Libro di testo, AIE: secondo i docenti è il primo strumento utilizzato in aula e a casa
I libri di testo sono il primo strumento utilizzato per lo sviluppo delle lezioni in aula (99%) e a casa (81%). Il 74% dichiara di utilizzare anche strumenti di IA per preparare i materiali didattici. Per quasi il 70% degli insegnanti, negli ultimi cinque anni i tempi e i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati
Libro di testo, AIE: secondo i docenti è il primo strumento utilizzato in aula e a casa (foto Pixabay)
Secondo due docenti su tre, negli ultimi cinque anni modi e tempi dell’apprendimento degli studenti sono peggiorati. In questo scenario emerge il ruolo del libro di testo per la lezione in classe e per lo studio a casa.
È quanto evidenzia l’indagine “Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa, quando l’IA entra in classe”, presentata oggi alla Camera dei deputati nell’ambito del convegno organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) Il Valore della Conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie.
La ricerca si è basata sulle risposte di 3.399 docenti italiani di scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado (le risposte originarie di 5.274 insegnanti sono passate a 3.399 per garantire un campione rappresentativo a livello italiano), con l’obiettivo di esaminare il valore che gli insegnanti attribuiscono al libro di testo (e ai materiali digitali ad esso collegati) nell’insegnamento in aula e nello studio a casa dello studente.
Studio e insegnamento, il ruolo del libro di testo
Secondo quanto emerso dall’indagine, il libro di testo, con tutti gli altri materiali didattici che lo corredano e integrano, ottiene una valutazione di 8,5 punti, rivestendo un ruolo ancor più importante nello studio a casa, dove (con 8,7 punti di apprezzamento) viene considerato dai docenti il punto di riferimento imprescindibile per lo studio e l’apprendimento degli studenti.
I libri di testo, dicono i docenti italiani, sono il primo strumento utilizzato per lo sviluppo delle lezioni in aula (99%). In questo scenario, il 74% dichiara di utilizzare anche strumenti di IA per preparare i materiali didattici. E, sempre in tema di IA, gli strumenti realizzati dagli editori sono ritenuti utili dai docenti, in particolar modo quelli che consentono lo sviluppo di test ed esercizi (80%). Il libro di testo, inoltre, è il primo strumento utilizzato per lo studio a casa (81%).
Docenti: peggiora la qualità e il tempo dello studio
Dalla ricerca emerge anche un altro dato che richiede attenzione: secondo il parere di quasi il 70% degli insegnanti, negli ultimi cinque anni i tempi e i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati.
I motivi indicati sono prima di tutto la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale (72%), la difficoltà crescente nell’affrontare testi complessi (58%), ma anche l’utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati a casa (36%).
A fronte di questa trasformazione, il 90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di testo e nei materiali ad esso collegati è funzionale alle attuali modalità di apprendimento degli studenti.
“Questo appuntamento ci richiama all’importanza dell’istruzione e di un sapere solido per la crescita del Paese – ha sottolineato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta –. Preoccupa che i docenti avvertano un peggioramento della qualità dell’apprendimento negli ultimi cinque anni. Per questo l’editoria scolastica ha un ruolo strategico. Serve che lo sforzo costante delle imprese sia accompagnato dalle Istituzioni con provvedimenti adeguati a sostegno del diritto allo studio e della sostenibilità economica del settore. In gioco non è solo un comparto industriale, ma la formazione e la crescita culturale delle nuove generazioni e quindi dell’intero Paese”.
