Clima: nuovo record per il riscaldamento dell'Oceano, allarme anche per il Mediterraneo
Cambiamento climatico, un grande problema mondiale secondo gli europei
Il cambiamento climatico è il problema mondiale più grave che il mondo si trova ad affrontare. Lo dice il 18% degli europei nello speciale Eurobarometro sui cambiamenti climatici
Il cambiamento climatico è il problema più grave che il mondo si ritrova ad affrontare. Ormai c’è una diffusa consapevolezza da parte dei cittadini europei su quanto rischi il mondo messo a fuoco, letteralmente, dai cambiamenti climatici. E anche se le differenze nazionali sono rilevanti – come singolo problema più grave mondiale, il cambiamento climatico viene indicato dal 43% dei cittadini in Svezia ma solo dal 7% in Italia – questo tema si pone al primo posto fra i problemi più seri che il mondo si trova ad affrontare, prima della povertà e della diffusione di malattie infettive.

Cambiamento climatico, il problema più grave per il 18% degli europei
Il quadro viene dall’Eurobarometro speciale 513 sui cambiamenti climatici, che ha sondato oltre 26 mila cittadini europei di 27 Stati Ue fra marzo e aprile di quest’anno.
«Quasi un europeo su cinque (18%) – si legge nell’Eurobarometro – ritiene che il cambiamento climatico sia il problema più grave che il mondo deve affrontare, subito prima della povertà, della fame e della mancanza di acqua potabile (17%) e della diffusione delle malattie infettive (17%)».
L’analisi nazionale rivela poi la diversa “posizione” del cambiamento climatico indicato come il singolo problema più grave che il mondo deve fronteggiare. È il più citato dai cittadini in Svezia (43%), Danimarca (35%), Paesi Bassi (34%), Irlanda (31%) e Germania (28%), mentre lo indicano meno di uno su dieci in Bulgaria (5%), Romania (7%) e Italia (7%), Ungheria (8%) e Croazia (9%).

Cambiamento climatico, la percezione degli italiani
In Italia, meno di un intervistato su dieci ritiene che il cambiamento climatico sia il problema più grave che il mondo si trovi ad affrontare (7% rispetto alla media UE del 18%). Qui il cambiamento climatico si posiziona al quarto posto. Anche se oltre otto intervistati su dieci (84%, al di sopra della media UE del 78%) pensano che il cambiamento climatico sia un problema molto serio.
Alla richiesta di indicare quale sia il problema più grave che il mondo nel suo insieme deve affrontare, gli italiani indicano più della media europea la diffusione di malattie infettive (34% vs media Ue del 17%) e la situazione economica (31% vs media Ue del 14%).
Il problema è grave e serio
Il quadro generale evidenzia la consapevolezza degli europei sulla gravità del cambiamento climatico, visto ormai come il problema più grave che il mondo si trova ad affrontare. Anche nell’aggregato di voci che al climate change rimandano.
«Oltre nove persone intervistate su dieci ritengono che i cambiamenti climatici siano un problema grave (93%), e quasi otto su dieci (78%) lo ritengono molto grave – spiega la Commissione europea – Alla domanda di individuare il problema più grave a livello globale, oltre un quarto (29%) ha indicato i cambiamenti climatici (18 %), il deterioramento della natura (7%) oppure i problemi di salute causati dall’inquinamento (4%)».
In termini di risposta politica, prosegue Bruxelles, nove europei su dieci (90%) concordano sulla necessità di ridurre al minimo le emissioni di gas a effetto serra, compensando allo stesso tempo le emissioni residue affinché l’UE raggiunga la neutralità climatica entro il 2050.
Quasi nove europei su dieci (87%) pensano che sia importante che l’Unione fissi obiettivi ambiziosi per aumentare il ricorso alle energie rinnovabili e la stessa percentuale crede che sia importante che l’UE fornisca un sostegno per migliorare l’efficienza energetica.
«Nonostante la pandemia e le difficoltà economiche che gli europei si trovano ad affrontare, il sostegno per l’azione climatica resta elevato – ha detto il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans – Gli europei sono consapevoli dei rischi a lungo termine rappresentati dalle crisi del clima e della biodiversità e si aspettano un’azione da parte dell’industria, dei governi e dell’Unione europea. I dati di questo sondaggio Eurobarometro fungono da richiamo ai politici e alle imprese. Per la Commissione europea sono un’ulteriore motivazione per finalizzare il pacchetto legislativo “Pronti per il 55%” che presenteremo nel corso del mese per essere certi di realizzare i nostri obiettivi climatici».
Il Green Deal europeo
L’attenzione ai cambiamenti climatici è un elemento importante nell’ottica del Green Deal, la priorità della Commissione.
Parlamento e Stati si sono impegnati a rendere l’UE neutra sotto il profilo climatico entro il 2050 e a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Questi impegni sono ora sanciti dalla legge europea sul clima, promulgata formalmente il 30 giugno 2021.
E per realizzare questi obiettivi, il 14 luglio la Commissione presenterà il pacchetto di iniziative legislative “Pronti per il 55%”.
La Ue vuole dunque raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, adottare un’economia pulita e circolare, ridurre l’inquinamento, ripristinare la biodiversità. Un terzo dei 1800 euro di investimenti del piano per la ripresa post Covid e il bilancio dell’Ue finanzieranno appunto il Green Deal.

Azioni per il clima
Altri dati emersi dall’Eurobarometro dicono che la maggioranza (64%) dei cittadini dell’UE sta già agendo individualmente a favore del clima e compie consapevolmente scelte sostenibili nella vita quotidiana.
Alla domanda su chi sia responsabile per affrontare i cambiamenti climatici, i cittadini hanno sottolineato l’esigenza di riforme strutturali per accompagnare le azioni individuali, indicando i governi nazionali (63%), il settore commerciale e industriale (58%) e l’UE (57%). Oltre otto europei su dieci (81%) concordano sul fatto che le energie pulite dovrebbero ricevere un maggiore sostegno finanziario pubblico. Tre quarti degli europei (75%) ritengono che gli investimenti per la ripresa economica dovrebbero concentrarsi principalmente sulla nuova economia verde.
Gli europei sono consapevoli che la lotta al cambiamento climatico porta opportunità per l’economia, innovazioni competitive, nuovi posti di lavoro. Oltre sette europei su dieci (74%) concordano sul fatto che i costi dei danni causati dai cambiamenti climatici siano molto superiori agli investimenti necessari per la transizione verde.

