Farmaci veterinari negli alimenti, Efsa: non conforme lo 0,13% dei campioni
L’Efsa pubblica il rapporto annuale sui residui di farmaci veterinari negli alimenti di origine animale
L’Efsa pubblica il rapporto annuale sui residui di farmaci veterinari negli alimenti di origine animale (Foto Pixabay)
Il nuovo rapporto annuale dell’Efsa sui residui di farmaci veterinari negli alimenti evidenzia altissime percentuali di conformità ai limiti di legge. Su oltre 493 mila campioni, quelli non conformi sono stati lo 0,13%.
Residui di ormoni e antibatterici, non conforme lo 0,13% dei campioni
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il rapporto 2024 con dati (qui la consultazione interattiva) che vengono dagli Stati Ue, da Islanda e Norvegia. Il rapporto esamina la presenza di sostanze farmacologicamente attive autorizzate o vietate e dei loro residui negli alimenti di origine animale tra cui carne (d’allevamento e selvaggina), prodotti lattiero-caseari, uova o miele.
Le sostanze considerate sonogli ormoni (compresi gli steroidi), i beta-agonisti (antidolorifici muscolari), gli antibatterici, i farmaci antiparassitari e, tra gli altri, i repellenti per insetti.
I dati evidenziano che “complessivamente la percentuale di campioni non conformi è stata dello 0,13% (629 su 493 664 campioni), un dato paragonabile a quello dell’anno precedente, quando la non conformità fu dello 0,11%”, spiega l’Efsa.
I dati servono alla Commissione europea e agli Stati valutare l’efficacia dei piani di controllo nel limitare la presenza di queste sostanze nella catena alimentare dell’Ue. Secondo l’Eurobarometro 2025 sulla sicurezza degli alimenti, la presenza di “residui di antibiotici, steroidi o ormoni nella carne” è una delle principali preoccupazioni in termini di sicurezza alimentare per oltre un terzo (il 36%) dei cittadini dell’UE, anche se con un calo del 3% rispetto al precedente sondaggio del 2022.
