario, mentre i relatori si sono rimessi all’Aula. L’esito del voto e’ stato positivo e l’Ordine del giorno e’ passato con 143 si’, 118 no e 10 astenuti.
La Tassa di Concessione Governativa è quel balzello richiesto dallo Stato a chi beneficia di determinati provvedimenti amministrativi ai sensi dell’ articolo n. 21 DPR 26 ottobre 1972, n. 641 (Disciplina delle tasse sulle concessioni governative). Tra questi provvedimenti amministrativi rientrano licenze, autorizzazioni ed anche gli abbonamenti della telefonia mobile. Chi dunque è in possesso di un abbonamento presso un gestore di telefonia mobile italiano, sa che ogni mese deve pagare, oltre al canone del servizio, anche 5,16 euro, se si è cliente Privato, o 12,91 euro, se si è cliente Business. Sulla liceità della Tassa di Concessione Governativa è in atto oggi però un forte dibattito circa la sua effettiva legittimità: da un lato le Associazioni dei Consumatori secondo le quali si tratta di un balzello illegittimo. Di tutt’altro avviso la Corte di Cassazione che a gennaio dello scorso anno si è espressa, rigettandolo, su un ricorso presentato da alcuni Comuni che avevano chiesto il rimborso della Tassa di Concessione Governativa (Tcg) sui telefoni cellulari posseduti.
La Corte, tra l’altro, ha ribaltato le conclusioni cui erano giunte  numerose commissioni tributarie che da tempo ormai davano ragione all’utenza (altri Comuni, ma vale anche per i privati.

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