Abitudini di pagamento, Bankitalia: contanti in calo ma ancora molto diffusi (Foto Pixabay)

Le abitudini di pagamento dei consumatori stanno evolvendo progressivamente verso le transazioni digitali. Vale così anche in Italia, dove l’uso del contante si è ridotto anche se questo rimane il principale strumento di pagamento nei punti vendita fisici per importi inferiori a 50 euro. I pagamenti in contanti rappresentano il 61% di tutte le transazioni nei punti vendita fisici (anche se il dato è in calo rispetto al passato) e il 49% per quanto riguarda il valore delle transazioni.

Pagamenti in contante vs elettronici

La Banca d’Italia ha pubblicato oggi il “Rapporto sulle abitudini di pagamento dei consumatori in Italia: evidenze dall’indagine BCE del 2024“, il nuovo numero della collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”. Il rapporto presenta le abitudini di pagamento dei consumatori italiani sulla base dei risultati dell’indagine condotta nell’area dell’euro dalla Banca Centrale Europea tra la fine del 2023 e la prima metà del 2024 (Study on the payment attitudes of consumers in the euro area – SPACE 2024).

“I dati mostrano che, sebbene il contante rimanga lo strumento di pagamento principale presso il punto vendita fisico (Point of Sale – POS), specialmente per gli acquisti di valore ridotto (fino a €50), il suo utilizzo si è progressivamente ridotto – sintetizza Bankitalia – I pagamenti con strumenti elettronici stanno complessivamente aumentando, supportati anche dalla crescita del commercio elettronico. Le carte, oltre a rappresentare la principale alternativa al contante per le transazioni al POS, continuano anche a essere lo strumento di pagamento più utilizzato, in termini sia di numero sia di valore, per gli acquisti online. Inoltre, crescono i servizi di pagamento digitali tramite dispositivi mobile al POS e per gli acquisti online (e-payments)”.

Come pagano i consumatori in Italia

Quali dunque le abitudini di pagamento dei consumatori italiani e la loro evoluzione?

L’uso del contante nei punti vendita fisici in Italia è superiore alla media dell’area euro anche se negli ultimi anni ha continuato a diminuire. Per numero di transazioni, i pagamenti in contanti rappresentano il 61% di tutte le transazioni nei punti vendita fisici (in calo: era il 69% nel 2022 e l’82% nel 2019). Le transazioni con carta rappresentano il 32% delle transazioni (erano il 26% nel 2022 e si fermavano al 16% nel 2019) mentre per circa il 4% si tratta di pagamenti mobili (2% nel 2022). L’Italia rimane uno dei paesi dell’area dell’euro con il maggior utilizzo di contante.

In termini di valore della transazione, i pagamenti in contanti rappresentano il 49% del totale degli acquisti nei punti vendita fisici (in linea con il 2022 mentre erano il 58 % nel 2019), rispetto al 39 % delle operazioni con carta (43 % nel 2022, 32% nel 2019) e al 5% per i pagamenti mobili (2% nel 2022).

Pagamenti vs importo degli acquisti

Il contante continua ad essere lo strumento di pagamento più rilevante per gli acquisti fino a 50 euro, anche se il suo uso è in calo per quasi tutti gli importi. In particolare, rappresenta il 64% delle transazioni fino a 30 euro (76% nel 2022; 89% nel 2019) e il 56% dei pagamenti tra 30 e 50 euro (54% nel 2022; 61% nel 2019). Per acquisti compresi tra 50 e 100 euro, il contante rappresenta ora solo il 44% delle transazioni (45% nel 2022; 54% nel 2019).

Nell’uso dei pagamenti digitali si è ridotto il divario di genere. L’uso del contante, spiega ancora il report di Bankitalia, rimane particolarmente rilevante tra gli anziani, i gruppi di popolazione meno istruiti e a basso reddito, mentre i dispositivi mobili sono utilizzati principalmente dai giovani (generazione Z e millennial).

UNC: passi avanti positivi ma insufficienti

L’accettazione della carte e di altri metodi di pagamento non cash da parte dei commercianti è salita all’87% dall’80% del 2022.

Per l’Unione Nazionale Consumatori sono “passi avanti positivi, ma insufficienti”. Spiega il presidente Massimiliano Dona: «I commercianti non possono rifiutare i pagamenti elettronici, quindi la percentuale di chi non accetta carte, per quanto in calo, è comunque inaccettabile. Bene che gli italiani usino meno contante, ma il dato dovrebbe migliorare ulteriormente, attraverso più informazione e trasparenza. C’è poi il tema delle commissioni, che devono calare ulteriormente, anche per i commercianti. Urge più concorrenza nel settore. In tal senso un passo avanti potrebbe essere rappresentato in futuro dall’Euro digitale, purché totalmente pubblico e gratuito».

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