Obesità infantile, ISS: in Italia riguarda un bambino su 10
In Italia risulta in sovrappeso il 19% dei bambini e delle bambine di 8-9 anni mentre l’obesità vera e propria riguarda un bambino su 10 nella stessa fascia di età. Fimp: ruolo determinante del pediatra di famiglia
Obesità infantile e sovrappeso in Italia (Foto Andres Ayrton per Pexels)
L’obesità infantile è un grande problema di salute pubblica. In occasione della Giornata mondiale dell’obesità, che ricorre oggi, l’Istituto superiore di sanità diffonde gli ultimi dati sulla diffusione del fenomeno: in Italia il 19% dei bambini e delle bambine di 8-9 anni è in sovrappeso, mentre l’obesità vera e propria riguarda uno su dieci in questa fascia di età, e bambine e bambini con obesità grave sono il 2,6%.
Questi gli ultimi numeri di Okkio alla Salute, riportati nella scheda relativa all’obesità infantile del sito ISSalute appena aggiornata. L’obesità infantile è un incrocio di più fattori: non dipende solo dallo stile di vita, ma è multifattoriale, legata a fattori socioeconomici, ambientali, psicologici, culturali e biologici.
Stile alimentari e di vita nei bambini
L’indagine dell’ISS evidenzia lo stile di vita dei bambini, fra pasti non sempre adeguati alle linee guida alimentari, scarsa attività fisica e anche scarsa percezione del sovrappeso da parte della famiglia. Quasi 2 bambini e bambine su 5 non fa una colazione adeguata al mattino, mentre più della metà consuma una merenda abbondante a metà mattina. Uno su quattro beve quotidianamente bibite zuccherate o gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno.
Il 37% delle bambine e dei bambini assume i legumi meno di una volta a settimana e più della metà di loro mangia snack dolci più di 3 giorni a settimana.
I dati sull’attività fisica evidenziano che un bambino su 5 non fa regolare esercizio e quasi la metà trascorre più di 2 ore al giorno davanti a schermi: TV, tablet o cellulare.
L’obesità infantile risulta maggiormente diffusa fra le famiglie in condizione socioeconomica più svantaggiata e che vivono nelle regioni del Mezzogiorno.
Il ruolo dei pediatri
Per i pediatri di famiglia Fimp l’obesità infantile è un’emergenza di salute pubblica ma il pediatra di famiglia è il primo alleato di bambini e famiglie. In occasione della giornata di oggi, i pediatri richiamano infatti l’attenzione sulla centralità della prevenzione in età evolutiva e sul valore di un intervento precoce e continuativo a tutela della salute dei bambini.
“Il riconoscimento dell’obesità come patologia cronica segna un cambio di paradigma: parliamo di una condizione clinica che va prevenuta e intercettata precocemente già in età pediatrica – dichiara Antonio D’Avino, presidente nazionale FIMP – Il Pediatra di Famiglia svolge un ruolo determinante: monitora la crescita con continuità, individua tempestivamente i segnali di rischio e accompagna le famiglie nella costruzione di corretti stili di vita. La prevenzione nei primi anni di vita è la leva più efficace per tutelare la salute futura dei bambini”.
