Primi mille giorni, il 14,6% dei neonati esposto a smartphone e tablet
Il 14,6% dei neonati fra 2 e 5 mesi passa del tempo davanti a tv, smartphone, tablet. L’esposizione agli schermi aumenta a 11-15 mesi. I dati del Sistema di sorveglianza 0-2 anni
Neonati esposti agli schermi (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/mirkosajkov-14973806/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=5003421">Mirko Sajkov</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=5003421">Pixabay</a>)
Il neonato ha tre mesi e già “guarda” la televisione o lo smartphone. Nei primi mille giorni di vita, l’esposizione agli schermi e alle tecnologie digitali riguarda il 14,6% dei neonati di 2-5 mesi in Italia e cresce intorno al primo anno di età, quando poco meno della metà dei bambini (il 46,3%) viene esposto agli schermi: nel 31,2% dei casi meno di un’ora al giorno, nel 12,9% fra una e due ore al giorno.
L’esposizione agli schermi nei primi mille giorni di vita è solo uno degli standard esaminati dal Sistema di sorveglianza 0-2 anni sui principali determinanti di salute del bambino – Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni – promosso dal Ministero della Salute, coordinato dall’ISS e realizzato in collaborazione con le Regioni.
In linea generale, l’indagine evidenzia che fra le donne in gravidanza e nei primi due anni dopo il parto migliorano i comportamenti che incidono sulla salute dei bambini e delle bambine; rimangono però ancora lontani gli standard raccomandati, soprattutto in alcune aree del Paese, con marcate differenze territoriali e sociali, in particolare al Sud.
L’indagine si è svolta fra luglio 2025 e gennaio 2026 con l’intervista a oltre 64 mila madri e ha permesso di raccogliere informazioni su importanti determinanti di salute del bambino.
0-2 anni, segnali di miglioramento
I dati, sintetizza oggi l’Istituto superiore di sanità (ISS), mostrano segnali incoraggianti: sono ormai poche le donne che riferiscono di fumare o assumere alcol in gravidanza.
Rimangono tuttavia ampi margini di miglioramento, sia rispetto a comportamenti “tradizionalmente” al centro delle politiche di prevenzione come l’assunzione appropriata di acido folico e l’allattamento, sia rispetto a temi emergenti quali l’esposizione di bambini e bambine a tv, tablet e cellulari e alla diffusione della lettura condivisa in famiglia. C’è ancora molto da fare anche sul sostegno alla genitorialità: i dati evidenziano una buona partecipazione delle mamme agli incontri di accompagnamento alla nascita, ma sono poche le madri che ricevono una visita domiciliare dopo il parto e poco più della metà sono i papà che usufruiscono del congedo, con importanti differenze territoriali.
“Non tutti i bambini e le bambine nascono e crescono nelle stesse condizioni. Le disuguaglianze sociali, economiche e culturali manifestano il loro effetto già prima della nascita, e questo effetto tende ad ampliarsi nei primi anni di vita, condizionando la salute in tutte le fasi della vita – afferma Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – Per questo, una sanità pubblica attenta ai primi 1000 giorni non può separare la promozione della salute dalla riduzione delle disuguaglianze di salute attraverso la costruzione di comunità più giuste e più eque”.
Neonati e bambini davanti agli schermi
Uno dei dati che si aggancia a temi emergenti, e assume contorni preoccupanti, è l’esposizione dei neonati e dei bambini nei primi mille giorni di vita agli schermi e alle tecnologie digitali, un fenomeno sempre più diffuso già nell’infanzia. E sul quale stanno aumentando rapidamente le prove scientifiche sui rischi che tutto questo comporta.
Dai dati dell’indagine, emerge dunque che il 14,6% dei piccoli di 2-5 mesi trascorre del tempo davanti a TV, computer, tablet o smartphone – nell’11,2% dei casi, meno di un’ora al giorno, il 2,9% fra una e due ore al giorno e lo 0,5% tre o più ore giornaliere.
A livello territoriale, la quota varia dal 6,9% della P. A. di Trento al 24,9% della Sicilia, con valori più elevati nelle Regioni del Sud. La maggior parte dei piccoli esposti agli schermi vi passa meno di un’ora al giorno, mentre il 3,4% vi trascorre almeno 1-2 ore quotidiane.
L’esposizione aumenta con l’età in tutte le Regioni. Quando il bambino ha fra gli 11 e i 15 mesi, la quota di chi trascorre almeno 1-2 ore al giorno davanti a uno schermo varia tra il 5% (Veneto) e il 36,5% (Sicilia), confermando livelli più elevati nelle Regioni del Sud.
La raccomandazione è quella di evitare l’esposizione agli schermi al di sotto dei 2 anni. I dati, sottolinea la ricerca, evidenziano la necessità di continuare a informare i genitori e gli adulti di riferimento dei rischi legati alle tecnologie digitali e agli schermi nei primi anni dell’infanzia. Il dato positivo viene dal confronto con la precedente rilevazione: l’esposizione a schermi a 2-5 mesi è inferiore rispetto al 2022 (14,6% vs 22,1%); anche a 11-15 mesi la tendenza è alla diminuzione (46,3% vs 58,1%).
