Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, dall'Unicef Italia uno sguardo sul tema della salute mentale

Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, dall'Unicef Italia uno sguardo sul tema della salute mentale (Fonte immagine: Pixabay)

Nel mondo 1 adolescente su 7 fra i 10 e i 19 anni soffre di problemi legati alla salute mentale. Lo ricorda l’UNICEF Italia in una nota, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ricorre  il 20 novembre.

Il 20 novembre del 1989 venne infatti approvata la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato al mondo, con 196 Stati Parte, ratificata dall’Italia il 27 Maggio del 1991 con la Legge N. 176. Ancora oggi, però, troppi bambini vedono negati i loro diritti ad assistenza sanitaria, nutrizione, istruzione e protezione adeguati.

Quest’anno l’UNICEF Italia ha voluto dedicare questa giornata ad un tema particolarmente significativo nella fase post pandemica che bambini e adolescenti stanno affrontando e che risulta essere una priorità per la tutela dei loro diritti: la salute mentale e il benessere psicosociale.

“Si tratta di un ambito fondamentale per contrastare gli effetti della pandemia, ripensare ad un futuro migliore e garantire la base della capacità umana di pensare, provare sensazioni, imparare, lavorare e instaurare relazioni profonde e significative”, commenta l’Organizzazione.

Infanzia e adolescenza, inadeguati i servizi dedicati alla salute mentale

UNICEF Italia ricorda che, nel mondo, il suicidio è la quinta causa di morte per i giovani tra i 15 e i 19 anni, la seconda causa in Europa. Nel mondo quasi 46.000 adolescenti muoiono a causa di suicidio ogni anno – più di uno ogni 11 minuti. Quasi la metà di tutte le problematiche legate alla salute mentale inizia entro i 14 anni di età, mentre il 75% di tutte le problematiche legate alla salute mentale si sviluppano entro i 24 anni, ma la maggior parte dei casi non viene individuata e non viene presa in carico.

Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno peggiorato la situazione – spiega l’Unicef Italia -. In Italia, prima della pandemia, la prevalenza dei problemi di salute mentale si collocava intorno al 18-20% della popolazione, ovvero tra 1.800.000 e i 2 milioni di persone minorenni. Nel 2019, si stimava che il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni, circa 956.000, soffrissero di problemi di salute mentale, con una prevalenza in questa fascia d’età maggiore nelle ragazze (17,2%, pari a 478.554) rispetto ai ragazzi (16,1%, pari a 477.518) e con una incidenza in aumento con l’età.

“Nonostante l’elevata prevalenza di problemi di salute mentale fra gli adolescenti, nel nostro Paese i servizi di prevenzione e cura rimangono inadeguati – denuncia l’Unicef Italia. – Prima della pandemia, nel 2019, solo 30 su 100 persone minorenni con un disturbo neuropsichico riuscivano ad accedere ad un servizio territoriale specialistico e solo 15 su 100 riuscivano ad avere risposte terapeutico-riabilitative appropriate”.

 

infanzia e adolescenza salute mentale

 

Benessere psicosociale, la percezione degli adolescenti

L’UNICEF Italia ha lanciato, quindi, un sondaggio, realizzato sulla piattaforma digitale indipendente U-Report, al fine di rilevare la percezione di benessere psicosociale e salute mentale fra un campione di adolescenti di età compresa fra i 10 e i 19 anni. Su 194 rispondenti: il 28% si sente ottimista; il 12% triste; il 14% preoccupato; il 14% angosciato; ed il 10% frustrato.

Fra le circostanze che causano apprensione, l’Unicef Italia segnala in particolare le difficoltà economiche personali e/o della famiglia (17%), il senso di isolamento (19%), la distanza dalla famiglia e dagli affetti (8%), i litigi e tensioni all’interno della famiglia (7%).

Tuttavia, il 41% degli adolescenti afferma di non aver richiesto aiuto a nessuno, il 22% di aver cercato aiuto da coetanei ed amici e l’11% ai familiari. L’11% dichiara di essersi rivolto presso psicologi presenti nelle scuole e nelle comunità ed il 7% presso i servizi sociali e sanitari.

In particolare, tra le ragioni per non aver richiesto aiuto, il 22% afferma di non ritenerlo necessario, il 10% di non sapere a chi rivolgersi, il 10% di temere di richiedere aiuto, e l’8% di avere timore del giudizio negativo degli altri. L’indagine rivela anche che gli adolescenti vorrebbero sentire parlare più spesso di salute mentale e benessere psicosociale dalle istituzioni (34%), dalle scuole (31%), dai familiari (7%) e dai media (7%).

Infanzia e adolescenza, la petizione di UNICEF Italia

Sul tema l’UNICEF Italia ha lanciato la petizioneSalute per la mente di bambini e adolescenti“, che ha raccolto oltre 13.000 adesioni. L’obiettivo – spiega l’Organizzazione – è quello di mobilitare l’opinione pubblica affinché sostenga le raccomandazioni che l’UNICEF rivolge ai Ministri competenti in materia, per garantire investimenti e azioni di qualità volte a supportare e proteggere la salute mentale di ogni bambina, bambino e adolescente.

L’UNICEF in Italia chiede, in particolare, di: “aumentare significativamente gli investimenti a lungo termine nei servizi di salute mentale e benessere psicosociale dal momento che, in base ai più recenti dati OCSE, in Italia la spesa pubblica per questo settore è tra le più basse d’Europa; garantire un sistema uniforme e integrato di servizi di assistenza neuropsichiatrica infantile e adolescenziale; promuovere su tutto il territorio nazionale interventi a sostegno della genitorialità consapevole rispetto al tema del benessere mentale; permettere a tutte le bambine, i bambini e gli adolescenti di beneficiare di un supporto per la salute mentale nelle scuole e nelle comunità; garantire, consolidandone la diffusione, i servizi di prevenzione e sostegno psicologico nei contesti educativi e comunitari”.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)