Nuovo Codice della Strada, le novità in arrivo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo con il nuovo Codice della Strada. Fra le novità, una diminuzione delle multe, l’obbligo di casco e contrassegno per i cicli a propulsione, trasporto professionale fino a 70 anni. I pedoni avranno “obbligo di cautela negli attraversamenti”

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Nuovo Codice della Strada, le novità in arrivo (Foto Pixabay)

Revisione delle multe, rinnovo decennale della patente B fino a 65 anni, possibilità di svolgere il trasporto professionale fino a 70 anni, obbligo di casco e contrassegno per i “cicli a propulsione” come le e-bike usate dai rider, nuovi obblighi per i pedoni. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri, in esame preliminare, su proposta del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, un decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della Strada.

Il nuovo Codice, spiega Palazzo Chigi, “riconduce a un quadro unitario una disciplina stratificatasi nel tempo, lungo quattro direttrici: la digitalizzazione di documenti, notifiche, accertamenti e banche dati; il rafforzamento della sicurezza stradale e della tutela degli utenti vulnerabili; la disciplina delle nuove forme di mobilità e della guida automatizzata; la revisione complessiva del sistema sanzionatorio”. Il Codice codifica i principi che orientano il comportamento degli utenti della strada.

L’educazione stradale viene integrata nell’insegnamento di educazione civica.

L’entrata in vigore, dopo il parere non vincolante del Parlamento, è prevista per il 1° gennaio 2028.

Mit: diminuzione multe e contrasto ai comportamenti pericolosi

Il nuovo Codice della Strada, spiega una nota del Ministero dei Trasporti, prevede “una generale diminuzione delle multe e, al tempo stesso, un deciso contrasto, voluto dal ministro Salvini, ai comportamenti che mettono maggiormente a repentaglio la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.

La razionalizzazione delle multe comprende la sospensione dell’adeguamento automatico biennali all’inflazione e un arrotondamento al ribasso degli importi rispetto alla legislazione vigente: i minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro. Si prevede inoltre, spiega la nota di Palazzo Chigi, “un criterio progressivo per le sanzioni per eccesso di velocità, che crescono per ciascun chilometro orario oltre il limite, in luogo del sistema per scaglioni”.

Il nuovo Codice inasprisce le misure per chi circola senza assicurazione, prevedendo il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Viene inoltre introdotto l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni ed è prevista la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri.

Ci sono novità anche per le notifiche dei verbali di contestazione, “a tutela dei conducenti”: i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata. Viene inoltre superato l’obbligo di portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione, che potranno essere verificati telematicamente dagli organi di polizia.

Il nuovo testo semplifica le procedure relative al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE): tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, per garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano e in caso di inadempienza, non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle Zone a traffico limitato (ZTL).

Novità per le due ruote e per i pedoni

Novità per le due ruote.

“I motociclisti – spiega il Mit – potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, mentre per i cosiddetti cicli a propulsione, (ad esempio le bici utilizzate dai rider), scatterà l’obbligo di casco e contrassegno. Per i monopattini elettrici, invece, sarà introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni”.

Il Codice prevede per i monopattini elettrici il divieto di manovre improvvise e a zig-zag e l’obbligo di documentare con una fotografia, al termine di ogni noleggio, il corretto posizionamento del mezzo.

Fra le principali novità ci sono la possibilità di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione, l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite di età fino al quale è previsto il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, tra cui quelle per motocicli e autoveicoli; l’innalzamento del limite anagrafico da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale, per il trasporto professionale.

Il Codice della Strada prevede inoltre “nuove regole di sicurezza per i pedoni, tra cui l’obbligo di cautela negli attraversamenti e di rendersi visibili, di notte, sulle strade extraurbane prive di illuminazione”.

È inoltre prevista una disciplina della guida automatizzata, con la figura del controllore in grado di assumere prontamente la guida in caso di emergenza, e l’istituzione di un Osservatorio sui presupposti per la circolazione dei veicoli a guida totalmente automatizzata.

Codacons: fumo negli occhi

Commentando l’approdo del decreto in Consiglio dei Ministri, il Codacons ha evidenziato che intervenire sull’importo delle multe non migliora la sicurezza stradale.

“La riduzione generalizzata degli importi delle multe stradali di certo non spingerà gli automobilisti a prestare più attenzione alle regole, ma più in generale le novità del Codice della strada appaiono più come fumo negli occhi che come reali interventi in favore degli utenti delle strade e della sicurezza – ha detto il Codacons – La verità è che in assenza di controlli sul territorio qualsiasi nuova disposizione rimane sulla carta e non produce alcun effetto concreto: basti pensare all’esperienza dei monopattini, con le regole su casco, divieti di circolazione, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità, costantemente violate nel nostro Paese”.

Per l’associazione non serve cambiare il Codice della Strada ma rispettare le norme che già esistono, prevedendo “controlli a tappeto contro i trasgressori e lottando contro il far west stradale che caratterizza le nostre città”.

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