Recensioni online, l’Antitrust avvia una consultazione pubblica sullo schema di Linee Guida

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Secondo Assoutenti il documento contiene importanti novità per i consumatori, ma restano ancora troppe ombre sul tema. Il Codacons chiede una profonda modifica della normativa sulle recensioni

Recensioni online, l'Antitrust avvia una consultazione pubblica sullo schema di Linee Guida

Recensioni online, l'Antitrust avvia una consultazione pubblica sullo schema di Linee Guida (foto Pixabay)

L’Antitrust ha avviato consultazione pubblica sullo “Schema di Linee Guida volte a orientare le imprese nell’adozione di accorgimenti idonei ad assicurare il rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online”.

Per Assoutenti il documento, pubblicato il 30 giugno, prevede importanti novità per i consumatori, perché da un lato “dà seguito alla recente legge n. 34/2026, con riferimento al settore ricettivo e turistico, dall’altro mira a fornire alla generalità delle imprese indicazioni in ordine alla interpretazione delle disposizioni del Codice del consumo inerenti le recensioni”.

Linee Guida sulle recensioni online, Assoutenti: ancora troppe ombre

Le Linee Guida, ricorda Assoutenti, “si rivolgono a tutti i professionisti – ovunque stabiliti – che indirizzano la propria attività economica verso il territorio italiano, allorché mettono a disposizione funzionalità o servizi dedicati alla pubblicazione di recensioni online: rientrano in tale ambito sia i professionisti che offrono i beni e servizi oggetto di recensione, sia quelli che forniscono servizi di pubblicazione o gestione di recensioni relative a beni o servizi offerti da terzi”.

“I professionisti – si legge nelle linee guida – dovrebbero fornire ai consumatori informazioni chiare e facilmente accessibili in merito alle modalità con cui vengono pubblicate, gestite, classificate e moderate le recensioni presenti sui loro canali, esse dovrebbero essere pubblicate nella medesima interfaccia in cui l’utente ha la possibilità di leggere le recensioni, anche tramite un link chiaramente identificato”

Tra gli strumenti individuati dall’Antitrust per verificare che il consumatore abbia effettivamente utilizzato o acquistato il prodotto o servizio recensito figurano: documentazione di natura fiscale o contabile autentica attestante l’acquisto o l’utilizzo del prodotto o servizio, oppure di un numero d’ordine/prenotazione; l’invio all’email utilizzata per l’acquisto di un link per recensire, solo dopo che l’ordine risulta completato, consegnato o fruito; l’acquisizione della recensione tramite canali dedicati, la cui autenticità è garantita dal professionista tramite QR Code, sistemi di validazione tramite OTP; sistemi di registrazione sul proprio canale degli autori delle recensioni; controllo dell’indirizzo IP.

Ai professionisti che, pur non offrendo direttamente i beni e servizi oggetto di recensione, ospitano o rendono disponibili recensioni pubblicate dai consumatori, l’Autorità suggerisce inoltre di “contrastare il fenomeno delle recensioni non autentiche anche ricorrendo a sistemi di intelligenza artificiale e successivamente attraverso un’attività di revisione umana dei contenuti”.

Per l’Agcm, poi, “Particolare cautela dovrebbe essere adottata con riguardo alle recensioni incentivate dai professionisti che offrono i beni e servizi recensiti. In tali casi i professionisti dovrebbero evitare che il contenuto delle recensioni sia il frutto dell’incentivo fornito dal professionista e garantire che i consumatori siano chiaramente informati del fatto che le recensioni sono state incentivate, indipendentemente dal mezzo utilizzato e dal beneficio ottenuto”.

“Entro il prossimo 15 luglio tutti i soggetti interessati potranno presentare le proprie osservazioni all’Antitrust – spiega il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso -. Nonostante i miglioramenti, come la previsione del codice Qr per verificare l’autenticità della recensione, misura che risponde ad una nostra precisa richiesta, riteniamo ci siano ancora troppe ombre sul tema: la legge 34/2026 (Ddl Pmi) concede solo 30 giorni di tempo all’utente per recensire un bene o un servizio, e non è previsto alcun coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella lotta alle recensioni false”.

Codacons: raccomandazioni generiche e non vincolanti

Le linee guida in tema di recensioni online pubblicate dall’Antitrust rappresentano per il Codacons un “pannicello caldo” e “non appaiono realmente in grado di apportare miglioramenti in favore dei consumatori“.

“Le recensioni sono in grado di influire in modo diretto sull’economia modificando in modo radicale le scelte dei consumatori – afferma il Codacons -. Oggi il 77% degli italiani legge i commenti di altri utenti prima di procedere all’acquisto di un bene o di un servizio, o di prenotare presso una struttura ricettiva o un ristorante. Una abitudine consolidata al punto che le recensioni, a livello globale, spostano una fetta di consumi stimata in 152 miliardi di dollari all’anno. Nonostante ciò le linee guida dall’Agcm si limitano a fornire consigli e raccomandazioni non vincolanti per i professionisti che operano al di fuori dei settori del turismo e della ristorazione – comparti per i quali si applicano le disposizioni della legge 11 marzo 2026 n. 34 – lasciando agli operatori ampia discrezionalità circa la gestione delle recensioni e la concessione di incentivi ai consumatori da parte di professionisti che offrono i beni e servizi recensiti”.

Per il Codacons, dunque, serve “una profonda modifica della normativa sulle recensioni, anche alla luce dell’avvento dell’intelligenza artificiale, che alimenta il rischio di illeciti a tutto danno dei consumatori, le cui scelte economiche possono essere influenzate da falsi giudizi positivi o negativi”.

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