mascherina a scuola

Mascherine a scuola, l'indicazione più diffusa: portarle da casa

La mascherina a scuola si potrà abbassare se viene rispettata la distanza di un metro. A meno che non cambi la situazione epidemiologica e dunque non aumentino i contagi. In tal caso le autorità sanitarie potranno prevedere l’obbligo di mascherina anche in “situazione statica”, cioè quando si sta fermi al banco. È l’indicazione che arriva dal Comitato Tecnico Scientifico che si è espresso così sulla questione mascherina sì-mascherina no per il ritorno in classe.

 

 

 

Mascherina a scuola, le indicazioni del CTS

La mascherina a scuola è una delle questioni su cui si sta dibattendo da tempo, con le diverse indicazioni date anche per fasce d’età. In una nota il CTS ribadisce «quanto già indicato sulle situazioni dinamiche e in quelle statiche in cui non vi è il rispetto del distanziamento».

«Nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto)», scrive il CTS.

Dunque mascherina giù se si sta fermi al banco e si rispetta la distanza di sicurezza.

«Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria».

 

scuola coronavirus
Ritorno a scuola, studenti e norme anti Covid

 

E se aumentano i contagi?

L’uso della mascherina a scuola è solo una delle misure di prevenzione da mettere in conto. Il CTS ribadisce infatti l’importanza di una sua “corretta associazione” con tutte le misure previste finora per limitare la circolazione del virus, e dunque igiene dell’ambiente e della persona, ricambio d’aria, sanificazione, distanziamento, informazione ed educazione sanitaria in linguaggio adatto all’età degli studenti.

L’uso della mascherina a scuola può cambiare se cambieranno i dati del contagio.

Come scrive il CTS «il dato epidemiologico, le conoscenze scientifiche e le implicazioni organizzative riscontrate, potranno determinare una modifica delle raccomandazioni proposte, anche in relazione ai differenti trend epidemiologici locali, dall’autorità sanitaria che potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo, all’interno di una strategia di scalabilità delle misure di prevenzione e controllo bilanciate con le esigenze della continuità ed efficacia dei percorsi formativi».

Mascherina ed età degli studenti

Nella sua nota il CTS ricorda le previsioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità che in un documento di agosto fornisce indicazioni sull’uso delle mascherine a scuola per diverse classi di età. L’OMS prevede, fra 6 e 11 anni, «uso condizionato alla situazione epidemiologica locale, prestando comunque attenzione al contesto socio-culturale e a fattori come la compliance del bambino nell’utilizzo della mascherina e il suo impatto sulle capacità di apprendimento», e dai 12 anni in su le stesse indicazioni d’uso degli adulti.

Il CTS argomenta tutto questo con una premessa. «L’apertura delle scuole – scrive il CTS – è una esigenza primaria del Paese, ma lo è altrettanto la sicurezza e la continuità delle attività. Pertanto, accanto alle esigenze didattiche e formative, è necessario prendere in considerazione il principio di precauzione, la protezione dei lavoratori, la efficacia, la sostenibilità e la accettabilità delle misure proposte».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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