Educazione finanziaria, priorità strategica per affrontare i nuovi scenari globali
All’Assemblea annuale di FEduF (ABI) il punto sul livello di alfabetizzazione economica degli italiani. Tra inflazione, previdenza, innovazione digitale e rischi delle frodi online, cresce l’urgenza di rafforzare competenze fondamentali per cittadini e famiglie.
(Foto maitree rimthong per Pexels)
I grandi cambiamenti che stanno attraversando l’economia mondiale – dalla transizione demografica all’innovazione tecnologica, dalle tensioni geopolitiche alla trasformazione dei modelli produttivi – rendono sempre più necessaria la capacità di comprendere i meccanismi economici e finanziari. È questo il messaggio emerso dall’Assemblea annuale di FEduF, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio promossa dall’ABI, che a Roma ha dedicato i propri lavori al tema “Educazione finanziaria nella complessità dei nuovi scenari”.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di evidenziare il ruolo dell’educazione finanziaria come strumento indispensabile per orientarsi in un contesto caratterizzato da incertezza e rapidi cambiamenti, aiutando cittadini e famiglie a prendere decisioni più consapevoli sul proprio futuro economico.
L’Italia ancora indietro nelle competenze finanziarie
I dati confermano la necessità di un intervento strutturale. Secondo le rilevazioni dell’OCSE, solo il 44,3% degli italiani possiede un livello adeguato di alfabetizzazione finanziaria. Una situazione che trova ulteriore conferma nell’Edufin Index 2025 di Alleanza Assicurazioni, che assegna al Paese un punteggio medio di 56 su 100, ancora al di sotto della soglia considerata sufficiente.
Particolarmente vulnerabili risultano alcune categorie della popolazione. Le donne registrano livelli di competenza inferiori rispetto agli uomini, mentre i giovani tra i 18 e i 24 anni mostrano conoscenze finanziarie ancora limitate. Un divario che rischia di tradursi in una maggiore esposizione alle difficoltà economiche e in una minore capacità di pianificare il proprio futuro.
Donne e giovani: le sfide più urgenti
Le criticità assumono contorni ancora più evidenti se osservate alla luce delle dinamiche del mercato del lavoro. Per le donne, i divari occupazionali e retributivi continuano a incidere sulla capacità di accumulare risorse e costruire una solida autonomia economica. Carriere discontinue e minore continuità contributiva si riflettono infatti anche sulle prospettive pensionistiche.
Per i giovani, invece, la questione è sempre più legata alla previdenza. L’ingresso tardivo nel mondo del lavoro, la diffusione di percorsi professionali frammentati e retribuzioni iniziali spesso contenute rendono più complessa la costruzione di una posizione contributiva adeguata. In questo scenario, conoscere gli strumenti di risparmio e pianificazione finanziaria diventa un elemento essenziale per affrontare il futuro.
FEduF rafforza il proprio impegno
Per FEduF l’educazione finanziaria non rappresenta soltanto un insieme di nozioni tecniche, ma una vera e propria infrastruttura culturale capace di collegare i grandi fenomeni globali alle decisioni quotidiane delle persone. Da anni la Fondazione promuove iniziative rivolte a studenti, insegnanti, famiglie e cittadini, sviluppate in collaborazione con istituzioni, scuole e operatori del settore.
I numeri dell’anno scolastico 2025-2026 testimoniano la portata dell’impegno: 785 eventi realizzati e quasi 57 mila partecipanti, tra cui oltre 54 mila studenti e circa 2.800 docenti. Un’attività diffusa sul territorio che punta a trasformare la conoscenza in comportamenti concreti e responsabili.
Una competenza per il futuro
In un’epoca in cui le tecnologie digitali stanno modificando profondamente il rapporto con il denaro e in cui aumentano le minacce legate a frodi e manipolazioni online, l’educazione finanziaria assume anche una funzione di protezione e sicurezza sociale. Comprendere il rischio, valutare le informazioni, pianificare il futuro e riconoscere i tentativi di inganno sono competenze sempre più decisive.
Per questo FEduF rilancia la necessità di un’educazione finanziaria accessibile, inclusiva e vicina ai bisogni reali delle persone. Una sfida che riguarda non solo il benessere dei singoli cittadini, ma anche la capacità del Paese di affrontare con maggiore consapevolezza e resilienza le trasformazioni dei prossimi anni.
