Manovra, Consumatori: debole e insufficiente ad aiutare le famiglie (fonte foto: Pixabay)

Le valutazioni dei consumatori nei confronti della manovra approvata dal Governo non sono buone. Sono considerate misure insufficienti, deboli e non in grado di salvare le famiglie alle prese con gravi difficoltà economiche. Va bene l’innalzamento della soglia Isee a 15 mila euro per i bonus energia e poco altro. Alcune misure ricalcano quelle del governo Draghi mentre l’intervento sul reddito di cittadinanza, destinato all’eliminazione, non piace a Federconsumatori anche perché cade in un contesto di povertà diffusa.

Federconsumatori: misure insufficienti per le famiglie

La manovra di bilancio, dice Federconsumatori, è «un insieme di misure ancora insufficienti ad affrontare la grave situazione che vivono le famiglie e tutto il Paese. Se, da un lato, si mantiene una continuità con le misure del governo precedente, salvandone l’essenziale, dall’altro si compiono scelte orientate al facile consenso, per rispondere in parte alle promesse fatte in campagna elettorale, dando una forte impronta identitaria all’intera manovra».

«Nella sostanza, però, alle famiglie andrà ben poco: non c’è traccia delle rateizzazioni lunghe delle bollette, né della sospensione dei distacchi per morosità per gli utenti domestici – dice Federconsumatori – Sul fronte dell’energia si prolunga il taglio degli oneri di sistema, ma solo fino al 31 marzo, mentre da dicembre calerà lo sconto sulle accise dei carburanti: il taglio sulla benzina passerà da 30,5 centesimi a 18,3, ma non c’è traccia di una riforma strutturale delle bollette né dell’apertura del dialogo con i rappresentanti dei consumatori che la propongono».

Va bene l’ampliamento della platea del bonus energia anche se molte famiglie sono tagliate fuori e bene che il taglio del cuneo fiscale sia destinato ai lavoratori, «ma poiché solo temporaneo, poteva essere reso più ampio in questa difficile fase che le famiglie attraversano. Resta a nostro avviso necessario – prosegue Federconsumatori – il taglio delle aliquote IVA, almeno sui beni essenziali: da tempo sollecitiamo il Governo a una seria riforma in questo campo, grazie alla quale, complessivamente, una famiglia media potrebbe risparmiare 531,57 euro l’anno, ma si è persa ancora l’occasione».

Nella manovra, prosegue l’associazione, si nascondono misure incongruenti con l’aiuto ai più deboli come appunto l’abrogazione del reddito di cittadinanza, «nel periodo meno adatto per farlo – dice Federconsumatori – Sarebbe stato forse più appropriato qualche correttivo e maggiori controlli piuttosto che la sua riduzione ed eliminazione senza vere, efficaci alternative. Oltre a ciò, troviamo non solo inutile, ma anche dannoso, tranne che per gli evasori, l’innalzamento della soglia del contante a 5.000 euro: misura dapprima prevista dal Dl Aiuti quater, ma poi eliminata dal provvedimento, che ora viene ripresentata».

Federconsumatori boccia poi il ripristino del contributo per le scuole paritarie senza prevedere misure per la scuola pubblica che invece andrebbe sostenuta, “anche per recuperare i disagi educativi causati dalla pandemia”. Non si interviene neanche per rafforzare la sanità, in un contesto in cui le famiglie rinunciano alla prevenzione causa crisi economica.

UNC: manovra fiacca e insufficiente

«Una manovra fiacca e insufficiente», è il giudizio di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

In breve: male sulle bollette di luce e gas, perché si ripete quanto fatto dal Governo Draghi ma le misure oggi non bastano a evitare la stangata del quarto trimestre 2022; male la riduzione delle accise sui carburanti; bene l’aumento della soglia Isee a 15 mila euro per i bonus sociali sulle bollette ma la soglia andava aumentata in relazione al numero dei componenti della famiglia.

All’Unione Nazionale Consumatori non piaceva l’idea di togliere l’Iva su pane, latte e pasta perchè avrebbe fatto risparmiare solo una ventina di euro l’anno a famiglia. In questa direzione vanno le parole di Dona che considera una “ottima notizia” il fatto che «i 500 milioni che erano destinati alla riduzione dell’Iva su pane, pasta e latte, meno di 22 euro a famiglia, ricche o povere che fossero, una presa in giro e una mancetta a vantaggio in realtà dei soli commercianti, siano stati invece concentrati sui redditi più bassi con una riedizione della vecchia social card, ora chiamata Carta Risparmio Spesa».

Per il Codacons la riduzione dell’Iva su prodotti per l’infanzia e assorbenti porterà a risparmi minimi. «La Manovra varata dal Governo non risolve affatto l’emergenza economica che attanaglia il nostro paese», dice l’associazione.


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