Energia più cara, famiglie costrette a tagliare (anche sulla salute)
Solo una minoranza di famiglie è in grado di assorbire gli aumenti delle bollette se l’energia diventa più cara. Secondo un’indagine Eumetra, quasi un quarto di italiani potrebbe rinviare visite mediche e cure dentistiche. Intanto continua la corsa dei prezzi dei carburanti
Energia più cara, famiglie costrette a tagliare (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/fotoblend-87167/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=7592322">Willfried Wende</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=7592322">Pixabay</a>)
Solo una minoranza delle famiglie è in grado di assorbire un aumento del 10 o 20% delle bollette di elettricità e gas. Se l’energia diventa più cara, molte saranno costrette a fare rinunce e a cambiare i comportamenti di consumo, non solo tagliando su spese legate a uscite e tempo libero ma rinunciando anche a spese alimentari e riducendo le spese sanitarie. Quasi un italiano su quattro dichiara che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche in caso di energia più cara e rincari delle bollette.
Il dato viene da un’indagine di Eumetra realizzata subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che analizza come un possibile incremento delle bollette energetiche potrebbe influenzare i comportamenti di consumo degli italiani. La guerra in Medio Oriente, le tensioni geopolitiche e l’aumento dei prezzi di petrolio e gas rischiano di avere effetti immediati sui bilanci delle famiglie e di innescare una contrazione diffusa dei consumi.
Diesel ai massimi dal 2023
Ancora oggi non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti. Ieri le quotazioni petrolifere hanno ripreso a correre e, come informa Staffetta Quotidiana, il Brent ha sfondato quota 85 dollari al barile, la quotazione internazionale del gasolio, di nuovo sopra i mille dollari la tonnellata, è al massimo dal 14 settembre 2023, quella benzina dal 15 gennaio 2025.
“Con queste quotazioni, i riflessi sui prezzi dei carburanti alla pompa sono inevitabili e immediati: verde al massimo dal 2 luglio 2025, diesel al massimo dal 29 ottobre 2023 – spiega Staffetta – Facile immaginare che i rialzi proseguiranno nel fine settimana, con il gasolio in modalità “self service” proiettato verso quota 1,9 euro – mentre la media nazionale in modalità “servito” è già a un passo dai due euro al litro”.
I prezzi dei carburanti
Le medie dei prezzi praticati, comunicati dai gestori all’Osservatorio del Mimit, evidenziano che la benzina self service sta a 1,744 euro/litro (+20 millesimi) e il diesel self service a 1,867 euro/litro (+52).
La benzina servito a 1,879 euro/litro (+20) e il diesel servito a 1,996 euro/litro (+51). Il Gpl servito è a 0,697 euro/litro (+3), il metano servito a 1,445 euro/kg (+22), Gnl 1,229 euro/kg (+1).
Sulle autostrade questi sono i prezzi: benzina self service 1,836 euro/litro (servito 2,092), gasolio self service 1,949 euro/litro (servito 2,206), Gpl 0,833 euro/litro, metano 1,494 euro/kg, Gnl 1,291 euro/kg. I 2 euro al litro sono già superati e non da oggi.
I prossimi passi
Oggi al Mimit si riunirà la Commissione di allerta rapida sui prezzi, chiamata a monitorare l’andamento dei mercati energetici e le possibili ricadute sull’inflazione, sul carrello della spesa e sul settore agroalimentare.
L’Autorità per l’energia, Arera, ieri ha istituito l’Unità di vigilanza energetica per monitorare giornalmente il mercato dell’energia. Il collegio ha incontrato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin fornendo una descrizione dettagliata delle competenze attribuite alla nuova Unità di Vigilanza Energetica, con particolare riferimento alle attività di monitoraggio, controllo e verifica del rispetto delle disposizioni normative e regolamentari nel settore energetico.
Adiconsum: rischio che si aggravi la crisi sociale
Naturalmente sono in allarme le associazioni dei consumatori, anche perché i prezzi dei carburanti stanno correndo con rialzi immediati e consistenti.
“Siamo fortemente preoccupati per la delicata situazione umanitaria del conflitto in atto in Medioriente, così come siamo preoccupati non poco, come Associazione Consumatori, per i riflessi che si stanno determinando sulle borse internazionali e sugli aumenti dei prezzi dei carburanti, per via degli aspetti speculativi e non per un andamento inflazionistico – ha detto Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – Ci attendevamo delle ripercussioni sui prezzi di benzina, diesel e gas ma questi stanno andando oltre il trend del mercato. Aumenti di 30 centesimi sui prezzi dei carburanti da un giorno all’altro, in presenza di stoccaggi consistenti, non fanno altro che ripercuotersi su famiglie e PMI già allo stremo. In particolare l’aumento del gas, con cui si produce una buona fetta di energia elettrica del nostro Paese, si tradurrà in un effetto domino sui prezzi di beni e servizi, aggravando la già pesante crisi sociale”.
L’associazione chiede di appurare se gli aumenti sono inflazionistici o speculativi.
Energia più cara, riduzione pesanti
Ma se l’energia diventa più cara gli italiani dovranno ridurre i consumi. Secondo l’indagine di Eumetra, il 68% degli italiani afferma che dovrebbe ridurre altre spese per compensare l’aumento dei costi energetici.
Fra chi prevede di ridurre i consumi, i tagli riguarderebbero soprattutto uscite e tempo libero (71%), consumi di energia domestica (64%), abbigliamento e accessori (62%), spostamenti non strettamente necessari (49%). Ma ci sono anche rinunce più pesanti: il 26% indica un taglio delle spese alimentari, il 24% degli intervistati dichiara che potrebbe rinviare visite mediche, controlli e cure dentistiche.
Se aumentano le bollette
A fronte di un aumento del 10-20% delle bollette di luce, solo il 12% degli intervistati lo considera sostenibile senza difficolta mentre:
- il 39% lo ritiene gestibile ma con sacrifici;
- il 31% lo giudica difficile da sostenere;
- il 18% lo definisce molto critico.
“Le tensioni internazionali dimostrano ancora una volta quanto l’energia sia diventata un fattore centrale di stabilità economica e sociale – ha detto Matteo Lucchi, CEO di Eumetra – La nostra ricerca evidenzia come anche un aumento relativamente contenuto delle bollette possa generare effetti a catena sui consumi delle famiglie. Quando l’energia costa di più, le persone reagiscono comprimendo altre spese, con conseguenze che si estendono ben oltre il settore energetico e finiscono per coinvolgere l’intero sistema economico”.
Accelerare sulle rinnovabili
Con un’energia più cara, aumenta anche la domanda di cambiamento delle politiche energetiche e cresce il consenso per le rinnovabili. Alla luce della crisi energetica, infatti, il 41% degli italiani ritiene che l’Italia debba accelerare sullo sviluppo delle energie rinnovabili, opzione che raccoglie il maggiore consenso. Il 27% punta invece su nuovi accordi di importazione dell’energia, mentre il 24% considera prioritario sviluppare il nucleare, una soluzione che trova maggiore consenso tra i giovani tra i 18 e i 34 anni (32%). Il riflesso di un rincaro dell’energia è insomma molto ampio e inciderà sulle scelte quotidiane delle famiglie.
