Intelligenza artificiale e consumo sostenibile (Immagine generata dall'AI, Foto di PixelLabs da Pixabay)

Intelligenza artificiale, il doppio volto: può promuovere o minare il consumo sostenibile

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando economia e abitudini di consumo. Può accelerare o al contrario compromettere le ambizioni ecologiche e il consumo sostenibile, a seconda della governance che verrà adottata. Report dell’Agenzia europea dell’ambiente su intelligenza artificiale e consumo sostenibile in Europa

L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento verso la sostenibilità. O il suo contrario, se la governance dell’AI risulterà inadeguata. Può promuovere o minare il consumo sostenibile. L’azione della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale sull’economia può portare vantaggi ambientali se si allineano agli obiettivi di sostenibilità, come rilevano i due documenti pubblicati dall’EEA (European Environment Agency, l’Agenzia europea per l’ambiente) ” Navigare nella doppia transizione europea: opportunità e sfide della digitalizzazione nella transizione verde” e “Intelligenza artificiale e consumo sostenibile in Europa”.

In un contesto di incertezza economica e competizione geopolitica l’Agenzia europea per l’ambiente sottolinea che “affrontare la duplice transizione – quella verde e quella digitale – non rappresenta quindi solo una sfida ambientale, ma anche strategica, che richiede scelte ponderate su come orientare e regolamentare l’innovazione”.

L’intelligenza artificiale e la transizione ecologica

L’intelligenza artificiale sta trasformando l’economia europea. E può accelerare o compromettere le ambizioni ecologiche.

“L’intelligenza artificiale offre un potenziale significativo per supportare pratiche più sostenibili nella società, nell’industria e nella pubblica amministrazione – afferma l’Agenzia –Tuttavia, rischia di rafforzare modelli ad alta intensità di risorse, la concentrazione del mercato e le disuguaglianze sociali se la governance è inadeguata”.

Le tecnologie digitali possono migliorare la raccolta e l’analisi dei dati, portare a processi industriali più efficienti, a sistemi energetici e di trasporto più intelligenti, e orientare economia e consumi verso opzioni a basse emissioni di carbonio e uso di risorse più efficienti. Nei mercati di consumo, rileva l’EEA, “ l’intelligenza artificiale ha il potenziale per influenzare le scelte migliorando le informazioni su prodotti e servizi e supportando appalti pubblici e privati ​​più sostenibili. Più in generale, lungo le catene del valore, può anche contribuire a ottimizzare le catene di approvvigionamento e la logistica per ottenere risultati con un minor utilizzo di risorse”.

Ma intelligenza artificiale e digitalizzazione possono avere anche l’effetto opposto. Sono tecnologie in rapida espansione e stanno rimodellando il funzionamento delle economie e delle decisioni di consumo. Senza una chiara direzione politica rischiano di aumentare la domanda di energia, di acqua e di materiali, rafforzando economie basate sull’alto sfruttamento delle risorse e accentuando le disuguaglianze sociali.

Il consumo legato ai data center

Basti pensare ai data center. La loro espansione alimenta una domanda crescente di energia, acqua e materie prime critiche, come evidenzia l’EEA nel documento “Intelligenza artificiale e consumo sostenibile in Europa“.

Presto i data center saranno il quinto paese consumatore di energia al mondo. Nel 2024 i rapprentavano circa l’1,5% del consumo globale di elettricità (e circa il 3% di quello europeo) ma la loro domanda energetica è in rapida crescita e spesso molto concentrata a livello locale. In paesi come l’Irlanda, supera il 20% del consumo totale di elettricità. Entro il 2026, si prevede che il consumo di elettricità dei data center raggiungerà i 1.050 terawattora.

Il consumo dei data center è ormai paragonabile a quella di interi paesi, equivalente al quinto posto al mondo nella classifica dei paesi consumatori di energia, fra Giappone e Russia.

Spinta in gran parte dall’intelligenza artificiale, secondo alcune stime la rapida crescita dei data center in Europa dovrebbe quasi far raddoppiare il fabbisogno energetico del settore entro il 2030. Inoltre la concentrazione dei data center (molti si trovano intorno agli hub urbani) ha un impatto sulle reti elettriche locali, sulla disponibilità di terreni, sulle emissioni.

L’Europa rappresenta già il 15% del consumo globale di elettricità dei data center, mentre gli Stati Uniti il ​​45% e la Cina il 25% .

I data center inoltre consumano acqua. Potrebbero aumentare il consumo annuo di acqua per il raffreddamento e la produzione di elettricità fino a circa 1.068 miliardi di litri entro il 2028. In contesti in cui c’è scarsità d’acqua, questo significa che rischia di esserci una competizione nell’uso dell’acqua fra usi industriali, usi legati all’intelligenza artificiale e usi domestici.

Intelligenza artificiale e consumo sostenibile

Quale il legame fra intelligenza artificiale e consumo sostenibile? I cambiamenti nei comportamenti di consumo possono avere un potenziale significativo nella riduzione delle emissioni di gas serra. Gli acquisti online sono sempre più influenzati dall’intelligenza artificiale e il consumo online sta diventando sempre più dominante, con il 75% degli europei che acquista o ordina beni o servizi online.

“L’intelligenza artificiale – evidenzia l’EEA – sta rimodellando i modelli di consumo a livello familiare, aziendale e governativo: dagli assistenti virtuali che influenzano le scelte quotidiane e i modelli di business basati sui dati che ottimizzano la produzione e le catene di approvvigionamento, fino alle politiche di appalto pubblico intelligenti volte ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime critiche”.

È dunque una “forza trasformativa” che cambia settori industriali e comportamenti individuali. Può avere un ruolo verso un futuro più sostenibile se usata in questa direzione, può supportare pratiche di acquisto sostenibili ma “una governance inadeguata o un’implementazione disomogenea rischiano di rafforzare modelli di business ad alta intensità di risorse, la concentrazione del mercato e le disuguaglianze”, evidenzia ancora l’Agenzia per l’ambiente.

“L’intelligenza artificiale influenza sempre più il comportamento dei consumatori e, di conseguenza, il modo in cui le famiglie si rapportano alla sostenibilità, dalle raccomandazioni personalizzate ai sistemi automatizzati di supporto alle decisioni che guidano le scelte. L’IA può promuovere, ma anche minare, il consumo sostenibile, a seconda di come viene progettata e implementata”.

Le decisioni che verranno prese oggi influenzeranno l’impatto dell’intelligenza artificiale e il suo contributo alla sostenibilità – o al suo contrario.

Parliamone ;-)