Parchi acquatici, AssoParchi vs Federconsumatori: “Cifre diverse dalla realtà”
AssoParchi scrive a Help Consumatori e contesta i dati dell’Osservatorio Federconsumatori sui costi dei parchi acquatici. La sigla: nel monitoraggio anche spese facoltative, tariffe dei parchi fra le più accessibili d’Europa
Parchi acquatici, AssoParchi vs Federconsumatori: “Cifre diverse dalla realtà” (Foto Quang Nguyen Vinh per Pexels)
Quanto può costare una giornata di relax in un parco acquatico? Intorno ai costi dei parchi acquatici si accende il dibattito estivo. Nei giorni scorsi Federconsumatori ha diffuso i dati del suo tradizionale monitoraggio dei costi che una famiglia si ritrova a sostenere per una giornata al parco acquatico: una stima di quasi 300 euro per un nucleo di quattro persone fra biglietti di ingresso, divertimenti, colazione, pranzo, creme solari, ombrelloni e lettini.
Troppe voci nel conteggio. È l’obiezione mossa da AssoParchi, l’associazione nazionale di categoria che rappresenta i parchi divertimento, tematici, acquatici e faunistici. Già lo scorso anno la sigla aveva contestato i dati di Federconsumatori. E anche quest’anno torna a scrivere per esprimere perplessità sul modo in cui si arriva alla cifra (che comprende anche consumi facoltativi) chiedendo un confronto sul prezzo del biglietto di ingresso.
Questo a sua volta può essere molto vario perché risente di promozioni e offerte dinamiche. Per AssoParchi “la media effettiva dei prezzi dei parchi acquatici italiani si attesta al di sotto dei 25 euro per adulto”, i bambini sotto il metro di altezza spesso non pagano, e ci sono diverse promozioni che i consumatori possono sfruttare.
Poiché la sigla ha inviato a Help Consumatori un editoriale dettagliato, riportiamo qui a seguire la risposta di AssoParchi all’Osservatorio Federconsumatori sui costi dei parchi acquatici.
Costi dei parchi acquatici, la risposta di AssoParchi
Ogni estate, puntualmente, torna il dibattito sul costo del divertimento per le famiglie. È un tema legittimo, che merita attenzione, soprattutto in un periodo in cui il potere d’acquisto è messo alla prova e ogni spesa viene valutata con maggiore attenzione.
Proprio per questo troviamo la recente analisi di Federconsumatori sul costo delle giornate nei parchi acquatici suscettibile di interpretazioni errate. Nello specifico, l’analisi stima una spesa media di 300 euro per una famiglia di quattro persone: un importo che fa inevitabilmente notizia.
Ma come ci si arriva? Non partendo dal costo del biglietto di ingresso, l’unica voce effettivamente obbligatoria, bensì sommando una lunga serie di spese facoltative: caffè, pranzo, bibite, gelati e altri acquisti che ogni famiglia è libera di sostenere oppure no, compresa una prima colazione a base di cappuccino e brioche che, nella realtà, è decisamente una scelta poco invitante per chi è in procinto di lanciarsi in acqua e sugli scivoli! Non solo: il rapporto gonfia impropriamente il totale con una spesa di 77,80 euro a famiglia per l’acquisto di creme solari, giornali, libri e riviste!
È un criterio che lascia perplessi.
Se lo stesso metodo venisse applicato a qualsiasi altra forma di intrattenimento, i risultati sarebbero altrettanto sorprendenti. Il costo di una serata al cinema non è mai calcolato aggiungendo al biglietto popcorn, bibite, parcheggio e la pizza consumata dopo il film, spesso approfittando dei servizi di ristorazione disponibili all’interno dei grandi multisala. Allo stesso modo, nessuno sostiene che il prezzo di uno spettacolo teatrale comprende l’aperitivo prima della rappresentazione o la cena al ristorante. Eppure, quando si parla di parchi tematici e acquatici, il metro di giudizio cambia improvvisamente.
Seguendo questa logica, perché fermarsi alla crema solare? Si potrebbero aggiungere anche quattro costumi nuovi, i teli mare, le ciabattine, gli occhiali da sole e perfino il carburante necessario per raggiungere il parco. Il risultato sarebbe ancora più eclatante, ma non avrebbe alcun valore informativo.
Il dato oggettivo è un altro e riguarda il prezzo dei biglietti di ingresso.
Anche in questo caso, il rapporto segnala un prezzo medio di 30,67 euro per adulto e 22,67 euro per ragazzo, senza indicare alcun metro di riferimento per il calcolo. È necessario, infatti, considerare che molti parchi acquatici praticano prezzi dinamici calcolati da appositi algoritmi. Le famiglie possono quindi pianificare la visita e scegliere la giornata più conveniente in funzione delle tariffe disponibili. In molte strutture, inoltre, l’ingresso per i bambini al di sotto dei 100 cm di altezza è gratuito. Allo stesso modo, la quasi totalità dei parchi applica promozioni di vario genere, come riduzioni per fasce orarie, formule 2×1 o 3×1 con rientri omaggio a fronte dell’acquisto di un biglietto e altre offerte speciali. Un’ulteriore opportunità di risparmio è rappresentata dall’acquisto online: un’operazione semplice, che permette di tagliare da 3 a 5 euro a biglietto e che può essere effettuata anche la mattina stessa, prima di entrare al parco, con il vantaggio di evitare la fila alle casse.
Alla luce di tariffe dinamiche e promozioni, la media effettiva dei prezzi dei parchi acquatici italiani si attesta al di sotto dei 25 euro per adulto, considerando solo parchi di fama nazionale, e scende ulteriormente nel caso di strutture più piccole. Tariffe perfettamente in linea con i costi medi giornalieri praticati dagli stabilimenti balneari italiani, con una differenza fondamentale: i parchi acquatici sostengono investimenti milionari in attrazioni e sicurezza e impiegano centinaia di dipendenti tra assistenti bagnanti, personale tecnico e di accoglienza per garantire un servizio eccellente. Il costo di una giornata in un parco acquatico, inoltre, comprende il libero accesso a scivoli, piscine, aree relax, fiumi lenti, giochi per bambini, spettacoli, animazione e spazi immersi nel verde. Restando dall’apertura alla chiusura si vive un’esperienza che può durare anche dieci o dodici ore.
Tutto il resto appartiene alle scelte individuali del visitatore.
Sul fronte della ristorazione, i cui costi appaiono comunque in calo del 23% nel rapporto, è necessario considerare che molte famiglie portano con sé acqua, panini, frutta e quanto desiderano consumare durante la giornata, approfittando di apposite aree pic-nic allestite nella maggior parte dei parchi. Sono previsti solo alcuni limiti, come il divieto di introdurre bottiglie di vetro, legati a ovvie questioni di sicurezza. È una possibilità conosciuta e utilizzata da moltissimi ospiti. Allo stesso modo, la spesa per lettini e ombrelloni, ove previsti, rappresenta un’opzione facoltativa, non una condizione necessaria per vivere l’esperienza.
I parchi acquatici concentrano gran parte della loro attività in pochi mesi all’anno. In questo breve periodo devono sostenere costi elevatissimi per personale, sicurezza, energia, manutenzione e innovazione. Nonostante ciò, continuano a proporre tariffe tra le più accessibili d’Europa, con aumenti negli ultimi anni decisamente inferiori rispetto a quelli registrati in molti altri comparti dell’intrattenimento e del tempo libero.
AssoParchi rappresenta imprese che vivono grazie alla fiducia delle famiglie. Per questo siamo i primi a ritenere che il prezzo debba rimanere accessibile e proporzionato al valore dell’esperienza offerta. Ma proprio per rispetto dei consumatori, riteniamo che il confronto pubblico debba fondarsi su dati omogenei e criteri comparabili, non su simulazioni costruite sommando ogni possibile spesa accessoria. Perché informare significa aiutare le famiglie a scegliere consapevolmente, non impressionarle con cifre che raccontano una realtà diversa da quella che vivono ogni giorno.
AssoParchi
