Acqua, il Parlamento europeo chiederà un’azione Ue sulla resilienza idrica (Foto di congerdesign da Pixabay)
Acqua, il Parlamento europeo chiederà di agire sulla resilienza idrica
I deputati del Parlamento europeo voteranno questa settimana le proprie raccomandazioni per la Strategia europea sulla resilienza idrica
Alla Plenaria del Parlamento europeo arriva la “resilienza idrica” con le proposte dei deputati per la gestione dell’acqua, per obiettivi di efficienza energetica, riduzione dell’inquinamento idrico, adozione di soluzioni basate sulle tecnologie e sull’intelligenza artificiale.
Il Parlamento europeo, informa una nota, discuterà e adotterà questa settimana (la discussione è prevista domani, il voto mercoledì) le proprie raccomandazioni in vista della prossima Strategia europea per la resilienza idrica. I deputati discuteranno e voteranno su una risoluzione, preparata dalla commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, che include una serie di proposte su come l’UE dovrebbe gestire le risorse idriche in modo più efficiente e rispondere meglio alle sfide attuali. Il testo servirà da contributo del Parlamento alla Strategia europea per la resilienza idrica che sarà presentata a breve dalla Commissione.
Il documento chiede di introdurre obiettivi settoriali per l’efficienza idrica, la necessità di adeguati finanziamenti, il miglior uso di strumenti digitali. I deputati dovrebbero anche sollecitare un’ulteriore riduzione dell’inquinamento idrico da sostanze chimiche, prodotti farmaceutici, batteri resistenti agli antibiotici, microplastiche, pesticidi chimici e fertilizzanti, e l’eliminazione graduale dei cosiddetti “inquinanti eterni” (PFAS).
Verso una Strategia per la resilienza idrica
Ad aprile gli eurodeputati della commissione per l’ambiente avevano adottato le loro raccomandazioni sulla gestione delle risorse idriche da parte dell’Unione europea.
Aveva dichiarato il relatore Thomas Bajada (S&D, MT): «Questo è un messaggio chiaro alla Commissione: è giunto il momento di una strategia europea per la resilienza idrica audace e mirata. Obiettivi di efficienza idrica, l’eliminazione graduale dei PFAS, finanziamenti dedicati e innovazione digitale devono essere la spina dorsale di questa strategia. L’acqua non è solo una risorsa: è un pilastro della nostra autonomia strategica, della nostra competitività e della nostra vita quotidiana. Nessuna regione dovrebbe essere lasciata indietro nel percorso dell’Europa verso la resilienza».
La relazione di aprile invita la Commissione a proporre obiettivi settoriali per l’efficienza idrica e l’estrazione (prelievo di acqua da una fonte superficiale o sotterranea) sulla base di valutazioni dei rischi. Per affrontare la scarsità d’acqua, gli eurodeputati hanno sottolineato i settori chiave in cui sono necessari progressi urgenti, tra cui un maggiore riutilizzo delle acque reflue, una maggiore efficienza idrica in agricoltura, un maggiore risparmio idrico nel settore edilizio e la modernizzazione dei processi industriali e produttivi.
La Ue inoltre deve ridurre l’inquinamento causato da sostanze chimiche, prodotti farmaceutici, batteri resistenti agli antibiotici, microplastiche, pesticidi e fertilizzanti chimici. Nella relazione i deputati hanno chiesto alla Commissione di eliminare gradualmente le “sostanze chimiche eterne” (PFAS) che si sono dimostrate pericolose per la salute umana e l’ambiente e di proporre limiti aggiornati per i PFAS nell’acqua potabile.
Altra richiesta avanzata è stata quella di creare un fondo separato e dedicato alla resilienza idrica nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), insieme alla necessità di sostenere le regioni maggiormente a rischio di scarsità idrica, tra cui le isole e il Mediterraneo.
L’obiettivo generale della strategia europea per la resilienza idrica – impegno ribadito dalla Commissaria per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall durante la sua audizione di conferma al PE – è quello di “preservare la qualità e la quantità dell’acqua nell’UE” e oltre, potenziare la competitività del settore idrico, “affrontare le cause profonde delle sfide legate all’acqua, compreso l’inquinamento, la scarsità e gli impatti del cambiamento climatico“.
La Strategia comprende lo sviluppo e l’uso delle nuove tecnologie e il ricorso alle competenze esistenti in tema di digitalizzazione e intelligenza artificiale.
«Mi impegno – si legge nell’audizione – a promuovere la resilienza idrica globale e […] Mi impegnerò nel dialogo e nei partenariati con i paesi terzi, in particolare con l’inviato speciale delle Nazioni Unite per l’acqua, in preparazione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua del 2026».

