Morellato, Antitrust avvia istruttoria per presunta intesa restrittiva della concorrenza (Foto Pixabay)

L’Antitrust apre un’istruttoria su Morellato per presunta intesa restrittiva della concorrenza. Riflettori puntati sul primario operatore nella produzione e vendita di gioielli e orologi che, secondo l’ipotesi su cui sta lavorando l’Autorità, attuerebbe una una strategia contrattuale con i propri distributori che potrebbe limitare lo sviluppo concorrenziale del canale distributivo online.

L’Antitrust ha dunque avviato un’istruttoria nei confronti di Morellato S.p.A. per accertare una presunta violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), consistente in condizioni commerciali  che vietano ai propri distributori autorizzati la vendita dei prodotti del fornitore sui marketplace e sulle piattaforme terze.

Morellato e le vendite online

In una nota si legge che “Morellato, primario operatore nel settore della produzione, commercializzazione e vendita di gioielli e orologi, sia a marchio proprio sia tramite altri marchi, proprietari e in licenza (Sector No Limits, Philip Watch, Lucien Rochat, Live Diamond, Oui&Me, La Petite Story, Chronostar, FAVS, Bluespirit, CHRIST, Brinckmann & Lange, Cleor, D’Amante, Noélie, Maserati, Chiara Ferragni, Trussardi, Esprit, Jette, Guido Maria Kretschmer) ha infatti stipulato accordi di distribuzione selettiva in cui vieta esplicitamente agli esercenti l’utilizzo dei marketplace per la vendita dei suoi prodotti, riservandosi l’utilizzo delle piattaforme digitali di vendita, quali store dedicati sul marketplace (ad esempio Amazon)”.

La procedura scaturisce da una segnalazione di whistleblowing. La condotta segnalata, si legge sul procedimento dell’Antitrust, “consiste nell’imposizione di un esplicito divieto contrattuale da parte di Morellato ai propri distributori autorizzati con riferimento alla vendita dei prodotti sulle piattaforme online appartenenti a soggetti terzi (c.d. marketplace)”.

In particolare, spiega l’Antitrust, in riferimento alla piattaforma Amazon sulla quale l’azienda ha un proprio virtual store, “secondo il segnalante la vendita dei prodotti acquistati dai distributori autorizzati presso Morellato è impedita, in quanto il produttore abbinerebbe ciascuna referenza a un codice elaborato dalla stessa Morellato ad hoc sulla piattaforma, senza il quale il rivenditore non sarebbe in grado di procedere al caricamento del prodotto su tale piattaforma. Questa procedura, ideata al fine di prevenire la vendita di prodotti contraffatti, si applicherebbe pertanto anche a prodotti regolarmente acquistati dai rivenditori autorizzati presso il fornitore”.

Secondo l’Antitrust, dunque, “le condotte segnalate, che riguardano i rapporti commerciali fra Morellato e la propria rete di distributori, sembrano configurare ipotesi di una restrizione verticale, pattuita con i propri distributori autorizzati, consistente nell’esplicito divieto, di tipo discriminatorio e non proporzionato, di vendita di gioielli e orologi sui marketplace dove invece è attiva la stessa Morellato apparentemente non giustificate da esigenze di natura qualitativa”.

Secondo l’Autorità il divieto previsto da Morellato nei contratti di distribuzione sull’utilizzo di piattaforme terze potrebbe ostacolare per i propri distributori l’uso efficace di Internet nella vendita dei prodotti a determinati clienti o in determinati territori, come previsto dal Regolamento (UE) n. 720/2022 della Commissione europea. Ieri i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Morellato.

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