Immigrati, Fondazione Leone Moressa: 5,1 mln di stranieri residenti, 2,4 mln di lavoratori che producono il 9% del Pil (Foto Pixabay)

Immigrati, Fondazione Leone Moressa: 2,4 mln di lavoratori producono il 9% del Pil

Le analisi del Rapporto annuale 2023 sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa. In Italia ci sono 5,1 milioni di stranieri residenti, dato stabile da anni. I lavoratori immigrati producono 154 miliardi di Pil. Aumentano gli imprenditori

In Italia nel 2023 ci sono 5,1 milioni di stranieri residenti, pari all’8,6% della popolazione totale. È un dato stabile da anni: è dal 2019 che la popolazione straniera residente si aggira intorno ai 5 milioni mentre era di poco più bassa nel periodo 2014-2018. Gli immigrati sono più giovani degli italiani: l’età media è infatti di 35,3 anni, contro i 46,9 degli italiani.

“Gli indicatori demografici spiegano bene la diversa tendenza: tra gli stranieri vi sono 11,0 nati ogni mille abitanti e 2,0 morti; tra gli italiani, 6,3 nati e 13,0 morti per mille abitanti. Significativo anche il numero di stranieri “naturalizzati” italiani: 133 mila nel 2022, per un totale di 1,4 milioni negli ultimi 11 anni”. Sono i dati presentati oggi dalla Fondazione Leone Moressa che ha curato il Rapporto annuale 2023 sull’economia dell’Immigrazione.

Ci sono in Italia 2,4 milioni di lavoratori immigrati che producono 154 miliardi di PIL, il 9% del totale.

 

Fondazione Leone Moressa 2023

 

Aumentano gli ingressi per lavoro

Nel 2022, evidenzia l’analisi della Fondazione Moressa, sono stati 338 mila i permessi di soggiorno rilasciati dall’Italia, picco massimo dell’ultimo decennio. In ripresa, soprattutto, gli ingressi per lavoro, che rappresentano quasi un quinto del totale. Sono inoltre previsti 122 mila ingressi per lavoro nel 2023 e 452 mila nel periodo 2024-2026. In Europa, i Paesi con più immigrati per lavoro sono Polonia, Spagna e Germania. In Italia, il rapporto tra ingressi per lavoro e popolazione residente (11,3 ogni 10 mila abitanti) rimane inferiore rispetto alla media Ue (27,4). Il primo canale d’ingresso in Italia, infatti, rimane il ricongiungimento familiare (38,9% del totale).

 

Fondazione Leone Moressa 2023

 

Immigrati, in ripresa il mercato del lavoro

È inoltre in ripresa il mercato del lavoro. Dopo il calo della pandemia, il tasso di occupazione degli stranieri (60,6%) torna a superare quello degli italiani (60,1%), pur rimanendo al di sotto dei livelli pre-Covid.

Gli occupati stranieri sono 2,4 milioni e si concentrano nei lavori manuali: l’incidenza degli stranieri, infatti, è mediamente del 10,3% sui lavoratori totali, ma raggiunge il 28,9% tra il personale non qualificato. I lavoratori immigrati producono 154,3 miliardi di valore aggiunto, dando un contributo al PIL pari al 9%. L’incidenza sul PIL aumenta sensibilmente in Agricoltura (15,7%), ed Edilizia (14,5%).

Aumentano inoltre gli imprenditori immigrati: nel 2022 sono 761 mila, pari al 10,1% del totale. In dodici anni (2010-22), gli immigrati sono cresciuti del 39,7% mentre gli italiani sono diminuiti (-10,2%). Costruzioni, commercio e ristorazione sono i settori nei quali maggiore è la presenza degli imprenditori di origine straniera.

La popolazione immigrata ha un impatto positivo sul fisco e dopo la pandemia è tornato a crescere il numero di contribuenti immigrati. Si tratta, spiega ancora l’analisi, di 4,3 milioni di contribuenti (10,4% del totale), che nel 2022 hanno dichiarato redditi per 64 miliardi di euro e versato 9,6 miliardi di Irpef. Rimane alto il differenziale di reddito pro-capite tra italiani e immigrati (circa 8 mila euro annui di differenza), conseguenza diretta della concentrazione occupazionale. Rimane positivo il saldo tra il gettito fiscale e contributivo (entrate, 29,2 miliardi) e la spesa pubblica per i servizi di welfare (uscite, 27,4 miliardi), con +1,8 miliardi di euro in attivo. Gli immigrati, prevalentemente in età lavorativa, hanno infatti un basso impatto sulle principali voci di spesa pubblica come sanità e pensioni.


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