Madri detenute con minori, Cittadinanzattiva: si vada avanti sulla proposta di legge Siani

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Cittadinanzattiva, in audizione in II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, chiede una rapida discussione ed approvazione della proposta di legge C. 2298 Siani: “Case famiglia siano unico luogo destinato all’accoglienza per madri detenute con minori al seguito”

 

Madri detenute con bambini (Fonte: Cittadinanzattiva)

Madri detenute con bambini (Fonte: Cittadinanzattiva)

Sono 26 le madri detenute, e 28 i minori, che risultano ristretti negli istituti penitenziari, tra sezioni nido delle case circondariali e gli ICAM, secondo le statistiche pubblicate dal Ministero della Giustizia, aggiornate al 31 marzo scorso.

Cittadinanzattiva è oggi in audizione in II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sulla proposta di legge C. 2298 Siani. Un testo che – ricorda l’associazione – prevede la rimozione di una serie di limiti di natura giuridica ed economica, presenti nella normativa vigente, all’origine del problema della carcerazione dei bambini assieme alle loro madri e l’individuazione delle case famiglia protette come soluzione alternativa principale.

“La proposta di legge Siani è un punto di partenza che condividiamo con grande convinzione, e ne chiediamo per questo una rapida discussione ed approvazione, perché si pone nell’ottica di proteggere, come indicato a più riprese dalla Corte Costituzionale e dalle convenzioni internazionali, l’interesse superiore del bambino, la salute psico-fisica del minore e tutelarne il legame con il genitore come elemento fondamentale in particolare nei primi anni di vita”, è quanto affermato da Laura Liberto, coordinatrice nazionale Giustizia per i diritti – Cittadinanzattiva.

Madri detenute con minori, Cittadinanzattiva: numeri in aumento

Cittadinanzattiva sottolinea che, a fronte di un apparente e temporaneo “svuotamento” nella primavera dello scorso anno, negli ultimi mesi gli ingressi in carcere di madri detenute con figli piccoli al seguito sono tornati a crescere.

Inoltre – ricorda l’associazione – è di questi giorni la notizia di un nuovo preoccupante focolaio covid, purtroppo in espansione, all’interno della casa circondariale di Rebibbia femminile e di un caso positivo anche all’interno della sezione nido, dove la madre di un bambino di un mese di vita è risultata positiva al Covid.

 

Madri detenute con bambini

 

Laura Liberto indica, dunque, i passi da compiere – secondo il parere di Cittadinanzattiva – per portare a pieno compimento la strada indicata dal disegno di legge:

  • prevedere un divieto assoluto di esecuzione della pena in carcere per le madri con bambini fino a sei anni di età;
  • inserire un richiamo espresso, eventualmente in sede di modifica dell’art. 284 del Codice di procedura penale, alle case famiglia protette come luoghi destinati all’accoglienza di madri e bambini (madri incinte o con bambini di età inferiore a sei anni) in alternativa agli altri luoghi ove disporre gli arresti domiciliari;
  • estendere le case famiglia protette: da un lato valorizzando realtà già esistenti, come le numerose case alloggio per nuclei di mamme e bambini già operative sul territorio e, dall’altro, puntando – attraverso convenzioni tra l’amministrazione centrale e gli enti locali – al riutilizzo, recupero e riconversione di beni confiscati alla criminalità organizzata o di beni inutilizzati nella disponibilità degli stessi enti locali.

“Tutto questo – conclude Liberto – consentirebbe di utilizzare il fondo triennale di 4,5 mln di euro – approvato con l’emendamento di Cittadinanzattiva all’ultima legge di bilancio – esclusivamente per l’accoglienza dei minori nelle case famiglia e per servizi alle mamme, soprattutto di reinserimento sociale”.

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