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(Foto di Nathan Copley da Pixabay)

Nel 2024 una famiglia tipo di tre persone, in un appartamento di 100 metri quadri, paga in media 321 euro l’anno per la tariffa dei rifiuti. Su base nazionale, le tariffe sono aumentate dell’1,9% rispetto al 2023, superando l’inflazione annua. Ci sono però forti differenze a livello regionale e fra capoluoghi di provincia, col risultato che la differenza fra la città più cara (Catania con circa 594 euro) e quella meno cara (Trento, con 150 euro) è di ben 444 euro.

L’indagine nazionale del Centro studi Ircaf (Istituto ricerche consumo ambiente e formazione) sulle tariffe dei rifiuti si è concentrata sulle città capoluogo di provincia, analizzando i prezzi delle utenze domestiche e non domestiche. È stata analizzata anche la spesa di una famiglia composta da una sola persona residente in un appartamento di 60 mq. Per le utenze non domestiche, l’indagine ha esaminato categorie specifiche: Alberghi con ristorante (1.000 mq), Distributori di carburante (250 mq), Bar (100 mq), Supermercati (1.000 mq) e Negozi di abbigliamento (100 mq).

Le famiglie mononucleari hanno registrato un aumento del 2,2% rispetto al 2023, con una spesa annua di 151 euro. Per quanto riguarda le utenze non domestiche (UND) analizzate, la spesa media nel 2024 è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2023.

Tariffa dei rifiuti, grandi differenze fra città e territori

Dalla tariffe dei rifiuti emergono grandi differenze fra città. Sempre per le utenze composte da tre persone, Catania risulta la città più costosa con una spesa annua di 594 euro. Fra le città dove le tariffe sono alte, ci sono poi Pisa (510 euro), Genova (499 euro), Napoli (480 euro) e Reggio Calabria (443 euro). Fra le città più economiche ci sono Trento (150 euro), Cremona (178 euro), Udine (182 euro), Cesena (184 euro) e Belluno (185 euro).

A livello macroterritoriale, inoltre, la spesa media annua per utenze domestiche (sempre di tre persone su 100mq) è cresciuta nel 2024 rispetto al 2023: l’aumento è del 2,3% nel Nord Est (con una media di 254 euro), del 2,9% nel Nord Ovest (286 euro), del 3,9% al Centro (media di 343 euro) ed è in leggera flessione dello 0,1% al Sud e nelle Isole, dove però la media della tariffa rifiuti è più alta e si attesta a 369 euro annui.

Le spese annue per le famiglie di tre persone variano significativamente tra le regioni. Quelle più costose sono nell’ordine Puglia (416 euro), Campania (402 euro), Sicilia (388 euro) mentre fra le regioni più economiche si trovano Trentino (175 euro), seguito da Lombardia (249 euro) e Molise (253 euro). Il divario tra la regione più costosa e quella meno costosa è di 2,37 volte e questo evidenzia grandi differenze non solo nei costi ma anche nella qualità, trasparenza e servizio.

Nelle città capoluogo di regione, il dato medio della tariffa rifiuti è di 347 euro annui.

Tra le utenze non domestiche, spiega la ricerca, Napoli detiene il primato per gli Alberghi con ristorante con una spesa annua di 17.186 euro. Seguono Potenza per i Distributori di carburante (2.339 euro), Perugia per i Negozi di abbigliamento (1.420 euro), Venezia per i Bar (5.262 euro) e Torino per i Supermercati (31.614 euro). I rapporti tra le città più costose e quelle meno costose variano, passando da 6,8 volte per i Negozi di abbigliamento fino a 18 volte per i Supermercati.

Tariffa rifiuti e tutela per gli utenti

La presentazione della ricerca ha permesso di approfondire anche le nuove tutele previste per gli utenti. In particolare, dal 1° aprile le utenze che non trovano soluzione ai reclami inoltrati ai gestori possono rivolgersi allo Sportello del Consumatore di Energia e Ambiente gestito da Arera o alle associazioni dei consumatori. Dal 1° ottobre 2025  sarà disponibile un servizio di conciliazione extragiudiziale online per risolvere controversie sui disservizi. Infine, è stato introdotto il Bonus Rifiuti, attivo dal 1° gennaio 2025, che offre uno sconto del 25% sul servizio rifiuti alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro elevato a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. Questo bonus si aggiunge a quelli già previsti per le bollette di luce, gas e acqua e andrà finanziato con la nuova componenete perequativa in bolletta UR3 di 6 euro a utenza.

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