Allevamenti intensivi, sono sempre più grandi e concentrati (immagine Flickr Essere Animali)
Allevamenti intensivi in aumento, sono sempre più grandi e concentrati
Essere Animali denuncia una crescita degli allevamenti intensivi e dei maxi allevamenti sia in Europa che in Italia. Italiani preoccupati per l’impatto sulla salute umana
Gli allevamenti intensivi in Europa stanno aumentando. Sono sempre più concentrati, con una densità sempre più alta di animali allevati. Accade anche in Italia, dove i maxi allevamenti stanno crescendo. Le condizioni degli animali allevati in allevamenti intensivi sono spesso associate a un minore benessere animale, a condizioni di vita stressanti e non salutari per gli animali e complessivamente a un maggior rischio di zoonosi. Quindi a rischi anche per la salute umana.
È quanto ricorda oggi Essere Animali, associazione che lavora per porre fine agli allevamenti intensivi e promuovere il passaggio a un sistema alimentare a base vegetale, in occasione di due giornate: la Giornata degli animali allevati di domani 2 ottobre e la Giornata mondiale degli animali di sabato 4 ottobre.
Italia fra i primi paesi Ue per maxi allevamenti
L’Italia è fra i primi cinque paesi in Europa per allevamenti intensivi di suini e di polli combinati (2.146 in tutto) ed è sempre tra i primi cinque paesi anche per maxi allevamenti di suini e di polli singolarmente.
Gli allevamenti avicoli, spiega l’associazione, sono particolarmente critici per la densità di polli allevati – spesso in ambienti sovraffollati, condizioni igieniche non salutari, nessun accesso alla luce naturale – e per il rischio di diffusione di malattie come l’influenza aviaria. Solo in Italia sono oltre 500 milioni i polli da carne macellati a scopo alimentare.
Miliardi di animali macellati entro il 2033
Le ricerche più recenti, prosegue Essere Animali, mostrano l’urgenza di intervenire alla luce degli impressionanti tassi di crescita a livello globale e UE degli allevamenti intensivi.
Secondo il think tank Rethink Priorities, entro il 2033 gli animali macellati saliranno a 6 mila miliardi, di cui 11 miliardi di polli da carne e oltre 19 miliardi pesci. Questo sarà accompagnato dalla riduzione dei terreni adibiti a pascolo.
Ancora: mentre aumentano in Europa gli allevamenti industriali, diminuiscono quelli di piccole e medie dimensioni. Tra il 2005 e il 2020, l’UE ha perso 5,3 milioni di allevamenti, per lo più di piccole dimensioni, il 44% in 15 anni. “La superficie agricola totale è rimasta pressoché invariata – spiega Essere Animali – mostrando dunque un processo di concentrazione in grandi strutture, con il conseguente impatto ambientale, di deiezioni, odori e gestione del suolo che tutto questo comporta, oltre all’impatto sugli animali”.
Nello stesso periodo, il numero di maxi-allevamenti è cresciuto del 56%, con l’8% delle aziende più produttive che ingloba il 63% degli animali allevati nell’UE.
Cittadini preoccupati per la salute
Ma gli allevamenti intensivi destano preoccupazione fra cittadini sempre più in allerta per il rischio di zoonosi, per l’uso degli antibiotici e per la sicurezza alimentare.
Citando l’ultimo Eurobarometro 2025 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), Essere Animali spiega che il 65% dei cittadini europei è consapevole delle problematiche legate alle malattie animali (+5% ali rispetto alla rilevazione precedente) e gli italiani, rispetto alla media UE, sono ancora più attenti a valori etici, come il benessere animale, e a valori ambientali come l’impatto sul clima.
Sono però valori che “non si riflettono nelle scelte produttive e nell’attuale sistema alimentare, quest’ultimo prevalentemente basato sull’allevamento e sulla macellazione di tipo industriale”, afferma l’associazione.
Tutti questi dati, e la crescita degli allevamenti intensivi, “rivelano – afferma Essere Animali – la necessità di agire tempestivamente per cambiare una situazione critica per quegli allevatori che puntano sulla qualità e sul rapporto con il territorio, ma anche per rispondere alle richieste dei cittadini preoccupati dall’impatto sulla salute e sulla sicurezza alimentare della carne prodotta con metodi intensivi a scapito del benessere animale”.

