Prevenzione del suicidio, Telefono Amico Italia disponibile h24 tutti i giorni dell’anno

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In occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre), l’organizzazione annuncia l’estensione del servizio di ascolto telefonico, che diventa attivo 24 ore su 24

Prevenzione del suicidio, Telefono Amico Italia disponibile h24 tutti i giorni dell’anno

Prevenzione del suicidio, Telefono Amico Italia disponibile h24 tutti i giorni dell’anno (foto Pixabay)

In occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre), anche alla luce del continuo aumento delle richieste di sostegno, Telefono Amico Italia annuncia l’estensione del servizio di ascolto telefonico. A partire da oggi, primo settembre 2026, il servizio di ascolto telefonico, raggiungibile attraverso il numero unico nazionale 02 2327 2327, sarà disponibile anche di notte, offrendo ascolto 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno.

“È un grande traguardo – spiega Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia – poterci essere sempre. Da oggi chiunque viva un momento di crisi, anche nel cuore della notte, potrà trovare un volontario pronto ad ascoltarlo. Negli scorsi mesi abbiamo avviato una sperimentazione dell’ascolto notturno, per sondare il bisogno e organizzare la nostra risposta. Parlando solo di suicidio, in sei mesi abbiamo accolto 345 chiamate notturne“.

Prevenzione del suicidio, i dati ti Telefono Amico Italia

Sono oltre 4.200 le persone che hanno chiesto supporto a Telefono Amico Italia nei primi sei mesi del 2026, perché attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per un proprio caro: il 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma già nel 2025 l’Organizzazione aveva registrato un aumento delle richieste di aiuto rispetto al 2024, per un totale di oltre 7.500 contatti relativi al suicidio (+8%) e il 2026 vedrà probabilmente una ulteriore crescita.

Le persone che si sono rivolte a Telefono Amico Italia per problemi legati al suicidio nei primi sei mesi del 2026 lo hanno fatto prevalentemente utilizzando il servizio telefonico (il 77%), che rimane il canale di ascolto più usato in generale. Il 13% ha invece scritto a proposito di suicidio per email e il 10% attraverso Whatsapp. La maggior parte delle richieste è arrivata da donne (55%), ma mentre per le chiamate lo scarto è minimo, con le donne che costituiscono il 51% di chi ha chiamato, diventa netto per il servizio Whatsapp (F 70%) e email (F 67,5%).

A preoccupare sono soprattutto i più giovani: la maggior parte delle richieste d’aiuto, il 53%, arriva, infatti, dagli under 35. Le fasce d’età che più hanno contattato Telefono Amico Italia con segnalazioni relative al suicidio, in tutti e tre i canali d’ascolto, sono state quelle 19-25 anni e 26-35. I 19-25enni rappresentano il 20,5% di chi ha telefonato, mentre il 19% appartiene alla fascia 26-35. Il 30% di chi ha scritto su Whatsapp ha tra i 19 e i 25 anni e il 20% tra i 26 e i 35. Infine, tra chi ha scritto al servizio email il 25% ha tra i 26 e i 35 anni e il 17,5% tra i 19 e i 25.

Cresce la sofferenza psichica tra i più giovani

“Negli ultimi 5 anni – spiega la neuropsichiatra Michela Gatta – stiamo assistendo, tra i giovani, ad un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità, come disregolazione emotiva, ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria con o senza tentato suicidio e accessi ai servizi. Nelle strutture specialistiche gli accessi per ideazione suicidaria, autolesionismo e tentativi di suicidio sono in aumento, fino a diventare una delle cause più frequenti di urgenza-emergenza in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Tra gli elementi che pesano di più sulla salute mentale dei più giovani la neuropsichiatra Gatta evidenzia “isolamento, solitudine, conflitti familiari, fragilità emotiva, vissuti traumatici, depressione e ansia, uso disfunzionale dei social, pressione performativa, bullismo e cyberbullismo, oltre alla maggiore difficoltà dei ragazzi e delle ragazze nel chiedere aiuto in modo diretto”.

I segnali di allarme più importanti a cui prestare attenzione – sottolinea Gatta – sono “i cambiamenti evidenti e persistenti sul piano emotivo comportamentale e sociorelazionale: calo del rendimento, irritabilità o tristezza marcate, insonnia, perdita di interessi, verbalizzazioni di autosvalutazione, ritiro sociale, donazione o messa in ordine ‘improvvisa’ di oggetti personali, autolesioni, abuso di alcol o sostanze e riferimenti diretti o indiretti alla morte come soluzione. Per genitori, insegnanti e coetanei il punto chiave è prendere sul serio ogni cambiamento improvviso, anche quando il ragazzo o la ragazza minimizzano”.

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