Intelligenza artificiale, Consumers’ Forum: accelerare su algoretica e tutela consumatori

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L’intelligenza artificiale mette a rischio un posto di lavoro su quattro ma crea anche nuove opportunità. Ha un forte impatto nella vita quotidiana e sull’ambiente. Consumers’ Forum chiede che l’AI sia al servizio dei cittadini

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Intelligenza artificiale, Consumers’ Forum in Europa: accelerare su algoretica e tutela consumatori (Foto Pixabay)

Intelligenza artificiale come “distruttrice” e creatrice di lavoro, come consumatrice di risorse e minaccia per il consumo sostenibile o al contrario strumento di sostenibilità. È il doppio volto dell’intelligenza artificiale, “una rivoluzione che avrà effetti dirompenti sull’economia, sull’ambiente e sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Una sfida che, se gestita correttamente e attraverso regole condivise, per l’Europa può diventare una importante opportunità di crescita”. Così Consumers’ Forum, ente indipendente di cui fanno parte associazioni di consumatori, imprese industriali e di servizi e le loro associazioni di categoria, che incontrerà questa settimana a Bruxelles l’eurodeputato Brando Benifei, relatore dell’AI Act europeo.

Sul tavolo l’intelligenza artificiale, i suoi rischi e il suo impatto sul mondo del lavoro, sulla vita quotidiana e sull’ambiente. Consumers’ Forum chiederà alle istituzioni europee di accelerare sulla tutela dei consumatori e sull’algoretica, lo studio dei problemi e dei risvolti etici legati all’applicazione degli algoritmi.

A rischio un posto di lavoro su quattro

L’intelligenza artificiale metterebbe a rischio in tutto il mondo un posto di lavoro su quattro. A livello globale, afferma Consumers’ Forum citando dati ailayoffs.live, dal 2023 ad oggi sarebbero circa 425mila i posti di lavoro persi per cause direttamente o indirettamente riconducibili all’AI, di cui 142mila solo in Europa.

Da gennaio 2024 ci sono però 284 mila posti di lavoro creati nel campo dell’intelligenza artificiale, anche se le aziende stanno sostituendo lavoratori con AI (74 aziende il dato confermato) e oltre un miliardo di lavoratori nel mondo avrà bisogno di riqualificazione entro il 2030.

Il 25% dell’occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all’IA, con percentuali più elevate nei paesi ad alto reddito (34%).

“In sostanza 1 lavoratore su 4 rischia nei prossimi anni di perdere il proprio posto perché sostituito dall’intelligenza artificiale – spiega Consumers’ Forum – Un rischio che interessa soprattutto quelle professioni che includono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili: assistenza amministrativa, customer care e call center, impiegati di banche e poste, cassieri, traduttori, solo per fare alcuni esempi”.

In Italia il numero di annunci di lavoro che richiede competenze legate all’intelligenza artificiale è cresciuto del 93% (Politecnico di Milano).

AI e acquisti online

L’intelligenza artificiale ha inoltre un impatto sulla vita quotidiana. Un terzo degli italiani usa l’AI per indirizzare i propri acquisti online, per un valore potenziale pari a circa 22 miliardi di euro annui considerato il mercato 2026 dell’e-commerce (beni e servizi) in Italia. E in prospettiva i dati sono destinati a crescere. In Europa nei prossimi dieci anni il valore delle transazioni online che potranno essere guidate da assistenti intelligenti raggiungerà quota 310 miliardi di euro.

L’impatto sull’ambiente

L’intelligenza artificiale può inoltre accelerare o compromettere le ambizioni ecologiche e lo sviluppo sostenibile. Ha infatti un impatto considerevole sull’ambiente. L’International Energy Agency prevede che il consumo globale di elettricità dei data center raddoppierà entro il 2030, arrivando a 945 terawattora dai 415 del 2024, con un consumo pari al 3% dell’intera elettricità mondiale, coinvolgendo acqua, suolo e risorse naturali. Già oggi i data center IA generano tra il 2,5 e il 3,7% delle emissioni globali di gas serra.

L’espansione dei data center alimenta il consumo globale di acqua, energia e materie prime critiche. Secondo uno studio dell’Agenzia europea dell’ambiente, presto i data center saranno il quinto paese consumatore di energia al mondo e l’Europa rappresenta già il 15% del consumo globale di elettricità dei data center, mentre gli Stati Uniti il ​​45% e la Cina il 25% .

Dall’intelligenza artificiale anche la possibile risposta

“Eppure la risposta a questi problemi arriva proprio dall’intelligenza artificiale: l’AI permette la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni, compensando le perdite e creando nuove opportunità a livello occupazionale – affermano il presidente e la vicepresidente di Consumers’ Forum, Furio Truzzi e Patrizia Modesti – Può inoltre offrire soluzioni per limitare l’impatto sull’ambiente, ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i consumi energetici e gli sprechi e migliorare i processi produttivi. Ed è proprio per questo che, anche su sollecitazione delle associazioni dei consumatori, chiederemo all’Ue di accelerare sull’algoretica, affinché l’AI sia al servizio dei cittadini e diventi uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla”.

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