OMS, Unicef e Commissione europea: “I vaccini funzionano”
Prende il via oggi la Settimana europea dell’immunizzazione. Dichiarazione congiunta di Commissione europea, OMS per l’Europa e Unicef per Europa e Asia: i vaccini hanno salvato 154 milioni di vite, ma negli ultimi anni casi record di pertosse e morbillo
OMS, Unicef e Commissione europea: “I vaccini funzionano” (Foto FRANK MERIÑO per Pexels)
“I vaccini funzionano, salvano vite e proteggono le nostre comunità”. È il messaggio che arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità, dalla Commissione europea e dall’Unicef in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione che prende il via oggi. Giunta alla ventesima edizione, l’iniziativa ricorda i progressi compiuti dalla vaccinazione negli ultimi due decenni per proteggere la salute dei cittadini. I progressi indubbiamente ci sono stati: finora i vaccini hanno salvato più di 150 milioni di vite. Ma il percorso non è finito e ci sono focolai record di malattie prevenibili con i vaccini.
“L’Europa non può permettersi di tornare indietro. È indispensabile rafforzare i programmi nazionali e regionali di immunizzazione e accelerare le azioni coordinate a livello mondiale”.
È una dichiarazione congiunta firmata dal commissario per la Salute e il benessere degli animali Olivér Várhelyi, dal direttore regionale dell’OMS per l’Europa Hans Henri P. Kluge e dal direttore regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale Regina De Dominicis in vista della settimana dell’immunizzazione, in corso fino al 25 aprile sul tema “Per ogni generazione, i vaccini funzionano”.
I vaccini salvano vite
“In tutto il mondo, – ricordano le tre istituzioni – la vaccinazione ha salvato circa 154 milioni di vite dal 1974. Nella regione europea, l’elevata copertura vaccinale ha ridotto drasticamente l’onere delle malattie prevenibili da vaccino. Ad esempio, la regione europea dell’OMS è rimasta libera dalla poliomielite endemica dal 2002, ha quasi raggiunto l’eliminazione regionale del morbillo e della rosolia e ha anche visto drastiche diminuzioni nei casi segnalati di molte malattie. Dal 2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, la difterite del 90% e la parotite del 95%”.
Molti paesi hanno esteso la vaccinazione per proteggere i bambini da meningite, polmonite e rotavirus; quasi tutti i paesi della regione includono il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV); le donne incinte possono ora essere protette da malattie come la pertosse, l’influenza, la COVID-19 e il virus respiratorio sinciziale (RSV).

Casi record di morbillo e pertosse
I progressi però non arrivano una volta per tutte e negli ultimi anni sono stati segnalati casi record di morbillo e pertosse.
“Tuttavia, i tassi di immunizzazione in alcuni paesi sono in calo, mentre il numero di paesi che sperimentano epidemie grandi e dirompenti di malattie prevenibili da vaccino è in aumento – è la denuncia che arriva oggi – Nel 2024 sono stati segnalati oltre 298.000 casi di pertosse nella regione europea dell’OMS, il numero più alto mai registrato. Nello stesso anno i casi di morbillo hanno superato i 127 000, il numero più elevato degli ultimi 27 anni”.
Per le tre istituzioni, in questi casi possono giocare “mancanza di consapevolezza”, insieme alla “disinformazione e alla sfiducia nei confronti dei vaccini o delle autorità sanitarie. Tuttavia, questi focolai rivelano anche una copertura immunitaria disomogenea e debolezze nei programmi di immunizzazione e nei sistemi di assistenza sanitaria di base. Allo stesso tempo, gli investimenti nei programmi di immunizzazione sono importanti per mantenere i vantaggi e la sostenibilità degli sforzi attuali”.
Da qui l’invito a non tornare indietro sui vaccini e a sostenere le sfide odierne in materia di immunizzazione sia nella Ue che nel mondo, sostenendo la salute dei bambini e delle comunità che non hanno equo accesso alla vaccinazione.
