Potere d’acquisto delle famiglie, Istat: meno 0,1%. Consumatori: peggiorerà (foto pixabay)
Potere d’acquisto delle famiglie, Istat: meno 0,1%. Consumatori: peggiorerà
L’Istat segnala un lieve calo per il potere d’acquisto delle famiglie nel secondo trimestre dell’anno. Per i Consumatori è un dato grave e destinato a peggiorare. Cala anche la propensione al risparmio per la crescita della spesa per consumi
Comincia a diminuire il potere d’acquisto delle famiglie. Il calo segnalato dall’Istat è lieve, meno 0,1% nel secondo trimestre dell’anno, ma si accompagna al calo della propensione al risparmio delle famiglie. Per i Consumatori il dato risulta dunque estremamente negativo.
Reddito e potere d’acquisto delle famiglie
Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, nel secondo trimestre 2022 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti del 4,1%.
La propensione al risparmio delle famiglie è stata pari al 9,3%, in diminuzione del 2,3% rispetto al trimestre precedente. Il calo della propensione al risparmio, spiega l’Istat, deriva da una crescita della spesa per consumi finali marcatamente più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo (+4,1% e +1,5%, rispettivamente). A fronte di un aumento dell’1,5% del deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie, il potere d’acquisto delle famiglie è lievemente diminuito rispetto al trimestre precedente (-0,1%).
«Il potere d’acquisto delle famiglie ha registrato una flessione lieve nonostante l’impatto negativo dell’aumento dei prezzi – commenta l’Istat – Il tasso di risparmio delle famiglie è diminuito di 2,3 punti percentuali attestandosi tuttavia ancora su livelli più alti rispetto al periodo pre-pandemico».
UNC: la situazione non può che peggiorare
La discesa del potere d’acquisto è un “dato grave e preoccupante”, commenta l’Unione Nazionale Consumatori.
«Anche se per ora la caduta è lieve, in futuro la situazione non può che peggiorare. L’inflazione alle stelle sta progressivamente erodendo potere d’acquisto delle famiglie e dopo averne rallentato la crescita, ora si è arrivati in territorio negativo – afferma Massimiliano Dona, presidente UNC – Urgono interventi che ripristino la capacità di spesa degli italiani, messi a dura prova dal caro bollette e dal carovita, provvedimenti sia di carattere strutturale, come la scala mobile all’inflazione programmata, che chiediamo da anni per adeguare gli stipendi al costo della vita senza innescare la spirale stipendi-inflazione, sia una tantum ed immediati, come la ripetizione del bonus di 200 euro del Governo Draghi per i redditi sotto i 35 mila euro, bonus che va triplicato e portato a 600 euro. Le famiglie, infatti, vanno aiutate subito, altrimenti molte non riusciranno a pagare le stangate della luce e del gas da qui a fine anno».
Per l’associazione è meglio aumentare il reddito delle famiglie più povere che ridurre l’Iva al 4% sugli alimentari perché un provvedimento del genere riguarderebbe tutti, anche le persone benestanti, e disperderebbe risorse, e perché è considerato poco utile sul fronte dei prezzi.
Codacons: le famiglie intaccano i risparmi per affrontare il caro prezzi
Le famiglie sono costrette a intaccare i risparmi per affrontare l’aumento dei prezzi e fare acquisti, commenta invece il Codacons.
«I numeri dell’Istat evidenziano come gli italiani abbiano ridotto la propensione al risparmio (-2,3%) per colmare la perdita di potere d’acquisto determinata dall’aumento dei prezzi al dettaglio – dice il presidente Carlo Rienzi – Dati che tuttavia sono destinati a scontrarsi con il nuovo quadro degli ultimi mesi del 2022, caratterizzato da una inflazione alle stelle e da fortissimi rialzi delle bollette di luce e gas. Questo significa che rispetto al secondo trimestre, consumi, potere d’acquisto e ricchezza delle famiglie crolleranno negli ultimi mesi del 2022, con effetti economici e sociali enormi – prosegue Rienzi – Una emergenza che il prossimo Governo dovrà affrontare abbandonando la fallimentare strada dei bonus a pioggia e ricorrendo a misure strutturali in grado di abbattere prezzi e tariffe in modo stabile e duraturo».

