Email truffa, allarme di Codici Lombardia: promette falsi rimborsi fiscali
Avrebbe raggiunto 2 milioni di cittadini il tentativo di phishing via email che sfrutta il nome dell’Agenzia delle Entrate per promettere falsi rimborsi fiscali. L’allarme di Codici Lombardia: le comunicazioni fiscali non arrivano per queste vie
Falsi rimborsi fiscali, attenzione alla nuova truffa via email
I cittadini alle prese con il 730 e le incombenze fiscali rischiano di cadere in un nuovo tentativo di truffa: quello dei falsi rimborsi fiscali promessi via email. La comunicazione è urgente e informale, riporta loghi istituzionali e riferimenti apparentemente credibili e invita il destinatario ad agire rapidamente per ottenere un presunto rimborso Irpef relativo all’anno d’imposta 2024.
Si tratta però di un nuovo tentativo di truffa via phishing: un’email apparentemente riconducibile all’Agenzia delle Entrate promette un rimborso fiscale (falso, come falso è il riferimento alle Entrate) e invita le potenziali vittime a confermare su un link le coordinate bancarie. Secondo la denuncia di Codici Lombardia, la truffa sta circolando nelle caselle di posta di molti cittadini e sembrerebbe aver raggiunto 2 milioni di italiani, dei quali il 25% residenti in Lombardia.
La richiesta e i campanelli d’allarme
L’associazione lancia l’allerta: è un tentativo di truffa che vuole sottrarre dati personali e bancari. Proprio l‘urgenza della richiesta e il rinvio a link esterni per l’inserimento dei dati bancari rappresentano alcuni degli elementi che devono far scattare immediatamente un campanello d’allarme nelle potenziali vittime.
“In un periodo come quello attuale, caratterizzato dalla campagna per il modello 730 e dall’attesa di eventuali rimborsi fiscali, è più facile che i cittadini possano abbassare la soglia di attenzione e cadere in trappole ben confezionate – afferma Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia – È fondamentale ricordare che comunicazioni di questo tipo non arrivano con modalità così dirette e informali. Quando si tratta di questioni fiscali, il contribuente viene normalmente raggiunto attraverso i canali ufficiali previsti dalla normativa, come la posta elettronica certificata, le comunicazioni presenti nell’area riservata dei portali istituzionali o tramite il proprio commercialista o consulente fiscale di fiducia. Nessuno dovrebbe mai inserire dati bancari cliccando su link ricevuti via e-mail senza averne prima verificato l’autenticità”.
Se arriva un’email di questo tipo che promette rimborsi fiscali, bisogna diffidare: non aprire link sospetti, non fornire credenziali di accesso né coordinate bancarie. In caso di dubbio, contattare il proprio professionista di fiducia o i canali istituzionali.
“La prevenzione resta lo strumento più efficace contro queste forme di truffa – aggiunge Zanon – Bastano pochi secondi di distrazione per mettere a rischio dati sensibili e risorse economiche. Per questo chiediamo ai consumatori di diffidare sempre delle comunicazioni che fanno leva sull’urgenza o sulla prospettiva di ottenere rapidamente somme di denaro”.
Alla luce delle numerose segnalazioni raccolte in questi giorni, Codici Lombardia ha inviato una pec formale all’Agenzia delle Entrate per segnalare l’accaduto e chiedere di intervenire con comunicazioni in grado di arrivare a tutti i contribuenti.
