Famiglie fragili e sovraindebitamento, i soldi finiscono al 15 del mese
Secondo l’Osservatorio di Clinica del Debito, le famiglie italiane sono fragili: le disponibilità bancarie finiscono già al 15 o 16 del mese, il 28% dei nuclei va regolarmente in rosso. 5,7 milioni di lavoratori guadagna meno di 850 euro netti mensili e per loro il sovraindebitamento serve a sopravvivere
Famiglie fragili, i soldi finiscono al 15 del mese (Foto Pixabay)
Famiglie economicamente fragili. Soldi esauriti già a metà del mese. Debiti che si riproducono con finanziamenti a catena: chiedere prestiti per pagare i precedenti. L’indebitamento e il sovraindebitamento delle famiglie le pone in condizione di estrema fragilità, alcune più di altre. Le famiglie italiane esauriscono le disponibilità bancarie già al 15°-16° giorno del mese, contro il 18° della Francia. Il 28% va regolarmente in rosso (contro il 24% francese). E c’è una fetta grande di working poor costretti al sovraindebitamento.
“Stiamo assistendo a una bomba sociale silenziosa – afferma Stefano Santin, direttore dell’Osservatorio di Clinica del Debito e componente del Comitato Interministeriale EDUFIN – Mentre in Francia esiste un salario minimo di 1.802 euro mensili, in Italia milioni di famiglie vivono con la costante angoscia di non arrivare a fine mese. La differenza di tre giorni può sembrare poca cosa, ma rappresenta il 10-15% in meno di disponibilità mensile”.
Famiglie fragili, la bomba sociale silenziosa
Il riferimento è allo studio “La Fragilità Finanziaria delle Famiglie Italiane“.
“La famiglia italiana media vive in una condizione di precarietà finanziaria strutturalmente superiore ai vicini europei – conclude lo studio – L’assenza di ammortizzatori salariali automatici (salario minimo) e la stagnazione ventennale dei redditi hanno reso il ricorso al debito non un’opzione, ma una necessità per coprire le spese correnti della seconda metà del mese. Senza interventi strutturali sui redditi da lavoro, il rischio di una “bomba sociale silenziosa” rimane elevato”.
Fra le cifre del dramma c’è quello dei lavoratori che guadagnano poco. È la povertà lavorativa: 5,7 milioni di lavoratori italiani guadagnano meno di 850 euro netti al mese. In assenza di un salario minimo legale “questa fascia di popolazione è costretta al sovraindebitamento strutturale per sopravvivere”.
C’è poi il fenomeno del finanziamento a catena, per cui le famiglie contraggono nuovi prestiti per pagare i precedenti, accelerando la spirale del sovraindebitamento.
Le famiglie più fragili
Alcune famiglie sono più a rischio di altre, specialmente giovani e famiglie numerose. I dati più drammatici riguardano infatti:
- Giovani 25-34 anni: i soldi finiscono già al 12°- 13° giorno del mese;
- Famiglie numerose monoreddito: la situazione critica già dalla seconda settimana, perché pesa l’assenza di una seconda entrata che rende impossibile assorbire imprevisti e choc finanziari o la semplice inflazione;
- Nuclei separati con obblighi di mantenimento: la vulnerabilità è estrema per l’impatto di spese legali e la suddivisione dei redditi su due abitazioni;
- Famiglie numerose, con quattro e più componenti e redditi inferiori a 2.000 euro mensili.
Tutto questo in un contesto in cui, mentre la media Ue ha visto crescere i redditi reali del +22% dal 2004, l’Italia ha registrato un -4%. I salari reali italiani hanno perso il 10,5% del valore tra 2019-2024, con la performance peggiore di tutti i Paesi del G20.
“Non possiamo più ignorare questa emergenza – dice ancora Santin – Serve un salario dignitoso al passo con l’aumento dei costi della vita, controlli rigorosi sul credito irresponsabile e politiche di sostegno immediate. Ogni giorno di ritardo significa migliaia di famiglie che scivolano verso il baratro del sovraindebitamento”.
