Tassa concessione governativa, Codacons chiede rimborso

Una tassa illegittima, oltre che anacronistica, di cui il Codacons chiede il risarcimento. Ammonta a 91 milioni di euro la cifra che ogni anno gli utenti con abbonamento al cellulare pagano ingiustamente per la tassa di concessione governativa. Un assurdo balzello che le compagnie telefoniche continuano a far pagare nonostante diverse sentenze abbiamo affermato la sua illegittimità.

Le più recenti sono quelle delle Commissioni Tributarie Regionali del Veneto e di Perugia che hanno riconosciuto l’illegittimità della tassa in un mercato ormai liberalizzato. La tassa, che ha un importo di 5,16 euro al mese per i privati cittadini e di 12,91 euro per le aziende, originariamente era a carico delle società telefoniche, che dovevano pagare una concessione per utilizzare le frequenze. Il Governo successivamente ha stabilito che a pagarla dovessero essere i titolari di un contratto di abbonamento al cellulare, in quanto questo veniva considerato “bene di lusso”.

Ma il Codice delle Telecomunicazioni, introdotto nel 2003 in attuazione di direttive europee di liberalizzazione del mercato, ha espressamente abrogato alcuni presupposti del quadro normativo precedente, tra cui proprio quelli su cui si basava la tassa di concessione governativa. L’art. 3 del Codice, infatti, garantisce “i diritti inderogabili di libertà delle persone nell’uso dei mezzi di comunicazione elettronica, nonché il diritto di iniziativa economica ed il suo esercizio in regime di concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche”. Un’impostazione che si pone in netto contrasto con quella precedente del Codice postale che, per l’utilizzo di apparecchi in grado di accedere alle reti di comunicazione, richiedeva una preventiva autorizzazione sotto forma di “licenza”.

Il nuovo Codice ha abolito ogni concessione o autorizzazione, in un processo di privatizzazione del settore delle comunicazioni elettroniche che “ha avuto come principale conseguenza il passaggio dalla concessione al contratto, cioè uno strumento di diritto privato il quale presuppone una posizione di parità tra i contraenti” (Commissione Tributaria Regionale di Venezia – Mestre, Sez. I n. 5/1/11 depositata il 10 gennaio 2011). Il legislatore ha quindi sottratto alla proprietà esclusiva dello Stato la fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica, rinunciando così al sistema concessorio delle telecomunicazioni che costituiva il presupposto giuridico per la legittima tassazione degli atti amministrativi autorizzatori.

Secondo il Codacons ammonta a 273 milioni di euro il “balzello” pagato ingiustamente negli ultimi 3 anni dagli utenti della telefonia mobile. L’Associazione chiede il rimborso con un’azione legale cui possono aderire tutti i  titolari di abbonamenti per la telefonia mobile seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it

2 Commenti a “Tassa concessione governativa, Codacons chiede rimborso”

  1. Loredana ha detto:

    Ho chiamato al numero codacons per avere la password e aderire al rimborso per la tassa governativa,ma appena lo inserisco mi dice password non valida,ma le 6 euro da pagare se li sono detratte..cosa devo fare?

  2. mimmo ha detto:

    come devo fare x recuperare la tassa di concez. gover. del mio telefoino.