Allevamenti intensivi, associazioni chiedono di far partire la proposta di legge
La proposta di legge chiede di fermare con una moratoria l’espansione degli allevamenti intensivi e di avviare un piano nazionale di riconversione agro-ecologica del settore zootecnico
Allevamenti intensivi, associazioni chiedono di far partire la proposta di legge (Foto Pixabay)
Avviare l’iter legislativo della proposta di legge contro gli allevamenti intensivi, un sistema insostenibile per la salute umana, il benessere animale, l’ambiente e per le stesse piccole aziende. È quanto chiede la coalizione di associazioni che a marzo 2024 ha presentato a Montecitorio la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi – Per una transizione agroecologica della zootecnia”, oggi ferma in attesa di calendarizzazione in Commissione Agricoltura.
Fermare l’espansione degli allevamenti intensivi
La proposta di legge chiede di fermare con una moratoria l’espansione degli allevamenti intensivi e avviare un piano nazionale di riconversione agro-ecologica del settore zootecnico.
Viene dalle associazioni Terra!, Greenpeace Italia, WWF Italia, Lipu e ISDE – Medici per l’ambiente (e ha avuto il sostegno di Slow Food) che, in occasione della Giornata degli animali negli allevamenti, denunciano l’impatto devastante degli allevamenti intensivi su animali, ambiente, piccole aziende e salute pubblica e invitano la politica ad avviare l’iter legislativo della proposta.
Verso l’agroecologia
La proposta di legge, spiegano gli organizzatori, sta facendo breccia nel comuni locali. Ci sono infatti diverse mozioni approvate a livello locale che chiedono di riconvertire il sistema degli allevamenti intensivi verso un modello agroecologico. In pochi mesi nove comuni – Castenedolo (BS), Spoltore (PE), San Vito al Tagliamento (PN), Stanghella (PD), Bastia Umbria (PG), Fabbrico (RE), Rivalta (TO), Empoli (FI), Città di Castello (PG) – hanno scelto, con questi atti formali, di supportare la proposta di legge 1760 promossa dalla coalizione e firmata da 23 parlamentari di cinque forze politiche diverse.
“Non è possibile continuare ad obbligare le comunità locali a sopportare il peso degli allevamenti intensivi – commentano le associazioni della coalizione – Le mozioni approvate rappresentano un segnale importante, a dimostrazione dell’importanza cruciale dei territori nella battaglia a favore di un sistema di produzione sano, che tuteli la salute collettiva, il benessere animale e i redditi dei piccoli allevatori, schiacciati da allevamenti sempre più grandi e intensivi e filiere inique, che in questi anni hanno devastato territori e economie locali. Ci auguriamo che il numero delle mozioni approvate continui a crescere e che si sviluppi una nuova sensibilità verso modelli di produzione e consumo in grado di garantire sostenibilità a lungo termine, tutelando l’ambiente, la salute e la vitalità delle nostre aziende agricole”.
Ambiente e salute a rischio
Il sistema va cambiato perché ora rappresenta un pericolo per l’ambiente e per la salute. Secondo l’IPCC (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), il sistema alimentare è responsabile fino al 42% delle emissioni globali di gas serra.
Il sistema zootecnico è attualmente responsabile di oltre due terzi delle emissioni di ammoniaca in Italia e ha conseguenze dirette sulla salute umana.
L’ammoniaca prodotta dagli allevamenti intensivi è la seconda causa di formazione delle polveri sottili (PM2,5), responsabili di migliaia di morti premature ogni anno (Greenpeace).
Gli allevamenti intensivi richiedono un grande uso di risorse, di terreno e di acqua, che vengono sottratti al consumo umano. Due terzi dei cereali commercializzati nell’Unione Europea diventano infatti mangime e circa il 70% dei terreni agricoli europei è destinato all’alimentazione animale. Solo in Italia ci sono 700 milioni di animali allevati ogni anno in modo intensivo, in condizioni che spesso non rispettano il benessere animale. A riprova di un sistema che va cambiato, spiegano le associazioni, c’è già la segnalazione del primo caso di influenza aviaria dell’autunno – in provincia di Udine.
“Oltre gli allevamenti intensivi”
La proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi – Per una transizione agroecologica della zootecnia”, presentata dalle cinque organizzazioni ambientaliste, ha l’obiettivo di stabilire un piano di uscita graduale dal modello degli allevamenti intensivi entro il 2040 e di sostenere la riconversione degli allevamenti verso modelli estensivi, biologici e agroecologici.
Chiede di introdurre incentivi economici per chi investe in pratiche sostenibili e nel benessere animale e di ridurre i consumi eccessivi di carne e derivati, promuovendo una dieta equilibrata e sostenibile. E nell’attesa di un piano di conversione, di bloccare l’espansione di nuovi allevamenti intensivi e l’ampliamento di quelli esistenti.
