Ozempic & Co, è boom di consumi. Aifa avvisa sui rischi

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Negli ultimi anni c’è stato un boom di consumi per i farmaci, come l’Ozempic, che agiscono contro il diabete di tipo 2 e l’obesità. Aifa avvisa dei rischi e pubblica una guida per l’uso consapevole di questi nuovi medicinali

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Ozempic & Co, è boom di consumi. Aifa avvisa sui rischi (Immagine Aifa)

Negli ultimi anni c’è stato un boom di consumi per Ozempic & Co. I farmaci a base di semaglutide e non solo, i nuovi medicinali analoghi del GLP-1 e doppi agonisti GIP/GLP-1, rappresentano un’evoluzione nell’approccio terapeutico a patologie croniche quali il diabete di tipo 2 e l’obesità ma hanno visto un boom di consumi legati soprattutto a obiettivi di dimagrimento. Spesso rapido e non privo di considerevoli rischi per la salute.

Aifa: guida all’uso consapevole

Sono farmaci che vanno prescritti dal medico e “non vanno mai considerati una soluzione facile e senza rischi per il dimagrimento. Devono essere impiegati in modo consapevole, conformemente alle indicazioni autorizzate e sotto adeguato monitoraggio da parte del medico prescrittore”.

A ribadirlo è l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che ha diffuso la guida “Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità: cosa sapere per un uso consapevole” per offrire un quadro aggiornato su profilo di sicurezza, indicazioni terapeutiche autorizzate, andamento dei consumi e corretto utilizzo clinico di questi farmaci. Particolare attenzione è rivolta ai rischi legati all’uso improprio, all’autosomministrazione senza supervisione medica e all’acquisto illegale attraverso canali non autorizzati.

Guida e opuscolo nascono infatti dalla crescente diffusione di questi farmaci nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità e dall’esigenza di promuovere un uso appropriato.

Boom di consumi

È evidente la preoccupazione sottesa alla diffusione di usi off label e all’acquisto online di questi farmaci, che non sarebbe possibile perché richiedono prescrizione medica.

I dati sui consumi, spiega l’Aifa, mostrano negli ultimi anni (2020-2024) una crescita molto marcata di questi medicinali, sia nel canale rimborsato dal SSN sia in quello degli acquisti privati. Per la sola semaglutide si è passati da circa 322 mila confezioni rimborsate dal SSN nel 2020 a oltre 4 milioni nel 2024 (+48,9% in un anno).

Un incremento molto significativo si è registrato anche negli acquisti privati a carico del cittadino, con le confezioni di semaglutide che sono passate da circa 29,7 mila nel 2020 a oltre 326 mila nel 2024 (+78,4% rispetto al 2023), mentre la tirzepatide, al primo anno di commercializzazione, ha superato le 30 mila confezioni. Nel 2024 inoltre, fra gli acquisti privati, c’è stato un boom del +142,8% dei farmaci autorizzati per la gestione del peso rispetto a quelli privi di tale indicazione.

Le nuove terapie

L’Aifa ripercorre dunque il panorama di questi farmaci, che imitano l’azione degli ormoni naturali prodotti dall’intestino, aumentano la produzione di insulina e agiscono sul sistema nervoso centrale riducendo il senso di fame. In questo modo, aiutano il paziente non solo a tenere sotto controllo la glicemia, ma anche ad assumere meno cibo, favorendo una significativa perdita di peso.

L’Aifa spiega poi che tutti i farmaci di questo tipo richiedono la prescrizione medica, ma hanno indicazioni terapeutiche diverse:

  • Per il trattamento del diabete mellito di tipo 2: farmaci come Ozempic e Rybelsus (semaglutide), Mounjaro (tirzepatide), Victoza (liraglutide), Trulicity (dulaglutide) e Byetta/Bydureon (exenatide) sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (Classe A/PHT), secondo la Nota AIFA 100. Possono essere prescritti dai Medici di Medicina Generale e dagli specialisti.
  • Per la gestione del peso corporeo (obesità e sovrappeso con comorbilità): farmaci come Wegovy (semaglutide), Saxenda (liraglutide) e Mounjaro (tirzepatide, prescritto per questa specifica indicazione) non sono rimborsati dal SSN e sono classificati in classe C, con costi a carico del cittadino.

Uso improprio di Ozempic & Co

L’allerta è collegata all’uso improprio di questi farmaci, fatto senza supervisione medica e per il solo dimagrimento. Il boom di Ozempic & Co è iniziato nel 2022 e 2023 negli Stati Uniti, con quando celebrità e influencer hanno iniziato a parlarne più o meno apertamente come metodo veloce per perdere peso. Negli anni il tema è poi esploso, le lo è tuttora, sui social, dove da qualche tempo si vedono foto di corpi estremamente dimagriti – per non dire scheletrici – con il ritorno di immagini anoressiche che sembravano archiviate nel passato. A questo si aggiunge anche il rischio di procurarsi farmaci illegali sul web.

Il fai da te, ribadisce l’Aifa, è rischioso per la salute. L’uso di questi farmaci al di fuori delle indicazioni terapeutiche autorizzate (“off-label”), senza il controllo del medico, per finalità solo estetiche, espone a rischi per la salute e può causare carenze di medicinali salvavita per i pazienti diabetici. Senza contare che, in quanto soggetti a prescrizione, questi farmaci non possono essere comprati online. E in Europa sono già state trovate versioni falsificate di penne pre-riempite (come l’Ozempic falsificato) vendute sui social network, estremamente pericolose per la salute.

Non sono una scorciatoia

L’uso di questi farmaci per la perdita di peso non deve essere considerato una “scorciatoia” per dimagrire velocemente.

“Il farmaco deve essere sempre parte di una strategia integrata che includa tra l’altro dieta ipocalorica e attività fisica. Il suo utilizzo – prosegue l’Aifa – deve inoltre sempre essere sorvegliato dal medico che lo ha prescritto che potrà valutare la risposta clinica del paziente anche alla luce dello stato di salute complessivo, di eventuali patologie concomitanti, dell’età e dei farmaci che sta assumendo”.

L’interruzione della terapia senza un cambiamento dello stile di vita porta inoltre a un rapido recupero del peso perso (il cosiddetto effetto “rebound” o “yo-yo”).

E poi ci sono rischi concreti per la salute. Gli effetti indesiderati più comuni sono a carico dell’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, dolore addominale, diarrea e stipsi) soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento e durante l’aumento della dose; sono inoltre comuni cefalea, capogiri e affaticamento. Tra gli eventi meno frequenti ma clinicamente rilevanti si segnalano la pancreatite acuta, che richiede l’interruzione del trattamento, e un aumento del rischio di patologie della colecisti. Per alcuni farmaci della classe, in particolare il semaglutide, studi epidemiologici suggeriscono un possibile aumento del rischio di neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION), che può causare perdita della vista e richiede sospensione del trattamento in caso di diagnosi. Attenzione inoltre alle interazioni farmacologiche: l’uso concomitante con insulina o altri antidiabetici aumenta il rischio di ipoglicemia.

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