Minori online, cresce il rischio con l’estate?

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Esperti e neuropsichiatri richiamano l’attenzione sui rischi legati alla presenza dei minori online durante l’estate: evitare l’iperconnessione e fare attenzione all’uso problematico dei social

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Minori online in estate (Foto Atlantic Ambience per Pexels)

Con l’estate aumentano i rischi per i minori online? Nei mesi estivi e con la fine della scuola c’è più tempo libero, spesso occupato davanti agli schermi, e l’approdo di bambini e adolescenti su piattaforme e social media rischia di portare i minori in una situazione di iperconnessione.

L’uso problematico dei social è in aumento fra gli adolescenti, che passano ore online; alcuni contenuti rischiano di innescare comportamenti a rischio, soprattutto nei ragazzi e nelle ragazze più vulberabili; ma la presenza dei minori online non può essere solo demonizzata. Online si trovano anche informazioni, risorse, strumenti per rimanere in contatto con gli amici. Ma con l’aumento del tempo libero, in estate cresce il rischio dell’esposizione incontrollata ed eccessiva di bambini e adolescenti a social media e piattaforme digitali, dove la legge è quella dell’algoritmo che aggancia i minori, e non solo loro, facendo leva sul coinvolgimento emotivo, spesso con contenuti dannosi.

Ecco dunque che diventa fondamentale l’educazione digitale e la costruzione di un ecosistema digitale sicuro.

Nei giorni scorsi SINPIA (Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) e l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile “Giovanni Bollea” dell’AOU Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma hanno richiamato l’attenzione di famiglie e istituzioni sui rischi di un uso non accompagnato dei social e sulle strategie per proteggere il benessere psichico dei più giovani.

Adolescenti online: i rischi

Secondo i dati dell’OMS, tra il 2018 e il 2022 la quota di adolescenti con un uso problematico dei social media è salita dal 7% all’11%, con un impatto maggiore sulle ragazze; questo fenomeno si associa spesso a un minor benessere psichico, disturbi del sonno, ansia, depressione e calo del rendimento scolastico. La letteratura scientifica più recente (2024-2025), inoltre, evidenzia pericoli specifici per i minori più vulnerabili, legati all’istigazione al suicidio e ad atti di autolesionismo. Uno studio del 2025 ha dimostrato che l’esposizione frequente a contenuti autolesivi può associarsi a un aumento a breve termine di pensieri suicidari e impulsi pericolosi.

No all’iper controllo, no all’abbandono

“In un’epoca in cui la vita digitale è parte integrante della vita quotidiana – ha detto Elisa Fazzi, Neuropsichiatra infantile dell’Università di Brescia e Presidente SINPIA – è fondamentale richiamare l’attenzione di famiglie, scuole e istituzioni sulla necessità di governare l’uso dei social network con equilibrio, regole e una solida educazione digitale. La sfida non è demonizzare la tecnologia, ma proteggere bambini e adolescenti da un uso non regolato attraverso una strategia di accompagnamento graduale, evitando sia l’iper-controllo che l’abbandono educativo, considerando che gli effetti dei social dipendono da una pluralità di fattori: l’età, la qualità dei contenuti, la vulnerabilità individuale e, soprattutto, la presenza di adulti competenti come punti di riferimento”.

I social possono contrastare l’isolamento sociale, favorire l’accesso a informazioni e supporto tra pari e stimolare la creatività. Per molti adolescenti fragili, lo spazio digitale rappresenta un luogo fondamentale di ascolto e confronto. Gli esperti ricordano però i rischi: l’effetto trigger, ossia il fattore innesco immediato di alcuni contenuti che possono scatenare comportamenti disfunzionali anche ad alto rischio, specialmente in ragazzi che già vivono isolamento o difficoltà emotive; la tendenza alla normalizzazione e spettacolarizzazione del dolore psichico; le dinamiche di gruppo, le “community online” che possono amplificare vulnerabilità preesistenti e facilitare la diffusione di pratiche pericolosi.

Contenuti non adatti ai minori

“Accanto ai grandi temi che coinvolgono le nuove generazioni e la loro salute mentale, cresce la preoccupazione verso l’esposizione continuativa dei minori nel mondo online, spesso poco controllato e in alcuni casi pericoloso, dove è molto più facile imbattersi in contenuti violenti, estremisti o umilianti –  dichiara Francesco Pisani, Direttore UOC NPI – Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma – La ripetizione di immagini e linguaggi inappropriati può determinare una desensibilizzazione emotiva, inducendo i minori a normalizzare l’aggressività e a percepire in modo distorto il rischio e le relazioni sociali. Questo clima digitale facilita fenomeni come il cyberbullismo, la partecipazione a sfide pericolose (challenge) e il contatto con community che promuovono comportamenti a rischio o contesti che alimentano molti dei disturbi neuropsichiatrici che trattiamo”.

Minori online, qualche consiglio

Gli esperti hanno stilato alcune raccomandazioni per le famiglie alle prese con i rischi dei minori online. Sono i seguenti:

  • non utilizzare i dispositivi come “pacificatori” o “baby sitter” per calmare i bambini;
  • rispettare i limiti di età previsti dalle piattaforme e cercare di evitare l’uso dei social prima della preadolescenza;
  • preservare spazi offline nella vita quotidiana: evitare gli schermi durante i pasti e lasciare gli smartphone fuori dalla camera durante la notte per proteggere la qualità del sonno;
  • osservare i segnali di allarme come insonnia, irritabilità, ritiro sociale o bisogno compulsivo di controllare le notifiche.

A livello istituzionale, la richiesta è quella di introdurre l’educazione digitale e affettiva nelle scuole, richiedere maggiore trasparenza agli algoritmi delle piattaforme, implementare sistemi reali di verifica dell’età e rafforzare i servizi di neuropsichiatria infantile per supportare le fragilità emergenti.

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