Madri detenute con bambini

L’emendamento alla Legge di Bilancio per garantire l’accoglienza di madri detenute con bambini al seguito al di fuori degli istituti penitenziari, promosso da Cittadinanzattiva e A Roma Insieme-Leda Colombini, è stato approvato.

Siamo davvero soddisfatti per l’approvazione del nostro emendamento, un risultato che fornisce una prima risposta concreta al superamento definitivo di un paradosso gravissimo e trascurato, probabilmente perché riguarda piccoli numeri e perché ha a che vedere con madri e bambini di solito provenienti da condizioni di marginalità”, ha dichiarato Laura Liberto, coordinatrice nazionale rete Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva.

Madri detenute e bambini, l’emendamento

Da lungo tempo Cittadinanzattiva è impegnata nella costruzione di soluzioni definitive al problema della presenza di bambini piccoli, ristretti negli istituti penitenziari assieme alle madri detenute.

“Ci siamo battuti per l’adozione di misure di sistema che non fossero soltanto legate all’emergenza sanitaria, che ha investito pesantemente le carceri italiane, ma volte a creare le condizioni perché nessun bambino debba più provare l’esperienza della detenzione”, spiega l’associazione.

 

Madri detenute e bambini (Fonte: Cittadinanzattiva)
Madri detenute e bambini (Fonte: Cittadinanzattiva)

 

Da queste motivazioni, e in collaborazione con l’Associazione A Roma Insieme Leda Colombini, la proposta di emendamento alla Legge di Bilancio, che, con l’istituzione di un fondo dedicato, garantisse le risorse necessarie ad assicurare a tutti i nuclei madri-bambini l’inserimento in case famiglia protette ed in case alloggio già operative sul territorio, quindi al di fuori di ogni contesto detentivo, che sia la sezione nido di un carcere oppure un istituto a custodia attenuata per detenute madri.

“La sinergia sperimentata in questa occasione tra due soggetti del volontariato, A Roma Insieme e Cittadinanzattiva, è la prova che la società civile organizzata può stimolare positivamente le istituzioni per un quadro di regole più umane e rispettose della dignità dei minori e dei cittadini sinergia – dichiara Gustavo Imbellone di A Roma Insieme-Leda Colombini. – Questo è un risultato importante che si iscrive lungo un percorso ancora non breve, per rendere l’ordinamento penale italiano pienamente rispondente ai livelli di civiltà”.

“Proseguiremo questo percorso con la stessa determinazione perché la misura venga attuata efficacemente – dichiarano le due organizzazioni – e perché davvero i più piccoli non facciano mai più ingresso in carcere”.

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