Mare Monstrum, tra i reati ambientali l’inquinamento nemico numero uno del mare

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Secondo il report di Legambiente nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati. Nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) si concentra il 53,6% del totale nazionale dell’illegalità accertata

Mare Monstrum, tra i reati ambientali l'inquinamento nemico numero uno del mare

Mare Monstrum, tra i reati ambientali l'inquinamento nemico numero uno del mare (foto Pixabay)

Tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale, la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia, nonostante un lieve ridimensionamento dei numeri complessivi. È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente, elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere.

Nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Si tratta di una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste del nostro Paese.

“Un calo, solo apparente, imputabile ad una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) – commenta Legambiente – e all’effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali”.

Come gli illeciti e i reati, calano lievemente rispetto al 2024 anche le persone denunciate (21.726, -19,2%) e quelle
arrestate (93, -31,1%); mentre i sequestri effettuati sono stati 3.267 (-19,9%). Sul fronte amministrativo si registrano
37.680 sanzioni irrogate (-6,6%), per un valore complessivo di oltre 191 milioni di euro, -58,1% rispetto al 2024, a conferma di un ridimensionamento complessivo delle attività sanzionatorie rilevate.

Mare Monstrum, i numeri dei reati ambientali

A guidare la classifica dell’illegalità, affermandosi come pericolo numero uno per l’ecosistema marino, quest’anno è l’inquinamento – legato alla gestione illegale di rifiuti e alla mala depurazione – con 7.317 reati (pari al 35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati (30,2%).

Seguono la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%), con un aumento del 52,7% rispetto al 2024 degli attrezzi e reti per la pesca sequestrati (11.243), e le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, anche in aree protette, (2.646 reati, 12,9%) che registrano un aumento di reati del 17,4% rispetto al 2024.

Quanto alla diffusione dei reati ambientali nel territorio, nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra la percentuale più alta dei reati: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si registra il 53,6% del totale nazionale. In cima alla classifica ancora una volta la Campania (4.002), seguita da Puglia (2.599), Sicilia (2.448) e Calabria (1.929).
Al quinto posto, con numeri in controtendenza rispetto al dato nazionale, si colloca la Liguria, con 1.581 reati, in crescita del 9%, rispetto all’anno precedente, quando era ottava; seguono Lazio (1.443 reati), Sardegna (1.356) e Toscana (1.162).

“I numeri di Mare Monstrum 2026 fotografano solo la punta dell’iceberg: la quota d’illegalità sommersa continua a minacciare gravemente gli ecosistemi marini – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. – Se nel 2025 si è registrato un calo dei reati, ciò è dovuto sia all’efficacia preventiva delle nuove pene ambientali sia a una contrazione dei controlli sul territorio. Serve un deciso cambio di passo da parte delle istituzioni per reprimere ulteriormente questi fenomeni. Governo, Parlamento ed enti locali devono fare fino in fondo la propria parte, con interventi non più rinviabili per rafforzare il sistema dei controlli repressivi e preventivi, per proteggere il patrimonio ambientale e l’economia turistica del mare“.

Le richieste di Legambiente

Di fronte a questo quadro Legambiente torna a chiedere “un impegno corale, che veda in prima linea Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, rafforzando il proprio ruolo nella lotta all’aggressione criminale, mettendo al centro una serie di priorità“.

Queste vanno dal rafforzamento del sistema dei controlli repressivi e dell’SNPA (Sistema Nazionale di Protezione Ambientale) al completamento della rete di depurazione e al rilancio dell’economia circolare delle acque reflue, mediante l’adeguamento delle reti fognarie e l’approvazione dei decreti su riuso delle acque depurate in agricoltura ed end of waste; dalla tolleranza zero contro l’abusivismo edilizio e le occupazioni illegali del demanio (attraverso il ripristino del ruolo operativo dei Prefetti per le demolizioni, uno stanziamento di 150 milioni l’anno per gli abbattimenti e sanzioni penali per i funzionari omissivi), fino alla tutela della biodiversità, garantendo il pieno recepimento delle norme sui rifiuti navali nei porti, lo stop agli scarichi oltre le 12 miglia, l’inasprimento delle sanzioni contro la pesca illegale.

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