Rischi psicosociali legati al lavoro, il Parlamento Ue chiede di tutelare la salute dei lavoratori
Gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione Ue di elaborare una proposta per tutelare i lavoratori dai rischi psicosociali legati al lavoro, che possono causare stress, burnout e disturbi mentali e fisici
Rischi psicosociali legati al lavoro, il Parlamento Ue chiede di tutelare la salute dei lavoratori (foto Pixabay)
Il Parlamento Ue ha chiesto alla Commissione europea di elaborare una proposta per proteggere i lavoratori dai rischi psicosociali e dallo stress legati al lavoro.
In particolare – si legge in una nota – i deputati hanno approvato una serie di raccomandazioni per una nuova normativa dell’UE volta a prevenire, eliminare o ridurre i rischi psicosociali legati al lavoro, che possono causare stress, burnout e disturbi mentali e fisici.
Rischi psicosociali legati al lavoro, le richieste del Parlamento Ue
I deputati chiedono, in primo luogo, “obblighi per i datori di lavoro, al fine di tutelare la salute mentale e fisica dei lavoratori e garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose”. Inoltre chiedono alla Commissione e agli Stati membri di “riconoscere esplicitamente che i rischi psicosociali legati al lavoro possono causare malattie professionali”.
Tra le richieste rientrano anche “misure per prevenire i rischi psicosociali legati al lavoro e la promozione di politiche volte a definire e vietare la violenza, le molestie, il bullismo e i comportamenti discriminatori che ledono la dignità o la salute fisica e mentale dei lavoratori”.
I deputati chiedono, inoltre, “meccanismi per la loro individuazione precoce e protocolli di prevenzione basati sul rischio al fine di affrontare la violenza”, e sottolineano “la necessità di fornire tempestivamente sostegno ai lavoratori esposti a rischi psicosociali”.
“I lavoratori che sono stati assenti a causa di rischi psicosociali legati al lavoro dovrebbero avere diritto a un rientro al lavoro ragionevole e sostenibile“, affermano i deputati. A tal fine, raccomandano la predisposizione di piani individuali per il rientro, che tengano in considerazione l’orario, il carico di lavoro e l’adattamento delle mansioni.
Parlamento Ue: valutare periodicamente i rischi
Il Parlamento raccomanda, inoltre, ai datori di lavoro di “effettuare periodicamente una valutazione dei rischi psicosociali, tenendo conto di fattori quali carichi di lavoro eccessivi e ritmi di lavoro troppo elevati, e di adottare piani d’azione basati su misure concrete”.
“Le riorganizzazioni sostanziali, comprese le modalità di telelavoro o l’introduzione di sistemi automatizzati di assunzione delle decisioni e di monitoraggio – sottolineano i deputati – dovrebbero essere precedute da una valutazione dei rischi psicosociali, effettuata in collaborazione con i lavoratori e i loro rappresentanti”.
I datori di lavoro dovrebbero garantire anche che “l’introduzione di sistemi di gestione algoritmica non comporti un carico di lavoro o un monitoraggio eccessivo dei lavoratori e che sia sempre garantita la supervisione umana”. Ribadiscono, infine, il diritto dei lavoratori alla disconnessione.
