uomo che fuma

Fumatori in aumento: 800 mila in più, fuma un quarto della popolazione (fonte foto: pixabay)

Fumatori in aumento: 800 mila in più, fuma un quarto della popolazione

In Italia ci sono circa 800 mila fumatori in più rispetto al 2019. Il 24,2% della popolazione è fumatore. È triplicato il consumo di sigarette a tabacco riscaldato, usate abitualmente o occasionalmente dal 3,3% della popolazione. Il report dell’ISS in occasione della Giornata mondiale senza tabacco di domani

In Italia cresce il numero di fumatori. Sono 800 mila in più rispetto al 2019, con un aumento del 2%. Quasi un italiano su quattro, il 24,2% della popolazione, è un fumatore. Una percentuale che non era stata più registrata dal 2006 e un aumento che riguarda sia uomini che donne. È anche triplicato il consumo di sigarette a tabacco riscaldato, che oltre un terzo dei consumatori considera meno dannoso rispetto alle sigarette tradizionali. Non sono numeri positivi quelli che diffonde l’Istituto superiore di Sanità (ISS) in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio.

Fumatori in aumento, la rotta è cambiata

Dopo un lungo periodo, si assiste quest’anno a un aumento di fumatori, che erano il 22% nel 2019, ultimo anno di rilevazione pre-pandemica. Il trend rilevato nel triennio 2017-2019 che vedeva una costante diminuzione delle fumatrici, non viene invece confermato nel 2022: quest’anno infatti si assiste a un incremento nella percentuale dei fumatori che riguarda entrambi i sessi.

Aumentano anche le persone che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto al 1,1% del 2019, ma più di una persona su tre (il 36,6%) le considera meno dannose di quelle tradizionali.

Sono questi i dati più significativi del report dell’ISS diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale senza tabacco di domani, promossa dall’OMS.

«L’aumento dei fumatori rilevato dal report è un segnale che desta preoccupazione – dice Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS – e rispetto al quale è importante attivare azioni di prevenzione a partire dai più giovani per garantire una vita più lunga, con meno disabilità e qualitativamente migliore per noi e per chi ci vive accanto».

Il cambiamento di tendenza è legato anche dalla diffusione dei nuovi prodotti di tabacco, che contribuiscono a invertire la rotta anche come percezione del rischio e come stile di comportamento – l’ISS rileva infatti che i fumatori di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato si sentono liberi di farlo anche in spazi pubblici, per una legislazione ancora non adeguata ai tempi.

«Il dato di quest’anno – dice Roberta Pacifici, responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS – ci conferma come la pandemia abbia significativamente influenzato le abitudini al consumo dei prodotti del tabacco e di nicotina degli italiani. I nuovi prodotti del tabacco e le e.cig si sono aggiunti al consumo delle sigarette tradizionali e i loro utilizzatori infatti sono quasi esclusivamente consumatori duali. La falsa percezione di consumare prodotti meno o addirittura non nocivi per la salute e il sentirsi autorizzati ad utilizzarli in ogni luogo, in deroga alla legge Sirchia, stanno certamente incidendo sull’aumento del loro consumo».

 

grafico iss
Iss italiani e fumo 2022

 

Il consumo di sigarette, i dati

Sono 12,4 milioni i fumatori in Italia e rappresentano il 24,2% della popolazione. Gli ex fumatori sono il 14,9% della popolazione italiana e i non fumatori il 60,9%.

La prevalenza più alta di fumatori di sesso maschile si registra nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni (42,9), mentre nella fascia d’età 45-64 anni si registra la prevalenza più alta tra le donne (24,5%). Oltre i 65 anni ci sono le prevalenze più basse.

Fra gli uomini, prosegue l’ISS, c’è anche la percentuale più alta di chi fuma più di 20 sigarette al giorno (25,6% rispetto al 13,4% delle donne). Quasi la metà dei giovani fumatori nella fascia d’età 15-24 anni (49,8%) fuma meno di 9 sigarette al giorno, sebbene il 45,5% di essi consumi tra le 10 e le 19 sigarette/die.

Si fumano in media 11,5 sigarette al giorno. Il consumo medio giornaliero di sigarette si conferma in diminuzione, ma si tratta di 2 sigarette in meno nell’arco di 10 anni. E c’è ancora il 20,4% di fumatori, uno su cinque, che consumano più di 20 sigarette al giorno.

Si fumano principalmente sigarette confezionate (84,9%) e sigarette fatte a mano (14,9%), sebbene queste percentuali siano in diminuzione rispetto a quanto registrato nel 2019 (90,2% per le sigarette tradizionali, 18.3% per le sigarette fatte a mano). Le sigarette fatte a mano sono più diffuse tra i giovani di sesso maschile e residenti nelle regioni del Centro Italia.

 

 

 

Sigaretta elettronica e prodotti a tabacco riscaldato

Il report dell’ISS si sofferma anche sull’uso della sigaretta elettronica e dei nuovi prodotti a tabacco riscaldato. In Italia i fumatori abituali e occasionali ddi e-cig sono il 2,4% della popolazione, circa 1.200.000 persone.

Dopo un trend che vedeva negli anni precedenti una diminuzione degli utilizzatori, questi nel 2022 sembrano essere di nuovo in aumento (erano il 2,5% nel 2017, 2,1 nel 2018, 1,7% nel 2019). L’81,9% di chi usa la sigaretta elettronica è un fumatore, dunque un consumatore duale che fuma le sigarette tradizionali e contemporaneamente l’e-cig. Il 2,8% dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica sono invece persone che prima di utilizzare l’e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali.

Le sigarette a tabacco riscaldato (HTP) vengono utilizzate abitualmente o occasionalmente dal 3,3% della popolazione italiana, circa 1.700.000 persone. Il loro consumo è triplicato, passando dall’ 1,1% nel 2019 al 3,3% nel 2022. E si lega a una percezione del rischio per la salute inferiore.

Se infatti la maggioranza dei fumatori (il 52,2%) pensa che le sigarette a tabacco riscaldato siano dannose al pari delle sigarette tradizionali, il 36,6% ritiene invece che lo siano meno. Questa percezione è più diffusa (nel 2019 era il pensiero del 25,3% dei fumatori).  Inoltre, il 38,8% della popolazione (48,4% dei fumatori) ritiene che questa tipologia di prodotti non portino al consumo di sigarette tradizionali mentre il 26,1% degli italiani (37,2% dei fumatori) ritiene che l’esposizione passiva al consumo di sigarette a tabacco riscaldato non faccia male alla salute.

I fumatori e gli spazi pubblici

Dai dati dell’ISS emerge anche che i fumatori tendono a usare e-cig e sigarette a tabacco riscaldato anche nei luoghi pubblici.

Dopo oltre 15 anni dall’entrata in vigore della legge antifumo (legge Sirchia), il rispetto del divieto di fumo nei luoghi chiusi, scrive l’ISS, è diventato un comportamento adottato nella maggior parte dei casi e in tutta Italia con un sostanziale rispetto della legge.

«Purtroppo l’introduzione sul mercato di prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale (e-cig e sigarette a tabacco riscaldato) ed una legislazione non ancora adeguata ai nuovi scenari del mercato di questi prodotti, stanno rimettendo in discussione l’educazione al comportamento rispettoso nei confronti dei non fumatori  – prosegue l’Istituto – Infatti, il 66,8% degli utilizzatori di e-cig (erano il 62,6% nel 2019) ed il 74,6% dei fumatori di sigarette a tabacco riscaldato (erano il 62% nel 2019) si sentono liberi di usare questi prodotti nei luoghi pubblici (mezzi di trasporto pubblici, privati, locali, bar, ecc..). Gli incrementi percentuali registrati nel 2022 degli utilizzatori di entrambe le tipologie di prodotti disposti a trasgredire i divieti di fumo, mandano un ulteriore chiaro segnale di allerta nei confronti di una legislazione ancora troppo fragile nei confronti dei prodotti diversi dalla sigaretta tradizionale».


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