Goletta Verde, in difesa del mare. Illegalità ambientali, oltre 380 nelle aree marine protette
Nel 2025 sono 383 le violazioni accertate nelle aree marine protette d’Italia. Torna dal 15 giugno, e compie quarant’anni, la campagna Goletta Verde di Legambiente, in difesa di mare, coste e biodiversità
Goletta Verde, torna la campagna in difesa del mare (Credit Legambiente)
In difesa di mare, coste e biodiversità. Contro l’inquinamento, le illegalità che minacciano anche le aree marine protette e contro la crisi climatica. Goletta Verde torna dal 15 giugno a navigare lungo le coste italiane a difesa del maree della biodiversità. La storica campagna di Legambiente compie quarant’anni: solcherà i mari fino al 10 agosto, dal Friuli Venezia Giulia alla Liguria, attraverserà le 32 aree marine protette e denuncerà le illegalità ambientali che le minacciano. Mari e coste, anche quando sono veri e propri tesori, sono sempre più sotto scacco di illegalità e inquinamento.
Gli illeciti nelle aree marine protette
“I dati che abbiamo elaborato sugli illeciti nelle aree marine protette, grazie alla Guardia di finanza e alle Capitanerie di porto – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci raccontano quanto il mare e i suoi gioielli, dalle aree marine protette e alla biodiversità marina, siano in pericolo per colpa delle attività umane”.
Nel 2025, nelle aree marine protette e nelle aree a mare di tre parchi nazionali (Cinque Terre, Arcipelago toscano e Arcipelago della Maddalena) si contano 383 violazioni, amministrative e penali, più di una al giorno.
I numeri sulle illegalità ambientali e sulla pesca di frodo sono stati elaborati da Legambiente in collaborazione con la Guardia di finanza e le Capitanerie di porto. Nel dettaglio, sono 224 le violazioni registrate dal III Reparto Operazioni del Comando generale della Guardia di finanza e 159 quelle censite dal Reparto III, Centro controllo nazionale Pesca del Comando generale delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, con un valore complessivo delle sanzioni amministrative di quasi 257.000 euro. Si va dalle violazioni dei divieti e delle misure di protezione ambientale al saccheggio dei fondali marini con danni ad habitat e al patrimonio archeologico sottomarino per arrivare alla pesca di frodo. I controlli svolti dalle Capitanerie di porto sia sulla pesca professionale, a strascico e non solo, sia su quella ricreativa, hanno portato all’accertamento di 135 violazioni amministrative, di cui 89 per la pesca professionale, e 24 penali, con sanzioni per circa 165.000 euro.
Le Tremiti al primo posto per illeciti
Le aree marine protette con più illeciti vedono al primo posto le Isole Tremiti (Parco nazionale del Gargano) che nel 2025 registrano il maggior numero di violazioni accertate, ben 88, seguite al secondo posto dalle isole di Ventotene e Santo Stefano, nel Lazio, con 57 illeciti amministrativi contestati dalla Guardia di finanza, uno ogni 2,4 controlli. Al terzo posto con 19 infrazioni (di cui 18 contestate dalle Capitanerie di porto) l’area marina protetta Regno di Nettuno-Procida.

I temi di Goletta Verde
Nel suo percorso, Goletta Verde 2026 affronterà i grandi temi di inquinamento e maladepurazione (che incidono sullo stato delle acque costiere), l’abusivismo e la lotta alle ecomafie, l’erosione costiera e la tutela della biodiversità. Ci sarà attenzione, naturalmente, per la crisi climatica e per l’aumento delle temperature, che sta portando alla tropicalizzazione del Mediterraneo e, nell’entroterra, a laghi e fiumi in secca.
Oltre a Goletta Verde, dal 26 giugno partirà inoltre Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente che monitora la salute dei laghi italiani.
Quarant’anni e non sentirli
Goletta Verde compie quarant’anni. Dal 1986, ricorda Legambiente, ha percorso 160.000 km, quattro volte il periplo della Terra, e fatto decine di migliaia di analisi, centinaia di blitz e denunce in tutta Italia e qualche volta all’estero. Storici i blitz contro gli ecomostri, da Punta Perotti, a Bari, all’hotel Fuenti, sulla costiera amalfitana. Dopo anni di mobilitazioni, entrambi gli ecomostri sono stati abbattuti dalle ruspe. Punta Perotti nel 2006 e l’Hotel Fuenti nel 1999.
