Oblio oncologico, la Camera approva la legge (ora passa al Senato)

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La Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge sul diritto all’oblio oncologico, che ora passerà al Senato

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Oblio oncologico, la Camera approva la legge (ora passa al Senato) (Foto Pixabay)

Oblio oncologico, un primo passo concreto verso la legge che pone fine alla discriminazione delle persone che sono state malate e sono guarite. La Camera ha infatti approvato all’unanimità (con 281 voti a favore e nessun contrario), la proposta di legge sul diritto all’oblio oncologico, che introduce disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche. Il testo passa al Senato (RaiNews).

Il diritto all’oblio oncologico

Il testo introduce un “diritto all’oblio” per assicurare che alla guarigione corrisponda la possibilità di esercitare i propri diritti “in condizioni di eguaglianza rispetto al resto della popolazione mediante il riconoscimento del diritto all’oblio oncologico” e senza discriminazioni, in riferimento ai servizi finanziari, bancari, assicurativi e alle procedure di adozione di minori.

Per «diritto all’oblio oncologico» “si intende il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica”. “Il diritto all’oblio oncologico consente ad una persona guarita da un tumore di non rivelare e comunicare informazioni sul proprio passato sanitario e vieta a datore di lavoro, banca, assicurazioni e tribunali, di indagare sulla sfera privata del soggetto per non subire alcun tipo di discriminazioni rispetto a chi un tumore non l’ha mai avuto” (Fonte: @ultimora_pol)

Il provvedimento “introduce misure volte ad assicurare che a seguito della guarigione clinica da una patologia oncologica, trascorsi dieci anni in assenza di recidiva ovvero cinque anni se la patologia era insorta prima del ventunesimo anno di età, la persona guarita possa esercitare i propri diritti in condizioni di eguaglianza rispetto al resto della popolazione, con particolare riferimento all’accesso ai servizi finanziari, bancari e assicurativi, alle procedure di adozione di minori e all’accesso alle procedure concorsuali, di lavoro e di formazione”.

 

 

AIOM e Fondazione AIOM: “Primo passo per tutelare un milione di cittadini”

“È il primo passo fondamentale per la tutela di oltre un milione di persone in Italia, che hanno superato il tumore ma continuano a essere considerate malate dalla società, con discriminazioni nell’accesso a servizi come la stipula di assicurazioni e di mutui, difficoltà nei processi di adozione e di assunzione sul lavoro. Ci auguriamo che quanto prima anche il Senato approvi la norma, perché si tratta di una battaglia di civiltà, che vede da molto tempo in prima linea pazienti, società scientifiche e Istituzioni”.

Così l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Fondazione AIOM esprimono “forte gratitudine” nei confronti della Camera dei Deputati per l’approvazione del disegno di legge sul diritto all’oblio oncologico, giunto in Aula con il consenso unanime della Commissione Affari Sociali.

«Questa norma può porre il nostro Paese all’avanguardia in Europa nella tutela delle persone colpite dal cancro che hanno superato la malattia – afferma Saverio Cinieri, presidente AIOM -. A differenza dei provvedimenti adottati in altri Paesi, il disegno di legge approvato dalla Camera prevede specifiche disposizioni che riguardano non solo la possibilità di accedere a servizi finanziari come mutui e assicurazioni, ma anche i contratti di lavoro e le adozioni. Dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato, i guariti dal cancro non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare».

«Oggi, grazie all’innovazione tecnologica e agli importanti risultati della ricerca scientifica, sono 3,6 milioni le persone che vivono in Italia dopo una diagnosi di tumore – spiega Giordano Beretta, presidente di Fondazione AIOM –. Oltre un milione può essere considerato guarito. Per questo è indispensabile permettere ai pazienti di godere di una vita libera e completa dopo la fine delle cure».

La Fondazione ricorda l’impegno degli ultimi due anni e la campagna per richiesta del diritto all’oblio oncologico. «Dopo 10 anni dal termine delle cure per le neoplasie dell’adulto e dopo 5 per quelle dell’età pediatrica, i pazienti potranno essere ritenuti guariti non solo a livello clinico ma anche per la società», conclude Beretta.

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