Il mare, fonte di crescita. Commissione Ue lancia piano per “economia blu”

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Mari e oceani possono rappresentare fonti di cibo, farmaci ed energia e una loro gestione sostenibile può proteggere gli ecosistemi per le generazioni future. In Europa c’è ancora del lavoro da fare: la conoscenza dei mari è limitata – basti pensare che circa il 30% dei fondali che circondano l’Europa non è stata oggetto di ricerca – e scarso è il coordinamento fra i centri di ricerca dei diversi Stati. Eppure sono oltre 5 milioni i lavoratori impegnati nell’economia marittima, detta anche “economia blu”, in settori diversi fra loro quali la pesca, i trasporti, la biotecnologia marina e le energie rinnovabili offshore. Per questo oggi la Commissione europea ha presentato un piano d’azione per l’innovazione dell’economia blu, per contribuire ad un uso sostenibile delle risorse oceaniche e stimolare la crescita e l’occupazione in Europa.
In futuro serviranno più ingegneri e scienziati per applicare all’ambiente marino le nuove tecnologie. Il piano d’azione della Commissione europea prevede interventi quali l’elaborazione di una mappa digitale del fondale marino delle acque europee entro il 2020 con la creazione di una piattaforma di informazione online sui progetti di ricerca marina, da realizzare entro la fine del 2015; l’istituzione di un forum sull’economia blu che riunisca il mondo della scienza, delle imprese e le organizzazioni non governative; la possibilità di costituire, dopo il 2020, una Comunità per la conoscenza e l’innovazione per l’economia blu che riunisca i principali soggetti interessati provenienti dal mondo della ricerca, delle imprese e dell’istruzione.
Ha detto Maria Damanaki, Commissaria europea per gli Affari marittimi e la pesca: “Oggi gettiamo le fondamenta affinché le future generazioni europee possano disporre delle conoscenze e delle competenze per gestire al meglio i nostri oceani e trarne i massimi benefici possibili rispettando contemporaneamente l’equilibrio dell’ecosistema marino. Ad esempio, la nostra iniziativa di creare una mappa digitale di tutti i fondali delle acque europee aumenterà la prevedibilità per le imprese, agevolando gli investimenti, abbassando i costi e stimolando innovazioni ulteriori per una crescita blu sostenibile.”
A sua volta ha dichiarato Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la Ricerca, l’innovazione e la scienza: “Probabilmente conosciamo meglio la superficie della Luna e perfino di Marte dei fondali marini. L’innovazione marittima ha un potenziale enorme per la nostra economia, e ci aiuterà a far fronte a sfide come il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare. La crescita blu rappresenta dunque un aspetto centrale di Orizzonte 2020, il nostro nuovo programma di ricerca e innovazione”.

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