Dior, 2 milioni di euro (in 5 anni) per le vittime di sfruttamento sul lavoro (Foto Pixabay)

Dior verserà 2 milioni di euro in 5 anni per le vittime di sfruttamento sul lavoro. Si chiude così, con l’accettazione di una serie di impegni, l’istruttoria che l’Antitrust aveva avviato lo scorso anno nei confronti di alcune società del gruppo Dior.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva contestato a Dior l’aver reso dichiarazione etiche e di responsabilità sociale non veritiere. Il professionista, si legge nel provvedimento di chiusura diffuso oggi, “avrebbe affidato, direttamente o indirettamente, la produzione di alcuni dei suoi articoli di pelletteria a opifici che impiegavano manodopera con salari inadeguati, orari di lavoro oltre i limiti di legge e condizioni sanitarie e di sicurezza insufficienti, in contrasto con le dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale adottate”.

A fronte delle accuse di lavoro illegale e sfruttamento del lavoro, l’Antitrust ha chiuso l’istruttoria avviata a luglio 2024 nei confronti delle società Christian Dior Couture S.A., Christian Dior Italia S.r.l. e Manufactures Dior S.r.l. senza accertamento di illecito, ma accettando e rendendo vincolanti gli impegni proposti.

L’Antitrust accetta gli impegni di Dior

L’istruttoria, spiega l’Autorità in una nota, era stata avviata “in considerazione della diffusione di dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale potenzialmente non veritiere, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità presso alcuni fornitori di prodotti di pelletteria”.

Dior ha presentato una serie di impegni fra i quali modifiche al sito per aumentare la trasparenza sulla sostenibilità nella filiera produttiva e l’impegno a rafforzare il proprio processo di selezione e audit dei fornitori e a sviluppare una piattaforma digitale interna per caricare, archiviare e monitorare “tutti i dati e documenti necessari a verificare il rispetto da parte dei laboratori degli standard etici e legali applicabili”.

Negli impegni c’è anche quello titolato come “Sostegno attivo alla promozione degli standard etici nella filiera produttiva del made in Italy”.

Fra gli impegni vincolanti si prevede, spiega l’Antitrust, “un sostegno economico di 2 milioni di euro in 5 anni da destinarsi a specifiche iniziative – aperte anche ad altri brand della moda che producono in Italia – per identificare le vittime di sfruttamento lavorativo e accompagnarle in percorsi dedicati di protezione, formazione, assistenza e inclusione socio-lavorativa”.

“Di particolare rilevanza”, spiega l’Antitrust nel provvedimento, le misure con cui “i Professionisti si impegnano a sostenere economicamente iniziative volte all’identificazione delle vittime di sfruttamento lavorativo e all’accompagnamento verso percorsi dedicati di protezione, formazione, assistenza ed inclusione socio-lavorativa. Ciò in quanto tali iniziative – si legge nel provvedimento – avranno come beneficiari lavoratori esposti a condizioni irregolari di impiego e includeranno i lavoratori delle varie filiere produttive di settore coinvolte in indagini della Procura e del Tribunale di Milano. A tal fine, Dior si impegna a sostenere economicamente le suddette iniziative, con la somma di due milioni di euro in cinque anni, e a ottenere dai promotori delle stesse una rendicontazione periodica delle attività svolte e degli esiti concreti conseguiti, anche con riferimento al numero di lavoratori interessati per ciascun anno di esecuzione dei relativi progetti”.

Sono, inoltre, previste modifiche alle dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale e nuove procedure per rafforzare il processo di selezione e controllo dei fornitori. Gli impegni comprendono inoltre attività di formazione interna sulla normativa in materia di tutela dei consumatori per i dipendenti che si occupano di comunicazione e marketing e attività di formazione esterna, rivolta a fornitori e subfornitori, in materia di diritto del lavoro e sui principi etici previsti dal Codice di Condotta dei Fornitori adottato dalle società del gruppo Dior.

Codacons: “Assurdo, nessuna sanzione”

Una bocciatura senza mezzi termini arriva dal Codacons, che reclama una sanzione verso Dior e sottolinea il danno fatto ai consumatori che, nell’acquistare brand di lusso, richiedono il massimo della qualità e del rispetto delle condizioni lavorative nella filiera produttiva.

“È assurdo che ancora una volta l’Antitrust, anziché elevare una sanzione per i gravi illeciti riscontrati, si limiti ad accettare gli impegni assunti da una società”, commenta il Codacons.

“Le società del gruppo Dior si salvano pagando una somma ridicola se paragonata al fatturato del colosso del lusso, un versamento volontario di appena 2 milioni di euro tra l’altro diluito in 5 anni, e senza ricevere alcuna multa per le pratiche scorrette accertate dall’Antitrust – spiega il Codacons – Una vicenda quella dello sfruttamento sul lavoro che coinvolge e danneggia in modo diretto i consumatori che acquistano prodotti del marchio di moda, i quali spendono somme non indifferenti per capi di abbigliamento, calzature e accessori che dovrebbero rappresentare l’eccellenza della qualità e delle lavorazioni. Oltre agli impegni assunti dalle società Dior, in questo caso una sanzione adeguata da parte dell’Antitrust appariva indispensabile, anche come forma di deterrente verso analoghi illeciti da parte degli operatori del mercato”.

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