Inflazione, Consumatori: già al rialzo ma il peggio deve ancora venire
A febbraio l’inflazione aumenta all’1,5% ma il dato non considera gli effetti della guerra in Medio Oriente. L’allarme delle associazioni consumatori: Pasqua amara, inflazione già fuori controllo, previsioni fosche sul futuro
Inflazione, Consumatori: il peggio deve ancora venire (Foto Pixabay)
Non solo si va verso una Pasqua di rincari, ma di fatto “il peggio deve ancora venire”. L’inflazione a febbraio è già in rialzo – più 1,5% su base tendenziale secondo l’Istat – prima ancora che si facciano sentire gli effetti della guerra in Medio Oriente. È questo il tenore dei commenti con cui le associazioni dei consumatori accolgono i dati sull’andamento dell’inflazione di febbraio. Non tengono conto, non possono farlo, dei rialzi sui prezzi dei carburanti e delle tensioni scatenate dalla crisi in Medio Oriente che si faranno sentire nelle rilevazioni di marzo. Le previsioni sono dunque fosche.
Verso una Pasqua salata
Sono intanto in aumento i prezzi dei beni alimentari e delle bevande analcoliche. A febbraio i listini aumentano già del 2,5% su base annua “anche senza il peso della crisi in Medio Oriente”.
E così, evidenzia il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, «il vero allarme riguarda l’andamento dei prezzi negli ultimi giorni: i rincari dei carburanti e la grave crisi in atto si stanno riversando sui listini al dettaglio in molteplici comparti e rischiano di rendere particolarmente “salata” la Pasqua degli italiani, rendendo più costosi spostamenti in auto, viaggi, consumi alimentari».
Inflazione già fuori controllo
«L’inflazione decolla ed è già fuori controllo prima ancora della guerra in Medio Oriente», commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona.
«Se si considera – prosegue Dona – che a marzo la voce carburanti darà un’ulteriore infiammata ai prezzi, sia direttamente, essendo benzina e gasolio nel paniere Istat, sia forse indirettamente, visto che nel settore agroalimentare i prezzi stanno già registrando i primi rincari, è evidente che per le famiglie si rischia il colpo di grazia finale al loro potere d’acquisto, anche se la fine delle speculazioni di febbraio legate alle Olimpiadi invernali, che hanno fatto salire i prezzi di ristoranti e alberghi potrebbero compensare il caro carburanti».
Tutto questo, prosegue Dona, “nell’indifferenza totale del Governo”. Per una coppia con due figli, l’associazione stima che l’attuale inflazione determini un aumento complessivo del costo della vita pari a 530 euro su base annua, 232 euro solo per i prodotti alimentari.
L’effetto sarà sui prezzi di marzo
“L’effetto Iran” sui prezzi si farà sentire dall’inflazione di marzo. Dunque i dati di oggi sono già “preistoria”, commenta il Codacons.
“A febbraio il rialzo dell’inflazione è dovuto unicamente ai rincari scoppiati in Italia in occasione dei giochi invernali di Milano Cortina 2026, e il dato ancora non risente della crisi in Medio Oriente – analizza il Codacons – La fiammata dell’inflazione al +1,5% si traduce in un aggravio di spesa, considerati tutti i consumi delle famiglie, pari a +496 euro annui per la famiglia “tipo”, +685 euro per un nucleo con due figli”.
A febbraio i listini al dettaglio sono esplosi nel settore turistico, con numeri che per l’associazione sono destinati a peggiorare “come conseguenza dei pesanti rincari che si stanno registrando negli ultimi giorni in tutti i settori, dall’energia ai carburanti passando per gli alimentari. Insomma – conclude il Codacons – il peggio deve ancora venire”.
